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Laser miopia

Laser miopia
Curatore scientifico
Dr. Domenico De Felice
Specialità del contenuto
Oculistica

Cos’è

Con il termine laser miopia si fa riferimento a un tipo di intervento di chirurgia refrattiva, volto a trattare in modo definitivo la miopia.

Più in generale, la chirurgia refrattiva comprende una serie di interventi eseguiti mediante l’utilizzo di laser e secondo diverse tecniche utili a eliminare i più comuni difetti refrattivi (ossia i difetti visivi caratterizzati da vizi di refrazione) quali:
Gli interventi di chirurgia refrattiva laser consentono infatti di modificare la forma della cornea e, conseguentemente, migliorare la capacità di messa a fuoco o potere diottrico.

La cornea è una membrana trasparente localizzata davanti all’iride, la quale delimita la camera anteriore dell’occhio continuandosi posteriormente nella sclera. Essa svolge la funzione di lente naturale e, insieme al cristallino, costituisce il diottro oculare: la sua curvatura permette infatti di far variare la direzione dei raggi luminosi facendoli convergere verso la fovea, ossia la regione centrale della retina dove si ha la massima acutezza visiva.

Nello specifico, la superficie anteriore della cornea di forma convessa presenta un potere diottrico di +48 diottrie, contrapposto a un potere diottrico di -5 diottrie della sua superficie interna concava, risultante in un suo complessivo potere di lente pari a circa 43 diottrie (corrispondente a circa il 60% del potere refrattivo dell’occhio).

A cosa serve

L’intervento di chirurgia refrattiva, eseguito mediante laser, permette di migliorare la messa a fuoco delle immagini sulla retina attraverso una modificazione della forma della cornea a seconda dello specifico difetto visivo che affligge il paziente. Ad esempio, mentre in caso di ipermetropia è necessario aumentare la sua curvatura, per la correzione della miopia risulta invece essere necessario appiattire la cornea. A parità di diottrie, l’intervento laser per la correzione dell’ipermetropia richiede l’asportazione di una minore quantità di tessuto corneale rispetto agli interventi laser per la miopia e l’astigmatismo

È importante sottolineare alcuni punti e sfatare diversi falsi miti relativi alle prestazioni di chirurgia refrattiva. Innanzitutto, l’intervento è sicuro e risolutivo, ossia corregge il difetto visivo in modo definitivo, benché possano essere necessari dei cosiddetti interventi di ritocco a distanza di più o meno tempo dall’intervento principale. Durante il medesimo intervento è possibile correggere più difetti visivi: ad esempio, durante un intervento per la miopia, possono essere anche corretti difetti associati, quali l’astigmatismo.

Inoltre, il recupero dopo l’intervento è piuttosto rapido (ore con la tecnica Lasik e pochi giorni con la tecnica PRK), con una rapida guarigione priva di particolari disturbi a carico del paziente. Il principale disturbo riportato dai pazienti è rappresentato da una possibile e temporanea secchezza oculare, che tende a risolversi in pochi mesi.

Come funziona

Ad oggi, esistono tre tecniche chirurgiche principalmente in uso: 
  1. Lasik – La cornea viene incisa per creare una piccola apertura definita lembo o flap, utilizzando un bisturi ad alta precisione (microcheratomo) oppure un laser ultrarapido (femtolaser); dopo aver sollevato il flap, si modica la forma della cornea utilizzando quindi un laser ad eccimeri; il flap viene infine richiuso.
  2. PRK (PhotoRefractive Keratectomy o Cheratectomia Fotorefrattiva) – La modifica della curvatura mediante laser avviene a seguito dell’asportazione dello strato più esterno della cornea, detto epitelio corneale; durante la riepitelizzazione, ossia il processo di ricostruzione dell’epitelio corneale che normalmente impiega circa 4-5 giorni, si utilizza una lente a contatto priva di potere refrattivo che ha esclusivamente un ruolo di protezione.
  3. Lasek – L’epitelio corneale viene in questo caso sollevato interamente per permettere di modificare la curvatura corneale con il laser e successivamente riposizionato invece che essere eliminato come nella PRK.
Tra queste tecniche, la Lasik risulta più utilizzata a livello globale. Ad oggi, nei centri di maggiore eccellenza, tale tecnica si avvale dell’utilizzo del femtolaser o laser a femtosecondi, che emette raggi di luce coerente utilizzati per incidere la cornea al posto di una lama: questo permette una maggiore precisione, rapidità e sicurezza della procedura.

Si tratta di intervento che non richiede ricovero ospedaliero in quanto eseguito a livello ambulatoriale con anestesia locale, tipicamente indolore e generalmente privo di dolore post-operatorio. Durante l’intervento viene utilizzato un sistema detto eye tracker che consente al laser di sincronizzarsi con i movimenti dell’occhio.

Per tale motivo, se l’occhio si muove leggermente durante l’operazione, il laser è in grado di continuare a lavorare senza problemi; in caso di spostamenti eccessivi dell’occhio, il sistema permette al laser di interrompere il lavoro. 

