Che cos'è la prolattina?
La
prolattina è un
ormone che partecipa alla
produzione di latte materno dopo il
parto. È il prodotto della ghiandola pituitaria nel cervello ed è anche chiamata PRL od ormone lattogenico.
Nonostante la sua funzione principale riguardi il parto, è un ormone importante sia per le donne che per gli uomini, anche se la sua funzione specifica negli uomini non è ancora ben nota. Tuttavia, sembra che svolga un ruolo essenziale nella soddisfazione sessuale negli uomini e nelle donne.
In situazioni normali, i livelli di prolattina sono i seguenti:
- nelle donne che non sono incinta <25 ng / mL
- nelle donne in stato di gravidanza da 34 a 386 ng / mL
- negli uomini <15 ng / mL.
Quali sono le funzioni della prolattina?
La
prolattina è un ormone prodotto dall’ipofisi che svolge un ruolo centrale soprattutto nel periodo post-partum, quando agisce sull’avvio e sul mantenimento della
lattazione, stimolando la produzione di latte materno necessario all’alimentazione del neonato. Il suo effetto è particolarmente importante nelle prime fasi dopo il parto, quando l’organismo materno si adatta alle nuove esigenze fisiologiche legate all’allattamento.
Oltre alla funzione legata alla lattazione, la prolattina esercita anche un’azione di tipo modulatorio sull’asse ipotalamo-ipofisi-ovaio. In particolare, influisce in modo “permissivo” sull’attività delle gonadotropine ipofisarie, ovvero FSH (ormone follicolo-stimolante) e LH (ormone luteinizzante), che regolano il ciclo ovarico e la funzionalità delle ovaie.
In condizioni di equilibrio ormonale, FSH e LH agiscono sul tessuto ovarico favorendo la maturazione follicolare e l’ovulazione; la prolattina, invece, contribuisce a modulare questo sistema, soprattutto nel periodo dell’allattamento, quando può contribuire alla temporanea riduzione dell’attività riproduttiva.
Cosa comporta una prolattina alta?
I
livelli di prolattina possono essere rilevati tramite un semplice
esame del sangue. Alti livelli di prolattina possono causare tumori alla ghiandola pituitaria, che porta a mal di testa, deficit visivo, crescita anormale di peli nelle donne, e la disfunzione erettile negli uomini.
Livelli elevati sono normali durante la
gravidanza, dopo il parto o durante l'allattamento, ma l'iperprolattinemia può anche essere causata da:
L'
ipotiroidismo può causare l'
ingrossamento della ghiandola pituitaria, che è curabile con la terapia ormonale sostitutiva della tiroide. Alti livelli di prolattina possono anche essere causati da
tumori ipofisari.
Anche alcuni farmaci possono essere la causa di alti livelli di prolattina, soprattutto gli psicofarmaci come:
- risperidone
- aloperidolo
- metoclopramide
Alcuni fattori di stress comuni possono anche aumentare i livelli di prolattina. Questi fattori di stress comprendono:
- basso livello di zucchero nel sangue
- attività fisica intensa
- forme lievi di disagio
Alcuni alimenti possono aumentare il livello di prolattina. Tra questi:
- trifoglio rosso
- fieno greco
- finocchio
Evitate di mangiare qualsiasi cosa con questi ingredienti, se scoprite di avere alti livelli di prolattina.
Quali sono i sintomi di una prolattina alta?
I
sintomi di una prolattina alta differiscono in base al genere sessuale. Soprattutto per le donne, è importante effettuare il test per identificare un eventuale prolattinoma, ovvero un tumore alla ghiandola pituitaria, che produce livelli elevati di prolattina.
I sintomi di prolattinoma nelle donne includono:
- inspiegabili mal di testa
- deficit visivo
-
galattorrea, o l'allattamento al di fuori del parto o durante l'allattamento
- dolore o fastidio durante i rapporti sessuali
- dolore o aumento del seno
- crescita anormale dei peli facciali e corporei
- acne anormale
Inoltre, il test di prolattina può anche essere necessario in caso di problemi di fertilità o di ciclo.
I sintomi di prolattinoma negli uomini includono:
Il test negli uomini può essere utilizzato anche per:
- indagare su disfunzione testicolare o disfunzione erettile
- escludere problemi con la ghiandola pituitaria o dell'ipotalamo
Cosa comporta avere una prolattina bassa?
Livelli bassi di prolattina non comportano, nella maggior parte dei casi, alcun rischio clinico significativo per il paziente.
