Vulva gonfia

Contenuto di:
Curatore scientifico: Dr. Gianfranco Blaas, Medico Chirurgo
Indice contenuto:
  1. Cos’è la vulva?
  2. Vulva gonfia: di che cosa si tratta?
  3. Quali sono le cause di vulva gonfia?
  4. Vulva gonfia in gravidanza
  5. Quali sono i rimedi naturali per la vulva gonfia?
  6. Qual è la cura?

Cos’è la vulva?

La vulva concorre a formare i genitali esterni. Questi comprendono:

  • grandi labbra
  • piccole labbra
  • clitoride
  • monte di Venere

Tutte queste strutture hanno il compito di proteggere la vagina ed il clitoride stesso dall’ambiente esterno e dall’irritazione. 

Vulva gonfia: di che cosa si tratta?

Talvolta infezioni, allergie, cisti ed altre condizioni possono determinare il rigonfiamento della vagina; in particolare delle piccole e grandi labbra, provocando disagio e dolore.

Insieme al gonfiore possono insorgere altri sintomi come:

  • prurito o bruciore genitale;
  • perdite vaginali diverse dal solito;
  • odori spiacevoli provenienti dalla vagina;
  • la presenza di una piccola gobba sulle labbra;
  • dolore quando si cammina o ci si siede.

Quali sono le cause di vulva gonfia?

A causa della natura estremamente delicata della vulva, non è per niente sorprendente che sia le grandi labbra che le piccole labbra siano molto suscettibili al gonfiarsi. Alcune delle cause più comuni comprendono le patologie illustrate di seguito.

Infezioni da lieviti

Secondo il ministero della salute americano, almeno 3 donne su 4 avranno un’infezione fungina durante il corso della loro vita. In effetti, tutti, sin dalla nascita siamo portatori di funghi sia sulla cute che sulle mucose esterne ed interne. Tali funghi fanno, per lo più, parte dell’ ecosistema che protegge gli organi interni, convivendo con batteri e virus. Nella maggioranza dei casi tale equilibrio è mantenuto dalla giusta acidità dell’ambiente, legato comunque ad un buono stato di salute dell’individuo. Le condizioni possono cambiare per una situazione patologica, che va dal semplice stress alla malattia conclamata che altera la risposta immunitaria dell’individuo stesso.

Ad esempio, sotto terapia antibiotica, la maggior parte dei batteri di una data specie spariranno, favorendo così lo sviluppo dei funghi. Il più comune di questi (la candida) può causare gonfiore, bruciore e prurito dell’intera area vaginale, comprese le labbra. Questa crescita eccessiva può essere dovuta a numerose cause che vanno dall’uso di antibiotici, alla gravidanza, fino all’utilizzo di contraccettivi orali. Alcune donne notano che durante questo tipo di infezioni presentano un muco vaginale più simile alla ricotta. 

Vaginite batterica

Similmente all’infezione da funghi, la vaginite batterica si verifica quando c’è una crescita sproporzionata di alcuni batteri nella vagina. Questo accade quando si fanno delle lavande vaginali, quando si hanno più partner sessuali o semplicemente quando il livello di batteri “buoni” nella vagina si abbassa ad un livello critico, che permette ai batteri “cattivi” di espandersi. Per “batteri buoni” intendiamo il lattobacillo acidofilo, che scinde lo “zucchero” (glicogeno) presente sulle mucose e lo trasforma in acido lattico. Tale acidità indotta protegge l’ambiente vaginale dal proliferare di microbi e funghi che preferiscono ambiente meno acido (alcalino o basico).

La presenza di glicogeno è garantita dalla azione degli estrogeni: per tale motivo nell’infanzia ed in post-menopausa sono più facili le infezioni vulvovaginali (gardnerella). I sintomi comprendono perdite di un colore tendente al verde, al bianco o al grigio, che hanno un odore simile al pesce. Inoltre alcune donne avvertono del prurito nonostante altre siano totalmente prive di sintomi. 

Tricomoniasi

Secondo il centro americano per il controllo e la prevenzione, la tricomoniasi è una malattia sessualmente trasmissibile estremamente comune, che al momento colpisce 3.7 milioni di persone. Viene causata da un potozoo (essere vivente unicellulare trasmesso per via sessuale che nel 70% della popolazione non causa alcun sintomo).

Quando i sintomi appaiono, di solito comprendono gonfiore, bruciore dell’area vaginale, urinazione dolorosa e odore estremamente forte di pesce. Molto spesso si accompagna alla presenza di infezione da funghi.

Allergie

Quando la pelle viene a contatto conu un allergene, ossia qualcosa a cui l’organismo è allergico, è probabile che si gonfi. Quindi, quando questa evenienza si verifica nelle labbra, poiché vengono irritate dagli allergeni, presenti ad esempio nei profumi e nei saponi o nei detergenti, nei preservativi e in certi tessuti, non è strano che si scateni un’infiammazione. 