Indicazioni e controindicazioni

Ciascuna delle tecniche sopradescritte presenta vantaggi e svantaggi. La scelta viene effettuata dal medico oculista che eseguirà l’operazione chirurgica, anche sulla base del grado di difetto refrattivo che si mira a correggere con l’intervento: per miopie elevate si tende a preferire PRK e Lasek, mentre per miopie più lievi viene più frequentemente scelta la Lasik.

È importante sottolineare che l’intervento di chirurgia refrattiva deve essere eseguito solo quando il difetto visivo si è stabilizzato da almeno 12-24 mesi, si corre altrimenti il rischio che la miopia possa continuare a peggiorare e di conseguenza vanificare il trattamento eseguito, con eventuale necessità di un secondo intervento.

L’arco temporale in cui si consiglia di sottoporsi all’intervento è perciò compreso tra i 25 e i 40 anni di età: prima dei 25 anni vi è ancora una elevata probabilità che il difetto refrattivo non si sia ancora stabilizzato e possa peggiorare, mentre dopo i 40 anni, oltre al potenziale sviluppo di concomitante presbiopia, subentra un maggior rischio di soffrire di occhio secco che aumenta la probabilità di bruciore a seguito dell’intervento.

L’uso del laser per correggere i difetti refrattivi non ha solo la finalità estetica di eliminare gli occhiali, ma anche uno scopo più prettamente funzionale. Esso risulta infatti essere indicato in soggetti che per motivi lavorativi, sportivi o amatoriali sperimentano importanti problemi/disagi legati all’utilizzo degli occhiali o delle lenti a contatto.

Inoltre, e in particolare, l’intervento è consigliato a soggetti che presentano una differenza significativa del difetto visivo tra i due occhi: poiché il nostro cervello fatica a tollerare differenze tra i due occhi superiori alle tre diottrie, in alcuni casi gli occhiali non riescono a risolvere completamente il problema, identificando così l’intervento con laser come una possibile metodica in grado di correggere questa condizione e ripristinare un’adeguata visione binoculare.

Va inoltre aggiunto che in caso di miopia l’intervento con laser può essere tranquillamente eseguito fino a 7 diottrie; oltre tale valore e fino a 15-16 diottrie, la correzione della miopia è possibile ma richiede tecniche differenti.

Chi non può farlo

L’intervento è controindicato per tutti quei pazienti che presentano patologie della cornea, in particolare da cheratocono.

Le controindicazioni dell'intervento per la miopia sono sono:
  • Ridotto spessore della cornea – In questo caso risulta fondamentale che, prima dell’intervento, venga misurato tale spessore tramite la cosiddetta tachimetria corneale. In questo modo ci si assicura che la superficie non sia eccessivamente sottile.
  • Eccessiva secchezza oculare – In questo caso vengono tipicamente eseguiti dei test di lacrimazione specifici in modo da identificare e, conseguentemente, escludere i soggetti che soffrono di occhio secco. 

Costi

I costi dell’intervento di laser miopia variano ampiamente a seconda di dove vengono effettuati e della tecnica utilizzata.

La PRK e la Lasek presentano un costo variabile dai € 800 a € 1700, mentre la Femto-Lasik, ossia la tecnica Lasik effettuata con femtolaser che è ad oggi considerata la tecnica più innovativa tra quelle sopracitate, prevede un costo superiore, pari a circa € 1700-2400. 

La laser-miopia è mutuabile

Frequentemente, vi è la possibilità di eseguire l’intervento di laser miopia in convenzione con le principali assicurazioni (pagamento diretto o indiretto a seconda della specifica assicurazione), fondi sanitari e fondi integrativi.

Inoltre, le prestazioni di chirurgia refrattiva in alcuni specifici casi sono state inserite nei nuovi LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) e saranno conseguentemente mutuabili. Le specifiche tipologie di difetti refrattivi e/o corneali riportati dal Ministero della Salute e inseriti nei nuovi LEA sono i seguenti:
  1. Anisometropia – Casi di anisometropia superiore a 4 diottrie, non secondaria a chirurgia refrattiva, limitatamente all’occhio più ametrope con il fine della isometropizzazione dopo aver verificato, in sede pre-operatoria, la presenza di visione binoculare singola, nei casi in cui sia manifesta e certificata l’intolleranza all’uso di lente a contatto corneale.
  2. Astigmatismo – Quando l’astigmatismo uguale o superiore a 4 diottrie.
  3. Ametropie – Quando le ametropie risultano conseguenti a precedenti interventi di oftalmochirurgia non refrattiva, limitatamente all’occhio operato, al fine di bilanciare i due occhi.
  4. Generali criticità oculari – Quando sono presenti opacità corneali, tumori della cornea, cicatrici, astigmatismi irregolari, distrofie corneali, esiti infausti di chirurgia refrattiva.
  5. Esiti di traumi o malformazioni anatomiche – Nel caso in cui questi traumi o malformazioni siano tali da impedire l’applicazione di occhiali e nei casi in cui sia manifesta e certificata l’intolleranza all’uso di lente a contatto corneale.
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