Valori inferiori alla norma, noti come
ipoprolattinemia, sono generalmente considerati un reperto occasionale e non associato a sintomi rilevanti o a condizioni patologiche gravi.
Nella pratica clinica,
a differenza dell’iperprolattinemia, che può invece indicare squilibri ormonali o patologie ipofisarie, la riduzione dei livelli di prolattina
non richiede di norma alcun intervento terapeutico, salvo rari casi specifici legati a disfunzioni ipofisarie più ampie.
Cause della prolattina bassa
La
prolattina bassa (ipoprolattinemia) è una condizione meno frequente rispetto all’iperprolattinemia e, nella maggior parte dei casi, non rappresenta un problema clinico rilevante. Tuttavia, quando i valori risultano inferiori al range di riferimento, è utile indagarne le possibili cause, soprattutto se associati ad altri squilibri ormonali.
Tra le principali cause di prolattina bassa rientrano:
-
disfunzioni dell’ipofisi: poiché la prolattina è prodotta dall’ipofisi anteriore, condizioni come insufficienza ipofisaria o ipopituitarismo possono determinare una riduzione della sua secrezione.
-
farmaci dopaminergici: sostanze che aumentano l’attività della dopamina (che a sua volta inibisce la prolattina) possono abbassarne i livelli. Tra questi rientrano alcuni farmaci utilizzati per il trattamento del morbo di Parkinson.
-
terapie ormonali o farmaci specifici: alcuni trattamenti possono influenzare indirettamente la produzione di prolattina attraverso meccanismi endocrini complessi.
-
condizioni fisiologiche particolari: in assenza di gravidanza o allattamento, i livelli di prolattina tendono naturalmente a essere più bassi e possono rientrare in valori considerati del tutto normali.
-
danni o alterazioni ipotalamo-ipofisarie: traumi cranici, tumori ipofisari o interventi chirurgici in area sellare possono compromettere la produzione ormonale.
In generale, la prolattina bassa viene spesso riscontrata incidentalmente e, se non accompagnata da altri deficit ormonali, non richiede trattamenti specifici.
Come si effettua il test per il livello di prolattina?
Il
test della prolattina è un semplice esame del sangue che si esegue in un laboratorio analisi e richiede solo pochi minuti. Non è generalmente necessaria una preparazione complessa, anche se in alcuni casi il medico può fornire indicazioni specifiche in base alla situazione clinica.
Il prelievo viene effettuato da una vena del braccio e consiste in una procedura rapida e poco invasiva, che può provocare al massimo un lieve fastidio o una sensazione di pizzicore nel momento dell’inserimento dell’ago.
Per ottenere risultati più affidabili, il campione viene spesso raccolto alcune ore dopo il risveglio mattutino, in genere tra le 3 e le 4 ore dal risveglio, poiché i livelli di prolattina possono variare durante la giornata.
È importante considerare che alcuni farmaci possono influenzare i valori della prolattina, alterando i risultati del test. Tra questi rientrano, ad esempio, alcuni contraccettivi orali, antipertensivi e antidepressivi. Per questo motivo è fondamentale informare sempre il medico di tutte le terapie in corso prima di eseguire l’esame, così da interpretare correttamente i dati ottenuti.
Quali sono i trattamenti per prolattina alta?
I farmaci più utilizzati per il
trattamento di elevati livelli di prolattina sono gli agonisti della
dopamina. Questi farmaci aiutano la
dopamina prodotta dal cervello a controllare i livelli alti di prolattina. Essi possono anche ridurre i tumori alla ghiandola pituitaria.
Un altro farmaco utilizzato è la cabergolina, un trattamento per il prolattinoma più recente e con effetti collaterali più lievi rispetto ad altri farmaci.
Se il paziente non risponde bene agli agonisti della dopamina, il medico può suggerire la radioterapia o un intervento chirurgico, che può essere effettuato attraverso il naso o il cranio superiore. La combinazione di chirurgia e farmaci insieme assicura il ritorno alla normalità dei livelli di prolattina.
Altri metodi per abbassare i livelli di prolattina sono:
- cambiare la dieta e mantenere bassi i livelli di stress
- diminuire l'intensità dell'esercizio fisico
- evitare un tipo di abbigliamento che costringa il petto e che sovrastimoli i capezzoli
- assumere B-6 e vitamina E integratori vitaminici.
