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Epinefrina

Epinefrina
Curatore scientifico
Dr. Domenico Miceli
Specialità del contenuto
Farmacia Medicina generale

Cos'è

L'epinefrina, più nota anche con il termine adrenalina, è un ormone rilasciato dal midollo del surrene. Essa si trova immagazzinata in granuli all'interno delle cellule midollari surrenali e si lega con ATP (o adenosintrifosfato, molecola altamente energetica) a costituire un deposito stabile.

Il suo rilascio nel sangue avviene in seguito a forti emozioni, come paura o rabbia, causando un incremento di:
Questo fenomeno è noto come "risposta di lotta o fuga", dall'inglese "fight or flight", e prepara il corpo a un'attività fisica faticosa.

L’epinefrina è secreta, oltre che dalle cellule midollari della ghiandola surrenale, anche da:
  • Cellule del midollo presenti nell’organismo (il cosiddetto tessuto cromaffine)
  • Certe terminazioni di fibre nervose, che proprio per il fatto di rilasciare adrenalina sono chiamate fibre adrenergiche
  • Sistema nervoso centrale (in parte).
Può essere considerata un ormone o un mediatore chimico, cioè un trasmettitore che consente la trasmissione dell’impulso nervoso da una fibra nervosa a un’altra, oppure da una fibra nervosa a una cellula eccitabile.

Perché si utilizza

La somministrazione di epinefrina risulta particolarmente utile nelle seguenti situazioni di emergenza.

Arresto cardiaco

Durante un arresto cardiaco, la principale priorità consiste nel massimizzare la quantità di flusso sanguigno attraverso l'arteria coronarica. L'epinefrina, una volta iniettata come soluzione per via intravenosa, aumenta la pressione dell'arteria coronarica, incrementandone il flusso sanguigno.

Shock anafilattico

Lo shock anafilattico avviene quando il cuore non riesce a pompare abbastanza sangue nel corpo a causa di una reazione allergica. L'iniezione di epinefrina nel circolo sanguigno causa un aumento del flusso sanguigno nel corpo. Il sollievo è solo temporaneo a causa della breve durata dell'adrenalina, quindi è necessario l'immediato ricovero in ospedale per la sicurezza del soggetto.

Attacchi di asma

Gli individui che sono predisposti agli attacchi d'asma presentano le vie respiratorie più suscettibili alle infiammazioni e ai gonfiori. Questi ultimi causano una costrizione dei muscoli attorno alle vie respiratorie e un aumento della produzione di muco.

La combinazione di questi fattori porta ad avere fiato corto, tosse e affanno, sintomi molto comuni nelle persone che soffrono di asma. Inalata in piccole dosi, l'epinefrina provoca un sollievo temporaneo da tali sintomi, permettendo all'aria di passare. 

Effetto

L’azione dell’epinefrina sembra dovuta in gran parte al fatto che si lega in certe zone specifiche della membrana cellulare chiamate recettori, modificandone il potenziale.

L’effetto dell’adrenalina si riscontra sia a livello della muscolatura liscia, che di quella cardiaca, che dei vasi a livello metabolico.

Adrenalina: azione sui vasi sanguigni

Gli effetti della adrenalina sui vasi sanguigni influenzano le piccole arteriole e gli sfinteri precapillari; meno intensamente, le grosse arterie e le vene.

L'azione della adrenalina su pelle mucosa e reni è molto più forte; quindi, una stimolazione delle fibre efferenti determina in essi una diminuzione del flusso sanguigno (un esempio potrebbe essere il pallore cutaneo ben visibile in momenti di stress, in cui, appunto, si ha una scarica di adrenalina dalla midollare surrenale). 

I vasi del muscoli scheletrici si rilasciano e il flusso di sangue in essi aumenta; dosi molto alte (al di sopra di quelle usate nell’uomo) provocano vasocostrizione anche nei vasi dei muscoli scheletrici.

