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Aneurisma cerebrale

Aneurisma cerebrale
Curatore scientifico
Dr. Giovanni Mazzotta
Specialità del contenuto
Neurologia

Che cos'è un aneurisma cerebrale?

L’aneurisma cerebrale è la dilatazione di strutture vascolari quali arterie o vene che forniscono sangue al cervello. La dilatazione rende fragili le pareti dei vasi sanguigni predisponendoli alla rottura; nella maggior parte dei casi, gli aneurismi avvengono a livello del cerchio di Willis, una rete di vasi sanguigni alla base del cervello. Talvolta, l’aneurisma può essere multiplo e colpire più arterie contemporaneamente.

Hanno più possibilità di sviluppare, nel corso della loro esistenza, un aneurisma cerebrale donne, afroamericani e asiatici, persone che hanno già avuto un aneurisma o hanno nella propria storia famigliare soggetti colpiti da tale patologia. 

Quali sono le cause di un aneurisma cerebrale?

Le cause possono essere l’indurimento delle arterie, l’obesità, l’alta pressione sanguigna, il fumo, l’abuso di droghe, il consumo eccessivo di alcool, determinate infezioni sanguigne, malattie congenite, lesioni alla testa, bassi livelli di estrogeni dopo la menopausa; il rischio aumenta dopo i quarant’anni e raramente è stato riscontrato in soggetti giovani, ad di sotto dei venti anni di età.

In base alla loro forma, gli aneurismi sono classificabili in sacciformi, piccole estroflessioni sferiche laterali all’arteria, fusiformi, più rari, dilatazioni che interessano l’intera circonferenza del vaso, la forma ricorda vagamente quella di un fuso.
 
L’aneurisma generalmente è asintomatico, i segnali sono molto vaghi, come:

  • fitte alla testa;
  • dolore tempia sinistra;
  • dolore tempia destra;
  • nausea fortissima e vomito;
  • convulsioni;
  • perdita di coscienza;
  • confusione;
  • irrigidimento dei muscoli del collo;
  • dolore in risposta a stimoli luminosi e malessere generalizzato.
Tali sintomi diventano drammatici quando l’aneurisma si rompe provocando un’emorragia cerebrale, ovvero il versamento di sangue nel cranio. 

L’aneurisma può raggiungere dimensioni considerevoli e, comprimendo fortemente il tessuto cerebrale o le strutture nervose adiacenti, può provocare la comparsa di un deficit neurologico

Quali sono i sintomi di un aneurisma cerebrale?

I sintomi diventano evidenti quasi sempre soltanto in caso di rottura dell’aneurisma. In caso di rottura di aneurismi medio piccoli, si avverte sopratutto un senso di cefalea, nausea e, a volte, vomito. Nei casi più gravi, quando l’aneurisma che si rompe è di grandi dimensioni, l’aumentata pressione endocranica provoca cefalea con dolore intensissimo, vomito encefalico incoercibile, svenimenti fino al coma. In questi casi, non sono esclusi danni cerebrali irreparabili.

I sintomi che si accusano più comunemente sono:

  • mal di testa
  • intorpidimento o debolezza di un lato del viso
  • pupilla dilatata
  • vista distorta

Come viene diagnosticato?

Un’emorragia richiede un immediato intervento medico, si esegue tempestivamente una TAC alla testa che dimostri l’effettiva presenza di sangue, un’angiografia cerebrale e una risonanza magnetica.

Dopo aver visionato l’aneurisma, il medico interviene in base alle caratteristiche e alla sede dell’aneurisma, chirurgicamente con un intervento di microchirurgia denominato clipping, mentre nei soggetti più a rischio si preferisce il trattamento di embolizzazione endovascolare.

Alcuni esperti ritengono che possa colpire una persona su venti, mentre altri stimano frequenze molto inferiori, circa una su cento.

Come si cura un aneurisma cerebrale?

I trattamenti dell'aneurisma variano in base all'età, alla grandezza dell'aneurisma e agli ulteriori fattori di rischio. Quando l'aneurisma ha una grandezza inferiore ai 10 mm, il rischio di rottura è molto basso e la chirurgia è troppo rischiosa.

In genere, in questi casi, si sceglie di tenere sotto controllo l'aneurisma con continui esami. Tuttavia, se l'aneurisma è molto grande e causa sintomi dolorosi o se il rischio di rottura è molto alto, si consiglia un'operazione chirurgica, che può essere eseguita tramite procedura di embolizzazione o di clipping.

Quali sono le conseguenze di un aneurisma cerebrale?

L’aneurisma cerebrale o intracranico e la sua eventuale rottura rappresentano un’emergenza medica. Tuttavia, la maggior parte degli aneurismi non si rompe e non crea problemi né sintomi, in tal caso è necessaria una terapia per prevenire un’eventuale futura rottura. Se l’aneurisma si rompe, è necessario l’intervento chirurgico.

La mortalità chirurgica è contenuta, ma non sempre l’intervento è possibile in quanto, in alcuni casi, l’emorragia cerebrale iniziale è fatale. 

Dopo la chiusura dell’aneurisma, i pazienti hanno un recupero più o meno completo, è indicato l’assoluto riposo e terapie farmacologiche per favorire la coagulazione, ridurre la pressione intracranica ed evitare il vasospasmo, ossia il restringimento patologico dei vasi cerebrali. Questa riduzione del flusso sanguigno può causare ictus o danni tessutali.

Nel caso di emorragia, si può alterare il normale flusso del liquido cefalorachidiano che si accumula provocando la dilatazione dei ventricoli cerebrali; questa condizione è nota come idrocefalo. Dalla prima emorragia si può verificare dopo tre/quattro settimane una seconda emorragia causata dalla rottura dell’aneurisma.

Molti pazienti riportano gravi disabilità, perdita delle capacità motorie o delle facoltà di linguaggio: ciò dipende dall’area del cervello colpita e dal tempo intercorso tra la comparsa dei primi sintomi e l’inizio della cura. 

Per la completa riabilitazione del paziente, potrebbero essere necessarie sedute di fisioterapia, logopedia e terapia occupazionale.

Aneurisma cerebrale e intervento chirurgico: in quali casi?

Ci sono due metodologie attualmente usate nel trattamento dell’aneurisma: il trattamento endoscopico ed il trattamento chirurgico. Il primo consiste nel raggiungere l’aneurisma dall’interno, mediante l’inserimento di filamenti metallici all’interno della sacca. In questo modo, si favorisce la coagulazione del sangue e se ne impedisce la circolazione.

Non sempre questo trattamento, meno invasivo di quello chirurgico, ma non privo di rischi, è possibile o utile. In tutti i casi in cui l’aneurisma è molto grosso o il rischio rottura è elevato, si interviene chirurgicamente. L’intervento chirurgico prevede di bloccare l’aneurisma mediante una clip metallica posizionata in modo da bloccare l’aneurisma, ma non il fisiologico flusso sanguigno del vaso.

La scelta dell’intervento chirurgico viene effettuata esaminando diversi elementi tutti utili nel determinare il fattori di rischio rottura:

  • dimensione dell’aneurisma: quelli > 7 mm sono sempre considerati a rischio rottura
  • storia familiare
  • dimensione del vaso colpito: più il vaso è grande maggiore il rischio di rottura
  • altri rischi patologici
  • età del paziente
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