Parto

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Il parto è considerato il fine naturale della gravidanza, con espulsione o estrazione del feto e degli annessi fetali ( placenta e membrane amniotiche) oltre la 22esima settimana di amenorrea (per la legge italiana è ancora considerata la 25esima settimana).

Cos'è il parto?

Parto | Pazienti.it

Il parto è l’esito naturale  di una gravidanza oltre la 22^ settimana, con l'espulsione di uno o più neonati  da una donna. Il processo del parto normale è classificato in più fasi:

  • periodo prodromico ( con comparsa di contrazioni dapprima irregolari e leggere, poi più intense e regolari.
  • accorciamento e dilatazione della cervice uterina
  • rotazione lungo il canale del parto, discesa e nascita del bambino
  • Espulsione di placenta ed annessi fetali

Come si svolge il parto?

Il parto può essere per via vaginale (spontaneo o eutocico, quando avviene senza nessun intervento  medico o distocico: quando è per via vaginale, ma con intervento di strumentazione medica). Si parla di parto operativo quando è ottenuto attraverso il taglio cesareo che prevede la rimozione del neonato attraverso una incisione chirurgica  trasversale dell'addome, a livello del pube.

Quando avviene il parto?

L’evento ottimale si ha quando un parto è naturale e a termine di gravidanza (oltre le 37 settimane). Esistono casi specifici, indicati dalle linee guida internazionali che prevedono una induzione del parto anche prima delle 37 settimane, od oltre le 41 settimane  e 5 giorni.

Quali sono i sintomi del parto?

Il parto comporta dolore, ma lo stato della donna che partorisce è anche molto influenzato dalla paura e dall'ansia.Un piccolo studio ha trovato che le donne medio-orientali, in particolare quelle con un basso background formativo, hanno avuto esperienze più dolorose durante il parto.Il dolore delle contrazioni è stato descritto come una sensazione simile a quella che si prova in seguito ai forti crampi mestruali, o ad un forte male alla schiena.

Le donne sono spesso incoraggiate a non urlare, ma gemendo e grugnendo possono essere spinte a provare a diminuire il dolore, correndo però il pericolo di prolungare il periodo dilatante della cervice. Quindi vengono insegnate alle partorienti tecniche di rilassamento per diminuire la sensazione dolorosa.

Come contrastare il dolore del parto?

Durante il parto alcune donne preferiscono evitare farmaci analgesici.Si può ancora cercare di alleviare il dolore del travaglio con:

  • preparazione psicologica
  • educazione
  • massaggi
  • agopuntura
  • TENS (uso dell'unità elettrostimolante, ma che non funziona per tutti)
  • ipnosi
  • terapia del travaglio e/o parto in acqua in una vasca apposita (richiede assistenza continua di una ostetrica), o doccia tiepida ripetuta nella fase del travaglio

Ad alcune donne piace avere qualcuno a loro sostegno durante il travaglio e il parto, come il padre del bambino, un familiare, un amico, un compagno. Il corpo umano ha anche una risposta chimica al dolore, rilasciando endorfine. Le endorfine sono presenti prima, durante e subito dopo il parto.

In cosa consiste la perdita ematica durante il parto?

La perdita ematica  dai genitali durante e subito dopo il parto, va attentamente controllata e misurata con apposite sacche in plastica graduate, che vengono posizionate sotto il bacino della donna. Inoltre, per obbligo di legge, la puerpera va controllata direttamente dalla ostetrica/medico per le prime due ore dopo che si è concluso il parto, cioè che è avvenuta anche la espulsione della placenta.

Argomenti: gravidanza contrazioni parto cesareo parto
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