Cisti di Bartolini

Circa il 2% delle donne (in particolare le ventenni) avranno nella loro vita le cisti di Bartolini. Queste si verificano quando gli sbocchi delle ghiandole di Bartolini, le quali si trovano proprio all’uscita della vagina, si bloccano.

Queste ghiandole hanno il compito di secernere una sostanza umida che aiuta la vagina nel processo di lubrificazione che avviene prima del sesso. Molte donne non si rendono conto di avere una ciste finché questa non si infetta. Quando questo accade, la ciste provoca l’infiammazione dolorosa della zona intorno alla vagina e alle labbra (bartolinite).

Sesso senza opportuna lubrificazione

L’atto sessuale prevede molta frizione, la quale può causare dei traumi alle labbra e all’area vaginale a meno che non siano lubrificate nella maniera appropriata.

Vulva gonfia in gravidanza

Tra le varie cause che possono dare origine alla vulva gonfia, vi è la particolare condizione della gravidanza.

Quando una donna aspetta un figlio, infatti, il suo corpo subisce diverse trasformazioni, sia internamente, che esternamente. Tra queste, ovviamente, possono esservi delle modificazioni anche a carico dei genitali esterni: tali cambiamenti non devono spaventare, qualora non siano associati a una sintomatologia dolorosa o a perdite ematiche o altro.

A volte, dunque, può succedere che tra i sintomi della gravidanza vi sia anche il gonfiore delle grandi labbra: di solito il gonfiore, in questi casi, è fisiologico (anche se non è presente in tutte le donne in stato interessante) e non è connesso a uno stato patogeno. Se invece sono associati altri sintomi, è opportuno parlarne quanto prima con il proprio ginecologo, per non mettere in alcun modo a rischio né la salute del feto, né quella della futura mamma.

Quali sono i rimedi naturali per la vulva gonfia?

Si raccomandano i seguenti rimedi per prevenire e curare il gonfiore della vulva:

  • eseguire degli impacchi freddi;
  • se una ciste sta all’origine del problema, cercare di fare alcuni bagni caldi (ma non bollenti) al giorno e assumere antidolorifici, se necessario;
  • non fare lavande vaginali: queste infatti disturbano il normale equilibrio della flora presente nella vagina;
  • non indossare vestiti particolarmente attillati, compresi biancheria o collant questo tipo di indumenti generano calore e limitano il flusso d’aria, aiutando i batteri ed i funghi a crescere;
  • se si ritiene di essere sensibili verso alcuni prodotti per l'igiene, si sconsiglia l'uso di: detergenti profumati, saponi e prodotti femminili;
  • se si è allergici a lattice e spermicida, parlare con il proprio medico riguardo ad altri contraccettivi disponibili;
  • astenersi dal sesso se si avverte dolore;
  • aggiungere dello yogurt con probiotici vivi alla propria dieta. 

Inoltre, tra i trattamenti erboristici, esiste una crema vaginale a base di timo e aglio che si è dimostrata efficace nell’alleviare le infezioni fungine, tanto quanto le creme al clotrimazolo. Il tea tree oil e l’olio di cocco organico, come l’olio d’origano possono risultare terapeutici, nonostante questo non sia ancora stato provato. Occorre comunque porre attenazione a ognuno di questi trattamenti, che potrebbe causare a sua volta una reazione allergica di ipersensibilità, se si è sensibili. 

Qual è la cura?

Il ginecologo chiederà alla paziente informazioni riguardo alla sua storia medica e alla sua vita sessuale, e vorrà approfondire sintomi. Successivamente visiterà la donna affetta da vulva gonfia ed è probabile che esegua un tampone o prelevi, meno comunemente, un campione di tessuto da mandare al laboratorio ad analizzare per capire se sia presente o meno un’infezione e di che natura sia (se batterica, parassitica o fungina).

Il medico inoltre esaminerà l'apparato genitale per assicurarsi che non siano presenti anomalie, come le cisti. Se ci sarà il minimo sospetto di cancro vaginale o vulvare il medico eseguirà una biopsia del tessuto.

Dopo avere eseguito una diagnosi accurata, il trattamento sarà stabilito per trattare la causa all’origine del gonfiore. Se si è affetti da un’infezione da candida, il medico consiglierà probabilmente di utilizzare delle pomate antimicotiche topiche senza prescrizione o ne prescriverà di specifiche. Le infezioni batteriche invece potrebbero necessitare di antibiotici. L’irritazione delle labbra dovuta ad allergie o al sesso possono rispondere bene all’idrocortisone (applicato per brevi periodi) o alle creme steroidee.

Un caso particolarmente problematico è invece quello delle cisti del Bartolini, che potrebbero necessitare di un’incisione per essere liberate o addirittura della rimozione chirurgica.