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Luppolo

Luppolo
Curatore scientifico
Dr. Mario Frusi
Specialità del contenuto
Nutrizione Omeopatia

Cos’è il luppolo?

Anche detto humulus lupulus, il luppolo è una pianta che si trova solitamente lungo i corsi d’acqua e nelle zone ai confini dei boschi, che produce fiori e vive di solito tra i 10 e i 20 anni.

Tali fiori sono raggruppati in pannocchie e sono particolarmente rinomati in quanto utilizzati per la produzione della birra, una delle bevande più consumate e amate in tutto il mondo.

Solitamente di sapore amaro, il fiore di luppolo è ciò che serve a dare l’aroma e il retrogusto alla celeberrima bevanda e la sua produzione è differente a seconda del risultato che si vuole ottenere. 

Proprietà

Contrariamente a quanto si potrebbe facilmente pensare, la pianta del luppolo non è utilizzata solo per la birra. I suoi usi, soprattutto legati alle coltivazioni selvatiche della stessa, sono diversi sia nell’erboristeria che nella medicina popolare.

Va infatti sottolineato come il luppolo sia un importantissimo sedativo: le sue proprietà benefiche ne fanno un ottimo ingrediente per la realizzazione di tisane calmanti (come quelle, più note, a base di valeriana o melissa) indicate per dormire ma anche per contrastare sintomatologie da stress quali: ansia, nervosismo, insonnia e disturbi correlati.

Per intervenire su tali stati il luppolo è consumato soprattutto per via orale, con delle preparazioni che variano a seconda del caso.

Alcuni studi hanno inoltre indagato su possibili proprietà antitumorali del luppolo che sarebbe in grado di rendersi quindi utile in chiave antiproliferativa contro le cellule maligne. Esistono studi relativi ai tumori di seno, ovaie e colon

Coltivazione del luppolo

Il luppolo è una pianta che, potenzialmente, è possibile coltivare anche in casa: solitamente, per farla fiorire bene, è necessaria la presenza di un clima temperato umido.

Si tratta però di una pianta rampicante ed è quindi necessario avere spazi abbastanza ampi laddove possa espandersi verticalmente: va infatti sottolineato come la pianta di luppolo possa arrivare a crescere sino a 6 metri di altezza e, pertanto, non è raccomandabile piantarne una in ambienti eccessivamente ristretti. Inoltre, è necessario che il luogo nel quale avverrà la coltivazione sia assolato, magari in un terreno di tipo soffice e con delle annaffiature che siano frequenti per poter far germogliare con il dovuto vigore le pannocchie.

I fiori sono solitamente pronti in estate e la raccolta avviene tra agosto e settembre: viene essiccato il tutto e si procede poi con l’isolamento della parte attiva a seguito del quale si svolge la produzione della bevanda.

Luppolo e birra

Per ciò che concerne la birra, il luppolo è l’elemento più importante del sapore della bevanda. I fiori (nella birra vengono utilizzati quelli femminili) hanno il classico sapore amarognolo che rendono inconfondibile la dorata birra e, pertanto, i semi di questa pianta sono totalmente indispensabili nella fermentazione.

Oltre a ciò è particolarmente importante il ruolo antibatterico della stessa sostanza nonché quello di tenuta della schiuma, visibile anche nella chiarificazione della birra man mano che viene consumata. 

Birra senza luppolo

Seppur sviluppata da poco, la birra senza luppolo sarà sempre più presente in commercio, anche se  – per ora – in un numero ristretto di varietà.

Per sostituire i fiori di questa pianta è possibile utilizzare degli estratti di foglie di menta e di basilico che consentono un notevole risparmio nella coltivazione della pianta ma, ovviamente, rendono un sapore diverso alla classica birra. La motivazione di avere questo tipo di birra nei negozi è soprattutto legata all’elevato costo di coltivazione – e di trasporto – della pianta del luppolo, e proprio per questo diversi scienziati vedono questa tappa come un possibile futuro sostenibile della birra.

Ricette al luppolo selvatico

I germogli di luppolo sono un cibo particolarmente pregiato e notevolmente gustoso, che si presta ad ampie possibilità di ricette per tutti i gusti. Quelli selvatici sono di norma più grandi e ciò ne garantisce una più ampia possibilità culinaria. Molto spesso vengono utilizzati come gli asparagi con i quali, frequentemente vengono confusi.

Dopo la doverosa pulizia, possono essere lessati o cucinati al vapore a seconda della ricetta che si intende realizzare. Tra le più famose a base di luppolo selvatico troviamo, per esempio:

  • frittata al luppolo selvatico (di cime di luppolo);
  • minestra con luppolo selvatico;
  • risotto ai germogli di luppolo selvatico e porri.

La cima di luppolo selvatico è solitamente chiamata bruscandolo (o asparagina): può essere gustata in molti piatti e rappresenta un must del cibo solitamente primaverile, con proprietà purificante e un sapore delicato tipico della cucina veneta.

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