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Anestesia

Anestesia
Curatore scientifico
Lorenzo Bichi
Specialità del contenuto
Anestesia

Che cos’è l'anestesia?

L’anestesia è un trattamento medico utilizzato per controllare il dolore durante un intervento chirurgico o una procedura medica, il cui stimolo doloroso sarebbe insopportabile per il paziente.

Per effettuare l’anestesia, ci si avvale di farmaci, chiamati anestetici, che agiscono sulla sensibilità del paziente. 

Come funziona?

Permette al paziente di rilassarsi, blocca il dolore, dà una sensazione di assopimento ed infine rende incoscienti. 

Come agisce l’anestesia?

Sebbene venga utilizzata per il controllo del dolore durante gli interventi chirurgici, in realtà l’anestesia non induce analgesia (insensibilità al dolore), in quanto non interagisce con i recettori del dolore inibendo sintesi e rilascio dei mediatori specifici. I farmaci anestetici agiscono inibendo neurotrasmettitori presenti nel sistema nervoso centrale.

Una volta iniettato, l’anestetico raggiunge immediatamente il sistema nervoso centrale attraverso il torrente circolatorio, volgendo un'azione anestetica molto veloce. 

La durata d'azione è piuttosto breve e, per questo motivo, nella maggior parte dei casi di anestesia generale, dopo aver ottenuto la sedazione, l’effetto anestetico viene perpetuato per il tempo necessario, attraverso la successiva somministrazione di anestetici generali inalatori.

Cosa permette di controllare l'anestesia?

L'anestesia agisce su:

Quanti tipi di anestesia esistono?

L’anestesia può essere generale, regionale o locale.

Dal punto di vista sensoriale, la prima conduce il paziente ad uno stato di sonno indotto farmacologicamente (perdita di coscienza) mentre la seconda intorpidisce, selettivamente, solo la parte interessata.

Le tecniche di anestesia locoregionale determinano la perdita temporanea della sensibilità dal seno in giù. Stiamo parlando di anestesia spinale (in questo caso, l'anestetico viene iniettato con una singola somministrazione profondamente a livello dello spazio subaracnoideo) e di anestesia epidurale (l’anestetico iniettato è in maggiore quantità e viene somministrato a livello dell’adipe epidurale localizzato più superficialmente. L’epidurale prevede l’inserimento di un piccolo catetere per mezzo del quale l'anestesista inietta gli anestetici e gli analgesici).

Esiste, da una quindicina d’anni, anche l’epidurale-spinale combinata (CSE), che è la combinazione delle due sopra descritte. L’esecuzione dell’anestesia epidurale e/o spinale non è dolorosa perché prima viene effettuata una puntura di anestetico locale a livello lombare; ciò permette alla mamma di essere cosciente durante l'intervento e di partecipare serenamente alla nascita del proprio figlio.

In sintesi, le anestesie si dividono così:

  • Locale. Serve per addormentare una sola parte del corpo.
  • Regionale. Blocca il dolore in una parte più ampia del corpo. Si hanno due sottotipi di questo tipo di anestesia, che sono quella che blocca i centri nervosi periferici e quella epidurale o spinale.
  • Generale. Va ad incidere sul cervello e di conseguenza sul tutto il resto del corpo. Può essere effettuata sia per via endovenosa, che attraverso inalazione di alcuni anestetici. Quando viene usata questo tipo di anestesia il paziente è incosciente. 

Come si sceglie la forma di anestesia più giusta da usare?

Ci sono vari aspetti che vanno valutati come:

  • Lo stato di salute o intolleranza ad anestetici od altri farmaci
  • Il tipo di intervento chirurgico
  • I risultati dei test (analisi del sangue ed elettroencefalogramma) di pre-ospedalizzazione potrebbero far propendere l’anestesista o il chirurgo a preferire un tipo di anestetizzazione anziché un altro

Anestesia generale

Nell'anestesia generale, l’anestetico viene iniettato per via endovenosa attraverso un ago-cannula posizionato in un braccio o per via aerea attraverso una maschera appoggiata sul viso del paziente.

