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Anorgasmia

Anorgasmia
Curatore scientifico
Dr. Gianfranco Blaas
Specialità del contenuto
Sessuologia

Che cos’è l’anorgasmia?

L’anorgasmia è l'incapacità di raggiungere l’orgasmo, nonostante la stimolazione sessuale intensa e prolungata; l'anorgasmia fa parte dei disturbi che bloccano l'amore.

Ci si trova di fronte all’anorgasmia masturbatoria nel caso in cui non si riuscisse a raggiungere l'orgasmo con la masturbazione, e all'anorgasmia coitale nel caso in cui non si riuscisse a raggiungere l'orgasmo con l’atto sessuale.

Alcune donne non riescono a raggiungere l'orgasmo durante il sesso e riescono a provare piacere soltanto attraverso la masturbazione, ma non si tratta di una vera anorgasmia; bisogna ricordare che ogni persona reagisce in maniera diversa e soggettiva alla stimolazione sessuale.

Chi ne soffre?

L'anorgasmia può colpire sia uomini che donne anche se è prevalentemente un fenomeno femminile. Le statistiche dimostrano che l'anorgasmia è uno tra i disturbi sessuali maggiormente frequenti nella donna. Circa il 12% delle donne con una vita sessuale regolare non ha mai raggiunto l'orgasmo ed il 34% non avverte l’arrivo dell’orgasmo attraverso la penetrazione. Il dato più sconvolgente è sicuramente quello delle donne che fingono l’orgasmo: il 47% secondo alcune stime.

Per alcune donne, il blocco invece avviene durante il rapporto, mano a mano che il piacere sale, si bloccano e non arrivano a raggiungere l’orgasmo in maniera completa. 

Esistono diversi tipi di anorgasmia e quali sono le cause?

L’anorgasmia può essere primaria, cioè manifestarsi fin dai primi rapporti sessuali, oppure secondaria, quando insorge dopo un periodo di rapporti sessuali normali. Le origini di tale disturbo sono da ricercare nella sfera psichica. L’anorgasmia è molto spesso il frutto di inibizioni derivanti dalla mancanza di una corretta educazione sessuale e, in alcuni casi, può esserne responsabile il partner.

Molto spesso, l’anorgasmia primaria può essere causata da:

  • inibizioni sessuali;
  • paure senza fondamento;
  • immaturità psicosessuale, specie in soggetti giovani, che si concedono al rapporto sessuale per curiosità, per imitazione degli adulti. 
L’anorgasmia secondaria ha cause di natura psicogena. Altre motivazioni possono essere:

  • insorgere di sintomi dolorosi durante l’attività sessuale;
  • disturbi endocrini;
  • dispiaceri;
  • preoccupazioni;
  • comportamento errato o anomalo del partner;
  • eiaculazione tardiva o precoce;
  • assunzione di determinati farmaci; 
  • assunzione di sostanze dopanti;
  • traumi fisici a livello genitale;
  • disfunzione del pavimento pelvico;
  • stress e ansia.
Si parla di anorgasmia casuale quando il soggetto non raggiunge l’orgasmo per l’ambiente o la situazione; generalizzata se si presenta sempre e non dipende dalla situazione creatasi; coitale pura quando il piacere viene raggiunto tramite la stimolazione orale o manuale e non è possibile tramite il coito; acquisita da urge incontinence quando non è possibile raggiungere l’orgasmo e il piacere estremo per paura di urinare o di perdere il controllo. 

Come viene diagnosticata?

Se si pensa di avere l’anorgasmia, è bene fare visita al proprio medico che sarà in grado di dare una diagnosi appropriata, dopo aver condotto un esame fisico.

Il proprio dottore, inoltre, potrebbe porre domande al paziente sulla propria vita sessuale e su altre possibili condizioni sottostanti.

Esiste una cura?

L’anorgasmia può essere una condizione difficile da trattare e la cura del singolo paziente dipende dalla causa scatenante di questa condizione e dai sintomi ad esso correlati. Detto questo, il proprio medico potrebbe raccomandare una terapia combinata, che includa cambiamenti del proprio stile di vita, l’assunzione di farmaci e sedute terapeutiche.

Per quanto riguarda le pazienti di sesso femminile, la cura principale è rappresentata dall’affrontare le problematiche della relazione con il partner e dal gestire lo stress della routine giornaliera.

A questo fine, sono indirizzati i seguenti trattamenti:

Dal punto di vista medico, è possibile ricorrere a terapie ormonali che, sebbene non garantiscano di curare l’anorgasmia, possono offrire un aiuto, così come:

  • curare altre patologie di cui soffre il paziente. Infatti, una volta curate queste problematiche secondarie, è possibile che venga risolta anche l’anorgasmia, ad esempio, cambiare o modificare farmaci che inibiscono l’orgasmo;
  • terapia a base di estrogeni per le donne in menopausa. Questo tipo di trattamento, assunto sotto forma di pillole, gel o cerotto, può avere un effetto positivo sulle funzioni del cervello e sull’umore che influenzano la sfera sessuale. Una terapia localizzata a base di estrogeni, sotto forma di crema o supposta vaginale, è in grado di aumentare l’afflusso di sangue alla vagina e facilitare il raggiungimento dell’orgasmo;
  • terapia a base di testosterone. Quest’ultimo gioca un ruolo importante nelle funzioni sessuali femminili e, di conseguenza, può essere d’aiuto nell’aumentare il desiderio sessuale. Nonostante questo effetto positivo dal punto di vista della sfera sessuale, la terapia a base di testosterone può avere delle controindicazioni, come la comparsa di acne o peluria in eccesso.
L’incapacità di raggiungere l’orgasmo può essere frustrante e avere un impatto negativo sulla vita di coppia. È importante ricordarsi che questo problema viene sperimentato da altre persone e che non si è soli. 

Un trattamento di tipo psicologico può rivelarsi particolarmente benefico in quanto il terapeuta può aiutare la coppia a capire i bisogni sessuali del partner e a visualizzare in maniera diversa il rapporto sessuale.

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