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Test di Coombs

Ematologia
Test di Coombs

Cos'è il test di Coombs?

Il test di Coombs, detto anche test dell’antiglobulina, prende il nome da Robin Coombs, uno dei tre immunologi che lo applicarono per la prima volta nel 1945.

Con il termine emolisi si intende la distruzione (lisi, rottura) dei globuli rossi (detti anche eritrociti o emazie). La causa dell’emolisi può essere autoimmunitaria (nel caso di malattie come il lupus), alloimmunitaria (nel caso di incompatibilità del gruppo sanguigno), o da farmaci (tra cui chinidina, metildopa e procainamide). Il test di Coombs viene effettuato proprio per diagnosticare alcune forme di anemia emolitica autoimmune, l’ittero emolitico neonatale (malattia emolitica neonatale) dovuto a incompatibilità del fattore Rh tra sangue materno e sangue fetale.

Quando si fa il test di Coombs?

Il test di Coombs  è un esame sierologico eseguito in laboratorio allo scopo di rilevare la presenza nel sangue di anticorpi diretti contro i globuli rossi. L’esame aiuterà il medico a capire se i globuli rossi vengono distrutti a causa dell’anemia emolitica. Viene praticato su bambini che possono avere nel circolo ematico anticorpi anti – eritrociti a causa del gruppo sanguigno diverso rispetto a quello della madre (malattia emolitica del neonato). L’esecuzione del test di Coombs è, dunque, consigliata anche in gravidanza.

Quanti tipi di test di Coombs esistono?

Si distinguono due diversi tipi di test di Coombs:

  • Test di Combs diretto
  • Test di Coombs indiretto

L’esame si fa con un prelievo di sangue venoso.

Che differenza c’è tra test di Coombs diretto e test di Coombs indiretto?

In presenza di anemia e/o ittero, spesso viene prescritto il test di Coombs diretto che permette l’individuazione di anticorpi sulla superficie degli eritrociti. Un test fondamentale per la diagnosi dell’anemia emolitica di origine autoimmune, ovvero dovute ad anticorpi che attaccano e distruggono i globuli rossi.

Il test di Coombs indiretto indica la presenza di anticorpi anti-eritrociti liberi nel siero, dunque, non attaccati alla superficie delle emazie. Di solito, viene prescritto alle donne in gravidanza per verificare l’eventuale presenza di anticorpi anti-Rh. Inoltre il Test di Coombs indiretto è uno dei test per la compatibilità pretrasfusionale, quindi utilizzato in previsione di una trasfusione, perché permette di individuare compatibilità/incompatibilità tra il sangue del donatore e quello del ricevente.

Quali sono i rischi legati a questo test?

Non ci sono rischi particolari che derivano al sottoporsi al test di Coombs se non quelli di una normale analisi del sangue

Si possono infatti verificare:

  • Vertigini
  • Svenimenti
  • Ematomi
  • Infezioni a causa della mancata disinfezione dell’area dove viene inserito l’ago
  • Eccessivo sanguinamento

Come si legge il risultato dell'esame?

I risultati del test sono considerati nella norma quando non si ha agglutinazione dei globuli rossi. Quando questa è presente significa che c’è l’emolisi. Questa può essere causata da:

  • Anemia emolitica autoimmune
  • Tossicità di farmaci
  • Reazione ad una trasfusione di sangue
  • Eritroblastosi fetale
  • Leucemia
  • Lupus
  • Mononucleosi
  • Sifilide
  • Infezione da Mycoplasma

Cosa significa se il test di Coombs è positivo?

La positività del test di Coombs indica la presenza di anticorpi anti-eritrociti. Se la positività riguarda il test di Coombs diretto, gli anticorpi sono attaccati alla superficie dei globuli rossi. Questo potrebbe indicare la presenza di anemia emolitica autoimmune. Se la positività riguarda il test di Coombs indiretto, gli anticorpi sono in circolazione e ciò indica una incompatibilità tra gruppi sanguigni, o tra soggetto ricevente e sangue trasfuso o, in gravidanza, tra la madre e il feto.

Cosa significa se il test di Coombs è negativo?

La negatività del test di Coombs indica compatibilità tra donatore e ricevente, nel caso di trasfusione o gravidanza, se parliamo di test di Coombs indiretto; assenza di anticorpi anti-eritrociti attaccati alla superficie dei globuli rossi nel caso di test di Coombs diretto. Ciò escluderebbe l’origine autoimmunitaria di una eventuale anemia per la quale si sta cercando la causa.

Gruppi sanguigni

Si definisce antigene una molecola che il sistema immunitario capta come estranea e, quindi, si difende producendo anticorpi che la attaccano e la distruggono.

Sulla membrana dei globuli rossi possiamo trovare:

  • Antigene A (gruppo sanguigno A)
  • Antigene B (gruppo sanguigno B)
  • Entrambi gli antigeni (gruppo sanguigno AB)
  • Nessun antigene (gruppo sanguigno 0  “zero”)
In base agli antigeni presenti sulla superficie eritrocitaria, nel plasma troveremo:

  • Anticorpi anti-B nel plasma dei soggetti che presentano l’antigene A
  • Anticorpi anti-A nel plasma dei soggetti che presentano l’antigene B
  • Nessun anticorpo nei soggetti che presentano sia l’antigene A sia l’antigene B
  • Anticorpi anti-A e anticorpi anti-B nei soggetti che non hanno nessun antigene
Gli individui con gruppo sanguigno AB, sono ricevitori universali, infatti, essendo privi di anticorpi specifici, possono ricevere sangue da qualsiasi altro gruppo.

Gli individui con gruppo sanguigno 0 sono donatori universali, infatti, la mancanza di antigeni lo rende un gruppo neutro. Tuttavia possono ricevere sangue soltanto da donatori di gruppo 0 perché presentano anticorpi sia per il gruppo A che per il gruppo B. Una eventuale trasfusione, da parte di donatori di gruppo A o B, determinerebbe l’attacco immediato degli anticorpi e la successiva emolisi.

I soggetti con gruppo sanguigno A possono ricevere sangue dai gruppi A e 0, per lo stesso principio i soggetti di gruppo B possono ricevere sangue solo dai gruppi B e 0.

Fattore Rh

La superficie eritrocitaria, oltre agli antigeni A e B, può presentare il fattore Rh. Gli individui che presentano il fattore Rh sono detti Rh positivi (Rh+), i soggetti che non presentano questa proteina sulla superficie dei globuli rossi sono detti Rh negativi (Rh-), questi ultimi non hanno anticorpi per il fattore Rh ma vengono prodotti se il paziente riceve una trasfusione di sangue Rh +. In questo caso il sangue del soggetto si popolerà di anticorpi anti-Rh, capaci di distruggere i globuli rossi giunti in circolo attraverso la trasfusione.

Dr.ssa Tania Catalano Biologo
Dr.ssa Tania Catalano
specialista in Medicina molecolare

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