L’effetto dell’anestetico è molto rapido, la perdita di coscienza è immediata e avviene senza che il paziente stesso si accorga di passare dallo stato di veglia a quello di sonno.

Una volta ottenuto lo stato di incoscienza, il paziente viene intubato attraverso una tubo endotracheale per garantire abbastanza ossigeno e per proteggere i polmoni da secrezioni.

Durante la procedura chirurgica, l’anestesista rimane accanto al paziente continuando a monitorare i suoi parametri vitali tra cui battito cardiaco, pressione del sangue e concentrazione di ossigeno nel sangue e somministrando eventuale anestetico aggiuntivo (anche per via inalatoria) per mantenere lo stato controllato di incoscienza. Possono essere somministrati antidolorifici per evitare eventuale dolore al risveglio.

Al termine dell’intervento, l’anestesista interrompe in maniera graduale la somministrazione dell’anestetico in modo che il paziente possa risvegliarsi lentamente.

Gli anestetici generali inducono incoscienza e assenza di percezioni fisiche di qualunque genere. Il paziente al risveglio non ricorderà nulla di quanto accaduto.

Anestesia locale

Gli anestetici locali vengono somministrati per via topica o parenterale in un'area localizzata. Inducono intorpidimento circoscritto alla sola zona interessata in cui viene iniettato i farmaco.

Gli anestetici locali interferiscono con i canali ionici presenti nelle membrane delle cellule nervose inibendone l'eccitazione e inducendo in tal modo la condizione di intorpidimento locale.

Cosa contiene l’anestesia?

L’anestesia, solitamente, consiste di un insieme di principi attivi somministrati da un medico anestesista durante l’intervento chirurgico. Lo stato di incoscienza viene ottenuto e mantenuto attraverso:

  • Farmaci che inducono lo stato di incoscienza
  • Farmaci analgesici
  • Farmaci miorilassanti
  • Anestetici inalatori
  • Farmaci che regolano la frequenza cardiaca
  • Farmaci che neutralizzano l’effetto di altri principi attivi 

Che rischi comporta un’anestesia?

Di solito, non si presentano effetti collaterali, specialmente in caso di soggetti in buona salute. Esistono comunque dei fattori di rischio. I principali sono:

Come ci si può preparare per l’anestesia?

Per prepararsi all'anestesia occorre:

  • Chiedere al medico quando sia il momento di smettere di mangiare e bere
  • Chiedere quando vadano sospese le assunzioni di eventuali farmaci che si stanno assumendo
  • Non agitarsi

In quanto tempo ci si riprende da un’anestesia?

Alcuni effetti dell’anestesia possono durare molte ore dopo l’intervento:

  • In caso di anestesia locale si potranno avere sensazioni di intorpidimento
  • Problemi di controllo muscolare e coordinazione
  • Ci sono casi in cui si può verificare nausea o vomito, di breve durata
  • Senso di freddo e brividi, al momento del risveglio
In caso di interventi chirurgici minori, si può essere dimessi lo stesso giorno dell’intervento. 

Quali sono gli effetti collaterali?

Considerando che il principio attivo entra nel circolo sistemico, è ovvio che i maggiori effetti collaterali siano indotti dall’anestesia generale.

Gli effetti collaterali sono piuttosto comuni e, spesso, vengono elencati dall’anestesista durante la visita anestesiologica che viene effettuata prima di sottoporsi ad un intervento.

La maggior parte degli effetti collaterali si verifica subito dopo l’intervento e la loro durata è limitata.

I più comuni sono:

  • Nausea e vomito
  • Brividi e freddo
  • Confusione e perdita di memoria
  • Difficoltà a urinare 
  • Vertigini
  • Lividi e dolore nella zona dell’ago cannula
  • Mal di gola, per via del tubo endotracheale 

Quanto tempo serve per smaltire l’anestesia?

I farmaci attualmente utilizzati per indurre lo stato di anestesia generale vengono smaltiti nel giro di qualche ora.

Nella maggior parte dei casi, gli effetti indesiderati sono dovuti in piccola parte all’anestetico e maggiormente allo stress post-operatorio che può avere una valenza non indifferente.

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