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Ipercheratosi

Ipercheratosi
Curatore scientifico
Dr.ssa Maria Fantauzzo
Specialità del contenuto
Dermatologia

Che cos’è l’ipercheratosi?

Per ipercheratosi, si intende l’ispessimento dello strato più esterno dell’epidermide. Questo strato contiene una proteina, la cheratina, che normalmente contribuisce a rendere lo strato esterno resistente allo sfregamento, all’irritazione e alla pressione.

Le forme più comuni di ipercheratosi non sono associate a dolore e possono presentarsi in tutte le parti del corpo.

Quali sono i sintomi dell’ipercheratosi?

L’ipercheratosi si presenta sotto diverse forme. Queste comprendono:
  • calli: si sviluppano in parti del corpo maggiormente esposte allo sfregamento o alla pressione. Di conseguenza, uno spesso strato di cellule cheratinizzate si raggruppano e si solidificano, dando luogo alle caratteristiche protuberanze. I calli si sviluppano soprattutto a livello della pianta del piede e del palmo delle mani. Possono formarsi anche in corrispondenza dell’alluce in seguito ad una condizione nota come alluce valgo. Per alcune persone, si tratta di semplici inestetismi, per altre possono risultare dolorosi e causare prurito;
  • verruche: sono piccole escrescenze della pelle causate da un’infezione da papilloma virus e tendono a formarsi soprattutto in corrispondenza della pianta del piede. Questa zona infatti è particolarmente esposta a sfregamento e pressione e può essere la sede ideale per lo sviluppo di altre fastidiose condizioni come locchio di pernice o la fascite plantare;
  • eczema cronico: si tratta di un’infiammazione cronica della pelle, che può svilupparsi in seguito ad allergie, irritazioni e agenti chimici. L’eczema può provocare prurito, arrossamento e piccole bolle ed è spesso confusa con un’altra malattia infiammatoria della pelle, la psoriasi;
  • lichen planus: tale condizione si caratterizza per la comparsa di piccole pustole all’interno della bocca ed è spesso causata da un problema del sistema immunitario;
  • cheratosi attinica: si caratterizza per la presenza di lesioni della pelle che appaiono arrossate e ruvide. Sono spesso causate da un’eccessiva esposizione ai raggi solari e possono potenzialmente trasformarsi in forme cancerose;
  • cheratosi seborroica: si tratta di escrescenze della pelle non cancerose, dal colorito brunastro. Possono apparire in viso, sulle braccia o sulle gambe. Tuttavia, restano sconosciute le cause di questa condizione.

Quali sono le cause?

L’ipercheratosi è una forma di cheratosi, una patologia cutanea caratterizzata da un’eccessiva produzione di cheratina. Nel caso dell’ipercheratosi, si ha un’alterazione qualitativa della cheratina che provoca un ispessimento dello strato corneo dell’epidermide, con conseguente ispessimento dello strato granuloso.

Tale condizione si verifica in seguito ad un costante sfregamento associato ad una pressione applicata. Una pressione prolungata nel tempo, provoca la produzione di cheratina per contenere l’erosione della pelle. In pratica, si tratta di un meccanismo di difesa che il corpo attua per proteggere la pelle da un’eccessiva desquamazione.

Studi più recenti hanno suggerito un collegamento tra la carenza di vitamina A e l’ipercheratosi.

Come diagnosticare l’ipercheratosi?

In base ai sintomi presenti, il medico cercherà di capire se in famiglia siano presenti altri casi di patologie cutanee e se il soggetto in questione soffre di qualche allergia.

Dopodiché, si passa alla visita vera e propria con un esame accurato della pelle, soprattutto in corrispondenza di eventuali calli, verruche e placche psoriasiche.

In alcuni casi, può essere richiesta una biopsia e quindi la rimozione di una piccola porzione di epidermide per un esame in laboratorio. Dalla biopsia, è possibile vedere se tale eccessiva proliferazione sia la conseguenza di un cancro della pelle oppure no.

Come si cura l’ipercheratosi?

Il trattamento dell’ipercheratosi può variare in base alla tipologia, alla zona del corpo interessata e alla gravità della condizione.

Ad ogni modo, lo scopo del trattamento è quello di rendere più morbida la pelle e di rimuovere l’ispessimento di cheratina. Per questo scopo, sono consigliate creme per uso topico, contenenti acido salicilico e urea. L’acido salicilico ha una funzione cheratolitica, in grado di sciogliere lo strato corneo dell’epidermide e ne favorisce l’esfoliazione, rendendo la pelle più morbida e idratata. L’acido salicilico è utilizzato anche nei casi di unghia incarnita, una condizione fastidiosa e antiestetica che può essere conseguenza di condizioni più gravi come il diabete.

Nel caso di calli e verruche, si consigliano altre terapie. Per i calli, basta applicare dell’imbottitura sull’area interessata per ridurre il dolore, mentre le verruche possono essere eliminate congelandole (crioterapia) oppure trattandole con laser.

La maggior parte delle forme di ipercheratosi è localizzata in aree specifiche del corpo e ha una buona prognosi. La cheratosi attinica può dar luogo ad un tumore della pelle, per cui richiede una maggiore attenzione.
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