Azione sulla pressione sanguigna

Considerando l’andamento della pressione del sangue nell’organismo totale, l’infusione rapida di adrenalina porta prima ad un aumento della pressione massima o sistolica e a un aumento (di minore entità) della pressione minima o diastolica; in una seconda fase, si nota una caduta della pressione al di sotto del livello di partenza; in una terza fase, si ha la normalizzazione della pressione.

Azione sul cuore

Gli effetti sul cuore sono conseguenti a stimolazione diretta dei recettori beta del miocardio, del pacemaker (indica la sede d’origine dell’attività elettrica ritmica del cuore) e del tessuto di conduzione: aumenta la frequenza cardiaca, accelera la velocità di conduzione dello stimolo dall’atrio al ventricolo. 

L’aumentata eccitabilità propria del muscolo cardiaco provoca a volte l’attivarsi di nuovi pacemakers già andati incontro a un forte aumento di pressione arteriosa, oppure dopo somministrazione di anestetici, o indeboliti da processi infartuali.

Azione sulla muscolatura liscia

I muscoli lisci bronchiali si rilasciano specie quando l’epinefrina agisce su fibre in stato di contrazione; infatti, in questa sede, predominano i beta recettori. La stimolazione degli alfa recettori, inoltre, determina costrizione vasale e riduzione di eventuali congestioni a carico della mucosa.

Anche la muscolatura liscia intestinale si rilascia e diminuiscono sia l’ampiezza che la frequenza delle contrazioni intestinali. Gli sfinteri pilorico e ileocecale, infine, si rilasciano se prima erano contratti e viceversa, comunque, l’azione è incostante.

La capsula che avvolge la milza si contra e sono inibiti sotto l’azione dell’adrenalina i centri nervosi della respirazione.

Azione metabolica

L’epinefrina provoca un aumento del livello di zucchero nel sangue (iperglicemia) per aumento della scissione del glicogeno epatico e per diminuzione della captazione del glucosio da parte dei tessuti.

L’epinefrina, inoltre, causa sudorazione, raddrizzamento dei peli, midriasi (allargamento del foro pupillare) e miglioramento nella prestazione dei muscoli scheletrici, forse per un miglioramento del loro metabolismo.

In terapia, sono sfruttate le sue azioni vascolari, cardiache e bronchiali. È poco adatta come medicamento risolutivo di uno stato di shock; mentre è molto sfruttata la sua azione vasocostrittrice locale; in anestesia, per mantenere nella sede di iniezione la massima concentrazione dell’anestetico locale, con la minima diffusione nel circolo sistemico.

Utile è nel raffreddore e nelle sinusiti per migliorare la congestione nasale (sebbene il suo effetto sia breve e molto spesso seguito di rimando da vasodilatazione); più efficace se associata ad antistaminici.

Nella patologia cardiaca, solo alcune forme drammatiche di arresto cardiaco, soprattutto quelle della sindrome di Morgagni-Adams-Stokes con blocco delle attività ventricolare, possono a volte trovare risoluzione nella somministrazione di adrenalina e di altri simpaticomimetici, che aumentano l’eccitabilità propria del ventricolo e possono creare in esso un ritmo ventricolare di origine atriale.

Efficace è l’epinefrina nella cura dell’asma bronchiale, poiché essa risolve gli attacchi acuti.

In quali forme è possibile trovare l'epinefrina

L'epinefrina, come è stato detto, è un ormone presente nel corpo. Tuttavia, i farmaci a base di epinefrina sono composti da una proteina che si estrae da una pianta cinese, nota come efedrina, in uso da circa 5000 anni, che agisce sugli stessi recettori. 

Effetti collaterali dell'epinefrina

L'assunzione di epinefrina a lungo termine come energizzante è altamente sconsigliata a causa degli effetti collaterali negativi, perché causa:
In caso di overdose l'efedrina può causare:

Usi impropri di epinefrina

È utilizzata anche dagli atleti per migliorare le loro prestazioni, a causa dei suoi effetti:
  • amplia le vie aeree dei polmoni;
  • aumenta la contrattilità muscolare;
  • incrementa i livelli di glucosio nel sangue.
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