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Cardioaspirina

Cardioaspirina
Curatore scientifico
Dr. Leon Bertrand
Specialità del contenuto
Cardiologia Farmacia

Cos’è

La cardioaspirina è una delle formulazioni dell’aspirina, insieme all’aspirinetta.

La differenza fra le tre forme risiede nel dosaggio del principio attivo e, fra aspirinetta e cardioaspirina, nella presenza di un gastroprotettore nella seconda. 

Come funziona

L’aspirina, principio attivo acido acetilsalicilico, è un farmaco antifiammatorio non steroideo (FANS), ha effetto analgesico e antipiretico, oltre che antiaggregante piastrinico. 

L’ultimo effetto è esercitato già a basse dosi (cardioaspirina). Il meccanismo d’azione è l’inibizione di enzimi chiamati cicloossigenasi (COX), deputati alla produzione di molecole proinfiammatorie (prostaglandine, prostacicline e trombossani).

La riduzione dell’aggregazione, dell’adesione delle piastrine, e della formazione dei trombi è dovuta alla soppressione della sintesi dei trombossani A2 nelle piastrine. Inoltre, il farmaco aumenta l’attività fibrinolitica del plasma e riduce la concentrazione dei fattori di coagulazione dipendenti dalla vitamina K (II, VII, IX, X). Tuttavia, l’inibizione degli enzimi COX causa anche il suo principale effetto collaterale: la formazione di lesioni e ulcere gastriche. Infatti, viene inibita anche la sintesi delle prostaglandine gastroprotettive.

Il farmaco è assorbito a livello del duodeno e dello stomaco, e la presenza di cibo influenza significativamente l’assorbimento. L’acido acetilsalicilico è metabolizzato nel fegato per idrolisi, formando l’acido salicilico. L’acido salicilico lega le proteine del plasma, e può quindi circolare nell’organismo.

Esso penetra facilmente in molti tessuti e nei fluidi corporei, incluso il liquido cerebrospinale, peritoneale e sinoviale. In piccole quantità il salicilato è ritrovato nel tessuto del cervello, tracce nella bile, nel sudore e nelle feci. Inoltre, penetra velocemente la barriera placentare, e in piccole quantità è secreto con il latte materno.

A cosa serve

Se vi chiedete a cosa serve la cardioaspirina, sappiate che la sua azione antitrombotica e antiaggregante delle piastrine rende l'acido acetilsalicilico utile per la prevenzione di patologie cardiovascolari in:
  • Pazienti con alto rischio di patologia cardiovascolare, ad esempio in chi soffre di aritmia
  • Pazienti con angina pectoris
  • A seguito di infarto del miocardio, anche silente (cioè non clinicamente manifesto, ma che può essere diagnosticato biochimicamente attraverso il dosaggio della troponina T)
  • A seguito di ictus cerebrale, anche silente
  • A seguito di interventi chirurgici di by-pass aorto-coronarici

Qual è il dosaggio

Le compresse di cardioaspirina 100 mg contengono, appunto, 100 mg di acido acetilsalicilico.

Se non diversamente prescritto, è generalmente assunta una compressa al giorno dopo i pasti. L’aspirinetta ha stesso dosaggio della cardioaspirina, mentre il dosaggio per l’aspirina è 325-500 mg di acido acetilsalicilico.

Effetti collaterali

Gli effetti collaterali della cardio aspirina possono essere diversi e includere:
Inoltre, possono manifestarsi:
  • Reazioni allergiche quali eruzione cutanea, edema di Quincke, broncospasmo, "triade dell’aspirina" (una combinazione di asma bronchiale, poliposi nasale, e intolleranza all’acido acetilsalicilico e altri FANS)
  • Sindrome di Reye, aumento dei sintomi di insufficienza cardiaca cronica

Controindicazioni

Le controindicazioni per l'acido acetilsalicilico includono le seguenti situazioni:
  • Ipersensibilità o allergia all’acido acetilsalicilico, ai salicilati, o agli eccipienti del farmaco
  • Ulcere gastroduodenali e sanguinamento gastro-intestinale
  • Diatesi emorragica (tendenza all’emorragie), ed emofilia
  • Orticaria, rinite, e asma indotta da FANS
  • Ipertensione portale
  • Aneurisma dell’aorta
  • Carenza di vitamina K
  • Insufficienza epatica e renale
  • Ritenzione di acido urico e gotta nei pazienti predisposti
  • Deficit di glucosio-6-fosfato deidrogenasi
  • Sindrome di Reye
  • Bambini al di sotto dei 15 anni
  • Allattamento, I e III trimestre di gravidanza

Cardioaspirina in gravidanza

La cardioaspirina in gravidanza è controindicata nel I e III trimestre, mentre nel II trimestre può essere assunta una tantum sotto stretta osservazione.

L’effetto del farmaco è teratogeno
  • Nel I trimestre causa palatoschisi
  • