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Battito cardiaco

Battito cardiaco
Curatore scientifico
Dr. Leon Bertrand
Specialità del contenuto
Cardiologia

Cos’è il battito cardiaco?

Per battito cardiaco, o frequenza cardiaca, si intende il numero di battiti del cuore al minuto; la misurazione delle pulsazioni risulta essere un criterio molto valido per stabilire le condizioni fisiche di un soggetto.

Nelle ipotesi più estreme, serve a capire se una persona sia ancora in vita o meno, ma qualsiasi altra alterazione del numero dei battiti al minuto, rispetto ai loro valori di riferimento (che verranno indicati nel paragrafo successivo), può essere di fondamentale importanza per individuare l’esistenza di patologie e, più in generale, lo stato di benessere fisico del paziente.

Valori della frequenza cardiaca

Per riuscire a fare una valutazione del battito cardiaco è necessario confrontarlo con i suoi valori di riferimento; questi ultimi variano in base all’età del paziente e al suo allenamento fisico. In generale, la frequenza cardiaca di un soggetto sano ed a riposo (sdraiato o seduto) dovrebbe rientrare fra le 60 e le 100 pulsazioni al minuto (si tratta di un fabbisogno minimale di sangue, poiché non si è sotto sforzo).

Entrando più nello specifico, di seguito sono riportati i diversi livelli di valori suddivisi in base all’età: 

  • Neonati da 0 a 1 mese: 70 – 190 battiti al minuto
  • Lattanti da 1 a 11 mesi: 80 – 160 battiti al minuto
  • Bambini da 1 a 2 anni: 80 – 130 battiti al minuto
  • Bambini da 3 a 4 anni: 80 – 120 battiti al minuto
  • Bambini da 5 a 6 anni: 75 – 115 battiti al minuto
  • Bambini da 7 a 9 anni: 70 – 110 battiti al minuto
  • Bambini da 10 anni in su e adulti (inclusi gli anziani) 60 – 100 battiti al minuto
  • Atleti ben allenati 40 – 60 battiti al minuto 

Ѐ importante ricordare che questi valori del battito cardiaco si riferiscono a soggetti sani e, per ciò che concerne gli sportivi, essi vanno misurati dopo almeno dieci minuti dal termine dell’allenamento (per permettere che la valutazione della frequenza cardiaca avvenga in una condizione di riposo). 

Battito cardiaco basso

A volte succede che il proprio battito cardiaco non rientri nei valori di riferimento, ma non sempre è il caso di allarmarsi. Come già accennato, in pazienti sportivi è normale che si riscontri un numero di battiti cardiaci basso, poiché il cuore non ha bisogno di lavorare tanto per mantenere il benessere dell’organismo (quindi è un sintomo di condizioni ottimali del cuore).

La frequenza cardiaca bassa, detta anche brachicardia, si potrebbe riscontrare, però, anche in soggetti non atletici ma, solitamente, non è sintomo di grossi problemi e quindi non ci si deve preoccupare.

Nel caso in cui al battito cardiaco basso si associano anche altri segnali come, ad esempio, affaticamento, debolezza, vertigini, problemi di memoria o svenimenti, è consigliabile rivolgersi al proprio medico e fare analisi più approfondite; il cuore potrebbe non pompare la corretta quantità di sangue necessaria per l’organismo e si potrebbe aver bisogno di terapie adeguate o dell’inserimento di un pacemaker.

Battito cardiaco alto

Al contrario, invece, potrebbe capitare che il battito cardiaco risulti accelerato; in tal caso si è in presenza di tachicardia e questo potrebbe portare rischi ben più gravi. Una recente ricerca ha rilevato, infatti, che i pazienti con battiti cardiaci alti (superiori a 70 al minuto) presentano un rischio più elevato di infarto.

Se un soggetto a riposo presenta una frequenza cardiaca elevata, sta a significare che gli impulsi elettrici sono troppo rapidi, il cuore va in affaticamento e non permette al sangue di arrivare nelle giuste quantità in tutto l’organismo. In alcuni casi la tachicardia può essere asintomatica e non portare gravi conseguenze; altre volte, può succedere che, al battito cardiaco accelerato si associno altri sintomi quali palpitazioni, svenimenti, dolore al torace, vertigini, giramenti di testa e le conseguenze possono essere anche molto pericolose (si pensi al rischio di ictus e di arresto cardiaco).

Ѐ importante quindi, sempre rivolgersi al medico curante, sottoporsi ad elettrocardiogramma e rispettare le terapie prescritte, in modo da prevenire qualsiasi tipo di complicazione.

Tachicardia in gravidanza: quali le cause?

Occorre tener presente che una leggera tachicardia in gravidanza è del tutto normale e fisiologica, soprattutto durante negli ultimi mesi, dal momento che il cuore deve pompare quantità maggiori di sangue per provvedere anche al fabbisogno del bambino.

Come misurare la frequenza cardiaca?

Ci sono diversi metodi per misurare il battito cardiaco poiché esistono più parti del corpo in cui le arterie sono vicine alla superficie e quindi le pulsazioni risultano percepibili: polso, tempia, collo, inguine, retro del ginocchio e caviglia. Sicuramente le metodologie più utilizzate e diffuse per la misurazione della frequenza cardiaca sono sul polso e sul collo.

Nel primo caso è sufficiente premere l’indice ed il medio sotto la base del pollice dell’altra mano (sulla parte interna del polso) e contare i battiti per un minuto; nel secondo caso, invece, l’indice ed il medio vanno posizionati sotto l’angolo della mandibola, al lato del pomo d’Adamo (questo è il metodo che molti utilizzano per capire immediatamente se un paziente privo di coscienza abbia battito cardiaco o meno).

Ѐ sempre utile tener presente che la misurazione delle pulsazioni sul collo è preferibile farla da sdraiati (almeno per le prime volte) e va effettuata solo da un lato per volta (per evitare svenimenti). Inoltre, spesso si associa la misurazione del battito cardiaco alla pressione, ma non sempre essi vanno di pari passo; ad esempio, potrebbe capitare che la frequenza cardiaca aumenti ed il corpo reagisca alla maggiore spinta di sangue allargando i vasi sanguigni e riducendo, di conseguenza, la pressione sulle pareti.

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