Vasculopatia cerebrale

Contenuto di:
Curatore scientifico: Dr. Leila Turnava, Medico Chirurgo
Indice contenuto:
  1. Cos’è la vasculopatia cerebrale?
  2. Quali sono le cause?
  3. Quali sono i sintomi della vasculopatia cerebrale?
  4. Quai sono i fattori di rischio?
  5. Come si diagnostica la vasculopatia cerebrale?
  6. Come viene trattata?

Cos’è la vasculopatia cerebrale?

La vasculopatia cerebrale è un termine che indica una condizione di sofferenza del tessuto cerebrale dovuta alla riduzione o all’interruzione del flusso di sangue attraverso un vaso, producendo un’ischemia cerebrale e conseguenze negative sulle cellule che da esso vengono irrorate.

La vasculopatia cerebrale comprende varie entità cliniche quali:

  • vasculite del sistema nervoso centrale (quando l’infiammazione è prodotta nei vasi sanguigni cerebrali si parla di vasculite cerebrale);
  • ischemia e ictus cerebrale;
  • epilessia vascolare;
  • patologie vascolari genetiche.

La condizione può causare l’interruzione del flusso sanguigno e quindi dell’ossigenazione delle cellule nervose cerebrali, producendo seri danni all’organo e perdita di funzioni cerebrali a causa di un ictus ischemico che, se non determina la morte dell’individuo, può compromettere la sua autonomia attraverso disabilità di diverso tipo e grado.

Quali sono le cause?

La principale causa della vasculopatia cerebrale è l’aterosclerosi, che produce il restringimento del lume dei vasi sanguigni a causa della formazione della placca aterosclerotica. Tuttavia, essa non è l’unica causa. Generalizzando, si possono considerare tutte le condizioni che possono evolvere fino a produrre l’ictus.

Ictus cause:

  • malattie genetiche che causano alterazioni morfo-funzionali;
  • malattie autoimmuni;
  • ipertensione e malattie cardiache;
  • malattie metaboliche;
  • aneurisma cerebrale;
  • vasculiti sistemiche;
  • infezioni virali o batteriche;
  • leucoaraiosi (alterazioni della sostanza o materia bianca);
  • aterosclerosi;
  • trombosi;
  • tumori;
  • ematoma cerebrale ed emorragia cerebrale (ictus emorragico);
  • ipotensione ortostatica.

Quali sono i sintomi della vasculopatia cerebrale?

Nella maggior parte dei casi, la vasculopatia cerebrale è asintomatica, ma è possibile che si avvertano i sintomi dell’ischemia quando è in atto e se la quantità di tessuto nervoso interessato non è trascurabile.

I sintomi della possono includere:

  • cefalee intense e di lunga durata (talvolta associate a micro-emorragia subaracnoidea);
  • confusione e sindrome demenziale che può evolvere, con l’accumulo delle lesioni, in demenza vascolare;
  • debolezza;
  • disturbi della vista;
  • encefalopatia;
  • attacco epilettico e crisi convulsiva;
  • alterazioni della coscienza (simili a quelle prodotte da una commozione cerebrale, la quale però è solo di origine traumatica), la cui presenza è associata ad una prognosi peggiore.

Alcuni di questi sono sintomi dell’ischemia potenzialmente in atto, altri invece sono legati alla cronicizzazione della vasculopatia cerebrale.

L’ischemia cerebrale può essere, secondo la vecchia denominazione, un’ischemia transitoria o un ictus.

Quai sono i fattori di rischio?

Tra i fattori di rischio si distinguono:

  • non modificabili
    • età
    • sesso
    • familiarità
    • etnia 
  • modificabili
  • fumo
    • obesità
    • diabete mellito
    • aterosclerosi delle carotidi
    • ipertensione arteriosa (il rischio relativo è 4 volte maggiore rispetto ai non ipertesi)

Come si diagnostica la vasculopatia cerebrale?

La diagnosi è posta sull’esame fisico del paziente, i risultati dei test di laboratorio e delle indagini strumentali.

Sono richiesti:

  • TC cerebrale, che nei casi acuti consente subito di definire se vi sono emorragie cerebrali;
  • risonanza magnetica cerebrale (che può mettere in evidenza alterazioni della materia bianca, piccole aree ischemiche nella corteccia cerebrale, atrofia cerebrale);
  • angiografia cerebrale;
  • elettrocardiogramma;
  • consueti esami del sangue e delle urine;
  • esami per la ricerca di anticorpi che indichino la presenza di una malattia autoimmune;
  • esami per verificare la presenza di infezione, anche tramite analisi del liquido cerebrospinale;

Diverse condizioni entrano in diagnosi differenziale con la vasculopatia cerebrale, per cui sono necessari al fine di escludere le altre patologie che entrano nella diagnosi differenziale.

Una di queste condizioni è la sindrome di vasocostrizione cerebrale reversibile, inizialmente considerata una forma di vasculite cerebrale benigna. Questa si presenta con cefalee improvvise dette “a colpo di tuono”, che possono far sospettare un’emorragia meningea per rottura o dissecazione di un aneurisma cerebrale. 

Come viene trattata?

Il trattamento va differenziato in base al fatto che si parli di un episodio acuto o di una forma cronica. In acuto si deve infatti trattare l’ischemia o ictus, impiegando antitrombotici e anticoagulanti. Successivamente all’evento ischemico o in caso di vasculopatia cronica, il paziente va istruito sui fattori di rischio che può eliminare cambiamo abitudini e stile di vita, vanno eventualmente modificate alcune terapie assunte precedentemente (ad esempio, l’antpsicotico carbolithium non può essere somministrato a chi soffre di patologie cardiovascolari) e va istituita una terapia idonea al tipo di condizione clinica da cui è affetto. Ad esempio:

  • per la vasculite cerebrale il trattamento è a base di steroidi: alte dosi di prednisone in combinazione con ciclofosfamide o da solo;
  • per l’ipertensione occorre instaurare una terapia antipertensiva;
  • i pazienti con stenosi vengono sottoposti ad intervento chirurgico;
  • se la vascuolopatia ha prodotto un declino delle funzioni cognitive e comportamentali (come quando viene colpita la corteccia prefrontale e frontale), saranno necessari farmaci adatti anche a trattare questo tipo di problemi