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Monociti

Monociti
Curatore scientifico
Dr. Tania Catalano
Specialità del contenuto
Ematologia

Cosa sono i leucociti

Quando parliamo di leucociti ci riferiamo ai globuli bianchi, ovvero quelle cellule del sangue preposte alla difesa dell’organismo da agenti patogeni quali virus, batteri, funghi e altri parassiti.

Il team leucocitario comprende diverse tipologie cellulari, alcuni dei quali denominati con doppio nome. Sono detti, intanto, “granulociti” perché possiedono un citoplasma granuloso, mentre il secondo nome li differenzia, gli uni dagli altri, indicando la loro attitudine di colorarsi, se trattati con alcuni coloranti acidi o basici. 

  • Granulociti neutrofili − I neutrofili si colorano né con coloranti acidi, né con coloranti basici. Catturano organismi patogeni attraverso la fagocitosi.
  • Granulociti eosinofili − I granulociti si colorano di rosso-arancio se trattati con un colorante acido conosciuto come eosina. Svolgono un ruolo importante nelle reazioni allergiche.
  • Granulociti basofili − I basofili si colorano di viola se trattati con un colorante basico noto come ematossilina eosina.
  • Linfociti − I linfociti svolgono un ruolo fondamentale nella risposta immunitaria nei confronti di specifici antigeni. Sono di due tipi, linfociti B (che producono anticorpi che legandosi ai patogeni li attaccano) e linfociti T (esistono diverse tipologie di linfociti T, in generale promuovo l’attivazione di altri leucociti e il rilascio di citochine in risposta alla presenza di sostanze citotossiche).
  • Monociti − I monociti sono molto grandi, si trasformano in macrofagi e si spostano nel luogo di infezione per fagocitare sostanze estranee.

Cosa sono i monociti

I monociti fanno parte dell’esercito dei globuli bianchi, sono i monociti, le cellule mangiatrici di agenti materiale estraneo e microrganismi. Hanno un nucleo ovale o reniforme.

Dopo essere stati prodotti dal midollo osseo, i monociti, vengono immessi nel circolo ematico, dove stazionano solo per poche ore, poi migrano nei tessuti in cui è necessario il loro supporto. È in questo momento che si trasformano in macrofagi, aumentando le loro dimensioni e la quantità di lisosomi contenuti al loro interno.

I macrofagi sono cellule altamente specializzate in grado di inglobare al loro interno e digerire particelle di grandi dimensioni. In base ai tessuti in cui agiscono in maniera altamente specializzata, i macrofagi vengono chiamati in modo diverso:

  • Istiociti (cute)
  • Cellule del Kupffer (fegato)
  • Osteoclasti (ossa)
  • Microglia (cervello)
  • Cellule reticolo-endoteliali (milza).

Come sono fatti i monociti

I monociti fanno parte dei globuli bianchi (o leucociti) e derivano dai monoblasti prodotti nel midollo osseo. I monociti hanno grandi dimensioni, la loro forma è tondeggiante e il loro nucleo granuloso ricorda la forma di un rene.

Si muovono con movimento ameboide e sono in grado di fagocitare microrganismi patogeni e sostanze derivate dalla degradazione dei tessuti infiammati.

I monociti sono la forma circolante di queste cellule con nucleo reniforme. Una volta maturati in monociti, i monoblasti lasciano il midollo osseo e giungono nel torrente ematico, dove rimangono per circa un giorno, per poi migrare nei tessuti, dove possono vivere per vari mesi.

Migrati nei tessuti i monociti si trasformano ulteriormente diventando macrofagi, le vere e proprie “cellule spazzine” presenti nei tessuti del corpo.

Come avviene la fagocitosi

I monociti si spostano con movimento ameboide (ossia tipico delle amebe); una volta arrivati nel sito interessato, inglobano e distruggono gli antigeni. Le sostanze che i monociti-macrofagi sono in grado di fagocitare vanno dai batteri ai residui di cellule morte, alle sostanze chimiche e minerali tossiche introdotte nell'organismo.

