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Emogasanalisi

Prelievo del Sangue in Provetta per Consentire l'Emogasanalisi
Curatore scientifico
Dr.ssa Gloria Negri
Specialità del contenuto
Microbiologia e virologia

Emogasanalisi: cosa è

L'emogasanalisi è un test diagnostico che permette di misurare tre importanti parametri relativi al sangue

  • i livelli di ossigeno circolante;
  • i livelli di anidride carbonica circolante;
  • il pH (ovvero la sua acidità/basicità). 
Tale analisi, fornisce quindi informazioni relative alla quantità di ossigeno e anidride carbonica circolanti e al valore del pH sanguigno.

Emogasanalisi: a cosa serve

Questa analisi di laboratorio, in grado di individuare i valori dell’ossigeno e dell’anidride carbonica nel sangue, è utile per la valutazione delle funzionalità dell’apparato respiratorio e per la rilevazione di eventuali squilibri acido-base, che potrebbero essere indice di patologie polmonari, renali o metaboliche.

Inoltre è particolarmente indicata per i pazienti che presentano insufficienza respiratoria o dispnea acuta.

Emogasanalisi venosa

L’emogasanalisi venosa, come suggerisce il nome, prevede che il sangue venga prelevato da una vena; si tratta, dunque, di un esame piuttosto semplice in quanto le vene sono visibili a occhio nudo.

L’emogasanalisi del sangue venoso è utile per misurare il pH ematico e nel caso di patologie che richiedono valutazioni metaboliche.

Emogasanalisi arteriosa

L’emogasanalisi arteriosa si basa sul prelievo del sangue dalle arterie che, trovandosi in profondità, sono più difficili da individuare.

Nonostante il prelevo possa risultare piuttosto fastidioso, l’emogasanalisi del sangue arterioso fornisce dati più precisi riguardo la funzione polmonare perché misura i livelli di ossigeno, di anidride carbonica e di pH.

La procedura standard prevede che il sangue da analizzare venga prelevato dall’arteria radiale, ovvero in corrispondenza del polso, o, più di rado, dall’arteria brachiale che si trova in corrispondenza della faccia anteriore del gomito oppure, se in regime di ricovero, da quella femorale all’altezza dell’inguine.

Emogasanalisi: procedura

La preparazione all’emogasanalisi non prevede particolari misure comportamentali: il paziente non deve presentarsi a digiuno né deve sospendere eventuali terapie farmacologiche.

Tuttavia all’operatore sanitario devono essere comunicati i farmaci che si assumono e se si soffre di qualche allergia. Inoltre, prima di procedere con l’emogas, il paziente viene generalmente sottoposto al cosiddetto Test di Allen, il quale è finalizzato a verificare la pervietà delle arterie radiale e ulnare. Questa prova indica la presenza di un adeguato circolo collaterale arterioso ma non può prevedere lo sviluppo di complicanze dopo la puntura arteriosa.

Per effettuare una emogasanalisi, il paziente si dispone seduto estendendo il polso, si disinfetta accuratamente la cute in corrispondenza della sede del prelievo, si utilizzano delle siringhe già predisposte all’uso, ovvero eparinate e con il cappuccio salva ago, si palpa con molta calma e si immobilizza l’arteria con la mano, s’inserisce quindi l’ago con un angolo di 45° fino a quando il sangue non pulsa nella siringa e si estrae circa 1 ml di sangue.

Si applica un tamponcino di ovatta facendo pressione e lo si immobilizza con un cerotto da tenere per circa 20 min. L’operatore poi processa il campione con l’emogasanalizzatore e il risultato è disponibile dopo pochi minuti.

Emogasanalisi: quando si fa

Questo esame viene generalmente prescritto ai pazienti che presentano difficoltà respiratoria improvvisa, ovvero:

  • dispnea;
  • cianosi;
  • insorgenza di un anomalo respiro frequente;
  • notevole utilizzo dei muscoli respiratori accessori;
  • improvvisa comparsa o progressione di aritmie cardiache;
  • ipotensione acuta;
  • deterioramento acuto della funzione neurologica.
L’indicazione all'emogasanalisi è per i pazienti che sono affetti da malattie a carico dell’apparato respiratorio, renali e metaboliche. Essa serve anche a monitorare i gas ematici dei pazienti sottoposti a terapia con ossigeno, ossia a ventilazione, o dei pazienti a cui è stata somministrata un’anestesia prolungata durante un intervento chirurgico.

Emogasanalisi: risultati

Il referto di un'emogasanalisi riporta i valori dei seguenti parametri: Pressione parziale dell'ossigeno (PaO2):

  • Pressione parziale dell'anidride carbonica (PaCO2);
  • pH sanguigno;
  • livelli sanguigni di ione bicarbonato (HCO3-);
  • contenuto sanguigno di ossigeno e la saturazione di ossigeno (SAT);
  • eccesso di basi (BE);
  • elettroliti.

Emogasanalisi: valori

Per un individuo adulto che vive in una zona geografia sul livello del mare, i valori di riferimento per i parametri registrati con un’emogasanalisi sono:

  • pressione parziale dell'ossigeno: tra 80 e 100 mmHg (millimetri di mercurio);
  • pressione parziale dell'anidride carbonica: tra 35-45 mmHg;
  • pH: 7,35 e 7,45;
  • concentrazione di ione bicarbonato (HCO3-): tra 22 e 26 mmol/L (mEq/L);
  • contenuto di ossigeno: tra 15-22 mL per 100 mL di sangue (6,6-9,7 mmol/L);
  • catturazione ossigeno: 95-100%;
  • eccesso di basi: compreso tra -2 e +2 mmol/L;
  • elettroliti:
  • Sodio (Na): tra 135-145 mEq/L;
  • Potassio (K): tra 3,5-5 mEq/L;
  • Calcio (Ca): tra 8,5-10,5 mEq/L;
  • Cloro (Cl): tra 95-105 mEq/L.

Emogasanalisi: rischi e complicazioni

L'emogasanalisi non comporta rischi significativi in quanto si tratta di un’analisi poco invasiva e che non richiede il prelievo di una grossa quantità di sangue. Tuttavia, alcuni effetti collaterali possono manifestarsi, tra cui:

  • lieve sanguinamento, che può diventare importante se il paziente è sottoposto a terapia anticoagulante con Coumadin, Eparina, Clexane, Cardioaspirina;
  • comparsa di fenomeni post traumatici come ecchimosi o edemi in corrispondenza del sito di prelievo del sangue;
  • capogiri e sensazione di svenimento;
  • dolore soprattutto per prelievo arterioso.
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