La vitamina B-6 è parte del processo di produzione di dopamina e, se assunta in grandi quantità, può ridurre i livelli di prolattina. La vitamina E, invece, previene naturalmente aumenti dei livelli di prolattina. Parlate sempre con il vostro medico o nutrizionista prima di cambiare l'assunzione di vitamine o altri integratori.
In che modo la prolattina è connessa alla fertilità?
In alcuni casi,
alti livelli di prolattina possono portare alla
sterilità, soprattutto in casi di tumore. Questa condizione è nota come ipopituitarismo. Negli uomini, questo comporta un impulso sessuale più basso e una perdita di peli sul corpo. Nelle donne, può portare alla sterilità.
L'iperprolattinemia può rendere difficile per una donna rimanere incinta. Alti livelli di prolattina possono interrompere la normale produzione di ormoni estrogeni e progesterone, interrompendo l'ovulazione e diminuendo o dilatando i periodi del ciclo mestruale.
Farmaci e altri trattamenti per curare il prolattinoma contribuiscono a ripristinare la normale fertilità nella maggior parte delle donne.
C'è una correlazione tra prolattina e sclerosi multipla?
Uno studio dell'università di Calgary, pubblicato sul
Journal of Neuroscience, avrebbe evidenziato una correlazione tra la quantità di prolattina prodotta dal nostro organismo e la sclerosi multipla.
I ricercatori hanno osservato che durante la gravidanza il numero di recidive annuali di
sclerosi multipla si riduce, mentre aumenta nei primi tre mesi dopo il parto, quando il livello di prolattina cresce. Da questo, hanno evinto che
valori di prolattina superiori a quelli considerati normali possono essere connessi a recidiva clinica di sclerosi multipla. Ciò accade in particolare nei pazienti che sono stati soggetti a lesioni all'ipotalamo e a neurite ottica.
La prolattina potrebbe, quindi, contribuire a ridurre i danni al cervello e al midollo spinale causati dalla sclerosi multipla. Per certi versi, è come se la malattia si “fermasse”, mettendosi in pausa, nei mesi in cui la donna si trova in stato di gravidanza.
Livelli alti di questo ormone sono molto frequenti nei pazienti affetti da sclerosi multipla.
Quali sono le conseguenze secondarie legate ai cambiamenti nei livelli di prolattina?
Secondo diversi studi scientifici, potrebbero esserci varie patologie – più o meno gravi – collegate al livello di prolattina nell'organismo:
- La psoriasi è una malattia cronica della pelle, causata sia da fattori esogeni (esterni) che da fattori endogeni (interni) come cambiamenti ormonali. La gravità di questa patologia dipende, infatti, soprattutto dagli ormoni sessuali e dalla prolattina, che è in stretto contatto con la salute della pelle. Ciò è dimostrato dal fatto che la malattia raggiunge i suoi picchi durante l'età puberale e durante la menopausa, quando entrano in gioco importanti variazioni ormonali.
- Anche la cistite può avere un rapporto causa-effetto con i cambiamenti dei livelli di prolattina. Si tratta di una fastidiosa infiammazione della muscosa della vescica, che colpisce soprattutto le donne. Solitamente asintomatica, ad eccezione di un forte bisogno di urinare accompagnato da dolore. È causata dai batteri che risiedono nell'ultimo tratto intestinale e da altri patogeni, che possono raggiungere la vescica dall'esterno attraverso l'uretra.
- Talvolta l'aumento della prolattina può essere dovuto a un problema di candidosi vaginale e di infiammazione. La candida è un fungo, o meglio un lievito, che colonizza le mucose vaginali, dell'orofaringe e del tratto gastrointestinale. È raro che si trasformi in una condizione patologica e, di solito, ciò accade nei momenti in cui vi è un abbassamento delle difese immunitarie (per esempio in seguito all'assunzione di antibiotici). È facilmente curabile dietro assunzione di farmaci antimicotici come Fluconazolo (Diflucan ®), Clotrimazolo, Itraconazolo, Nistatina e Amfotericina B. Non è considerata una condizione grave, a meno che non insorga durante la gravidanza.
- L'ernia iatale è un tipo di ernia causata dal passaggio di una porzione di stomaco dall'addome al torace, attraverso un foro nel diaframma, chiamato iato diaframmatico esofageo. Si tratta di una patologia abbastanza diffusa, le cui cause sono quasi del tutto sconosciuto. Sicuramente l'obesità, l'età avanzata, indossare abiti che comprimono l'addome, la gravidanza e problemi di tosse cronica sono tutti fattori di rischio.
