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Cisti di Bartolino

Cisti di Bartolino
Curatore scientifico
Dr. Gianfranco Blaas
Specialità del contenuto
Ginecologia

Che cos'è

Una cisti di Bartolino, chiamata anche cisti del condotto di Bartolino, è una piccola escrescenza all'interno dell’entrata della vagina

Le ghiandole di Bartolino sono due ghiandole di piccole dimensioni situate subito dietro ciascun lato delle grandi labbra (il paio di labbra interne intorno all'orifizio della vagina). Le ghiandole non sono generalmente visibili, in quanto sono raramente più grandi di 1 cm. 

Le ghiandole di Bartolino secernono inoltre un liquido che funge da lubrificante durante un rapporto sessuale. Il fluido attraversa i piccoli condotti (tubi) che misurano circa 2 cm, per trasportare il liquido davanti all’imene e dietro il labbro interno della vulva. Se i condotti si bloccano, si riempiono di fluido e si allargano. Questo forma una o più cisti, ossia delle piccole sacche piene di liquido, solitamente innocue.

Diffusione

Circa il 2% delle donne può essere affetta dalle cisti di Bartolino o cisti di Bartolini. La malattia di solito colpisce le donne sessualmente attive tra i 20 e i 30 anni.

Le ghiandole di Bartolino iniziano a funzionare dalla pubertà e perciò le cisti di Bartolino non colpiscono le bambine.

Durante la menopausa, le ghiandole di Bartolino generalmente si restringono. Per questa ragione, nessun gonfiore alla vulva di una donna in menopausa può essere attribuito alle cisti di Bartolino.

Sintomi

Di solito le cisti di Bartolino o cisti di Bartolini sono asintomatiche, ossia non provocano sintomi. Tuttavia, si potrebbe percepire tra le grandi labbra un bozzo doloroso e morbido al tatto.

La conferma di avere una cisti di Bartolino arriva solo durante una visita da professionista che effettua un pap-test o un altro tipo di esame ginecologico. Se la cisti cresce molto, può risultare fastidiosa e non trascurabile. Una ciste alla vulva può provocare dolore in alcuni momenti quali:
  • durante un rapporto sessuale;
  • quando si cammina;
  • quando si è sedute.
A volte, la cisti può colpire le grandi labbra. Un lato può sembrare gonfio e più grande del solito. Se la ciste si infetta, può causare un ascesso. Questo si infiamma e si gonfia. Può causare febbre a 38°C o oltre.

Cause

La cause delle delle cisti di Bartolino o cisti di Bartolini dipende da un’ostruzione che blocca il condotto che collega la ghiandola di Bartolino alla vagina. Questo comporta un accumulo di fluido, che può trasformarsi in una cisti. Diversi tipi di batteri possono causare un’infezione che blocca il condotto.

Alcuni tipi di batteri possono essere trasmessi con un contatto sessuale, mentre altri si trovano nell'ambiente. I batteri che possono causare una cisti di Bartolino possono essere:
  • Gonococco – Generalmente responsabile della gonorrea (un’infezione sessualmente trasmissibile), causa circa un terzo delle cisti di Bartolino.
  • Chlamydia trachomatis – Generalmente responsabile della clamidia (un’altra malattia sessualmente trasmissibile).
  • Escherichia coli – Spesso responsabile dell’intossicazione alimentare.
  • Haemophilus influenzae – Responsabile di molte infezioni come l’infezione dell’epiglottide (il lembo di tessuto nella parte posteriore della gola).

Cura

La cisti di Bartolino o cisti di Bartolini può non crescere ed essere indolore e può non causare alcun sintomo. Tuttavia, è possibile che la cisti si infetti, causando un ascesso (un doloroso accumulo di pus) nella ghiandola di Bartolino. Se la cisti diventa grande o dolorosa, ci sono diversi trattamenti per eliminarla. Tra le cure per la cisti di Bartolino, abbiamo:
  • Bagni in acqua calda - Da effettuarsi più volte al giorno,  per tre o quattro giorni: il condotto ghiandolare ostruito, o la parete della cisti, potrebbero così aprirsi in modo spontaneo, facendo fuoriuscire il liquido infetto.
  • Antibiotici - Da assumere qualora si sia formato un ascesso. Non sempre si mostra un trattamento per la cisti di Bartolini davvero efficace: non escludono, infatti, la necessità di una incisione chirurgica.
  • Drenaggio chirurgico - Effettuato generalmente in anestesia locale. Il medico specialista pratica una incisione della cisti, per permettere al liquido della cisti di fuoriuscire. Inserisce poi un piccolo drenaggio (come una garza orlata), per mantenere l'incisione aperta e consentire la fuoriuscita completa del contenuto prima della cicatrizzazione della ferita.
  • Marsupializzazione - Procedura chirurgica della durata di 15 minuti circa eseguita anche'essa in anestesia locale. Registra buoni risultati, prevenendo la ricomparsa della cisti. Dopo averne inciso la parete, il medico applica dei punti per mantenere un'apertura permanente della cisti e prevenire possibili occlusioni future. Anche in questo caso, viene inserito un drenaggio, e i punti saranno rimossi dopo circa due settimane, per evitare che l'incisione si richiuda in modo spontaneo.
  • Asportazione della ghiandola di Bartolino - L'intervento della ghiandola di Bartolino viene effettuata solo in casi sporadici, nel caso di fallimenti di altri trattamenti. È un intervento abbastanza complesso, che dura circa un'ora e richiede l'anestesia generale e il ricovero di qualche giorno in ospedale. Oltre al rischio di sanguinamento e di possibili infezioni, la rimozione della ghiandola può lasciare delle cicatrici e priva la donna della lubrificazione vaginale garantita dalla ghiandola di Bartolino. Per facilitare la guarigione, dopo la chirurgia viene suggerito di evitare per un mese i rapporti sessuali, l'uso di tamponi vaginali e di saponi profumati.

Prevenzione

Prevenire una cisti di bartolino non è sempre possibile. Nonostante ciò, è importante:
  •  Seguire una buona igiene intima
  • Avere rapporti sessuali protetti
  • Consultare il medico qualora si notassero noduli e infiammazioni nell'area genitale
La prevenzione di complicazioni che interessano le cisti di Bartolini si esegue con bagni in acqua calda più volte al giorno immergendosi fino alle pelvi.
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