Dopo averlo fagocitato, distruggono l’antigene utilizzando particolari enzimi contenuti al loro interno. Dopo la fagocitosi, i frammenti della sostanza estranea vengono presentati ai linfociti T che attuano una risposta specifica contro di essi, attraverso il complesso maggiore di istocompatibilità (MHC).

Qual è la funzione dei monociti-macrofagi

I monociti hanno principalmente un importante ruolo a corroborazione del processo di fagocitosi, potendo quindi fagocitare materiali estranei, neutralizzandoli mediante digestioni enzimatiche a livello dei lisosomi.

I monociti hanno, inoltre, una funzione di collaborazione con i linfociti T helper nel promuovere la risposta immunitaria e promuovono la sintesi di numerose proteine. In sintesi, le funzioni dei monociti sono:

  • Fagocitosi e digestione di agenti patogeni
  • Fagocitosi ed eliminazione di frammenti cellulari o cellule morte
  • Cooperazione con i linfociti T-helper nel mettere in atto la risposta immunitaria
  • Sintesi di proteine, come i fattori del complemento e di coagulazione, interferone, transferrina.
I macrofagi non riconoscono tutte le sostanze estranee ma, prima di attaccarle, necessitano di un segnale inviato da anticorpi che si sono legati ad esse esponendole alla mercé dei macrofagi.

I macrofagi fanno parte di un gruppo di leucociti, che presentano l’antigene, noti come complesso maggiore di istocompatibilità (MHC di classe II). Dopo la digestione dei microrganismi patogeni, inseriscono alcuni frammenti cellulari nella propria membrana cellulare in modo che i linfociti T helper li riconoscano più facilmente elaborando una risposta immunitaria immediata e specifica.

Quanti monociti circolano nel sangue

Il numero dei monociti nel sangue può essere rilevato con un test noto come un esame emocromocitometrico (emocromo) che fornisce informazioni su:

  • Numero di globuli rossi presenti per millimetro cubo
  • Volume dei globuli rossi
  • Valore di Emoglobina
  • Ematocrito (rapporto percentuale tra composizione del sangue e composizione del plasma)
  • Numero di piastrine per millimetro cubo
  • Numero di globuli bianchi per millimetro cubo.
La formula leucocitaria è indicata in percentuale (vengono specificate le percentuali di tutti i linfociti ovvero neutrofili, basofili, eosinofili, linfociti e monociti). I valori di riferimento della formula leucocitaria prevede:

  • Neutrofili 40%-74%. 
  • Basofili 0%-1.5%. 
  • Eosinofili 0.5 %-7%.
  • Linfociti  19%-48%.
  • Monociti 3.4%-9%.

Monociti alti

I macrofagi possono sopravvivere nei tessuti anche per anni, invece i monociti restano in circolo non più di otto ore e quindi non sono molto abbondanti nel sangue, dove rappresentano solo l'1-6% di tutti i globuli bianchi. Un livello elevato di monociti è detto monocitosi.

Ciò può accadere se c’è un’infezione in corso o una malattia più importante tra cui alcune malattie infettive, malattie ematologiche, affezioni gastrointestinali, connettivopatie autoimmuni quali:

Conseguenze dei monociti alti

Una monocitosi è certamente un campanello d’allarme che deve essere valutato attraverso un approfondimento diagnostico.

Cercare di comprendere la causa dell’innalzamento dei monociti è il passo per stabilire se la condizione è da considerarsi grave o semplicemente la risposta del corpo a un’infezione.

Monociti bassi

Se il numero di monociti è troppo basso, si parla di monocitopenia; tale condizione è meno frequente, ma è comunque patologica.

Ciò significa che può essere in corso un’infezione acuta molto grave, per cui i monociti vengono immediatamente mandati nei tessuti, oppure che il corpo non riesce a produrre abbastanza monociti, come nel caso di stress, leucemia o ridotta funzionalità del midollo osseo.

Alcuni farmaci come la chemioterapia possono contribuire a un abbassamento di monociti.
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