- Anche l'endometriosi potrebbe essere connessa alla prolattina. Si tratta della presenza di endometrio e del suo stroma al di fuori della cavità uterina, che colpisce le donne dalla prima mestruazione provocando forti dolori. Peggiora dopo una gravidanza se già presente da prima, e dopo il parto aumentano le possibilità di sviluppare questa condizione qualora non si fosse sviluppata precedentemente. Talvolta può persistere anche dopo la menopausa, a causa degli ormoni che si assumono di solito per alleviarne i sintomi. È strettamente correlata alla sterilità, in quanto circa il 35% delle donne affette da endometriosi è sterile.
- Il varicocele è una patologia che colpisce gli uomini e che comporta la dilatazione delle vene che portano il sangue all'esterno dello scroto e che circondano i testicoli. Il danno testicolare è la prima implicazione del varicocele, causato dal ristagno di sangue che fa innalzare la temperatura scrotale, con conseguente dolore e/o fastidio. Anche la maturazione degli spermatozoi risente di questa malattia, in quanto si riduce la capacità di sintetizzare testosterone, con conseguente rischio di sterilità.
- Il Citomegalovirus (Cmv) è un virus appartenente alla famiglia degli Herpesvirus, di conseguenza – una volta infettato l'ospite – può rimanere latente per anni e risvegliarsi in caso di abbassamento delle difese immunitarie. Solitamente non dà infezioni gravi, se non nei soggetti immunodepressi, in cui il sistema immunitario non è in grado di tenere sotto controllo il virus. Un'ulteriore complicanza si presenta durante la gravidanza, in quanto si tratta di un virus trasmissibile dalla madre al feto, il quale può subire danni permanenti anche gravi.
- L'aumento del livello di prolattina associato all'ovaio policistico può causare ridotta tolleranza glucidica con aumento di glicemia e predisposizione al diabete.
- La toxoplasmosi è un'infezione molto diffusa, che può causare gravi problemi soprattutto se contratta durante la gravidanza. Rappresenta una minaccia per il feto, al quale può creare danni neurologici e cecità. Più la fase della gestazione è precoce più i rischi sono alti, con possibili aborti spontanei.
Tra le
cause principali dell'aumento dei livelli di prolattina c'è lo
stress, quindi tutte le malattie come gastrite, colite, tachicardia, varicella (molto pericolosa in gravidanza) possono far innalzare quantità di ormone prodotta dal nostro organismo.
Prolattina bassa o alta: quando andare dal medico
È opportuno contattare il medico quando un esame della prolattina evidenzia valori alterati rispetto ai range di riferimento, soprattutto se questi risultati sono associati a sintomi clinici. In presenza di prolattina elevata o ridotta, lo specialista può valutare la necessità di ulteriori accertamenti per individuare eventuali cause ormonali, farmacologiche o legate alla funzionalità dell’ipofisi.
È consigliato rivolgersi al medico anche in caso di disturbi come alterazioni del ciclo mestruale, difficoltà di fertilità, secrezioni anomale dal seno (galattorrea) o sintomi che suggeriscono uno squilibrio endocrino. Una valutazione tempestiva consente di interpretare correttamente i valori e impostare, se necessario, un percorso diagnostico mirato.
FAQ - Domande frequenti
Cosa significa prolattina alta?
La prolattina alta indica un aumento dei valori ematici dell’ormone rispetto ai range di riferimento. Può essere legata a cause fisiologiche (come gravidanza o allattamento), farmacologiche o, più raramente, a disturbi dell’ipofisi.
Cosa significa prolattina bassa?
La prolattina bassa indica livelli inferiori alla norma. Nella maggior parte dei casi non comporta conseguenze cliniche rilevanti, ma può essere valutata insieme ad altri ormoni in caso di sospette disfunzioni ipofisarie.
Quali sintomi può dare la prolattina alterata?
Livelli alterati di prolattina possono associarsi a irregolarità del ciclo mestruale, difficoltà di fertilità, alterazioni della lattazione o, in alcuni casi, assenza di sintomi evidenti.
Come si misura la prolattina?
La prolattina si misura con un semplice esame del sangue. Il prelievo viene effettuato in laboratorio e, in genere, nelle ore successive al risveglio per ottenere valori più affidabili.
I farmaci possono influenzare la prolattina?
Sì, alcuni farmaci come contraccettivi orali, antidepressivi e antipertensivi possono modificare i livelli di prolattina. È sempre importante informare il medico sulle terapie in corso prima dell’esame.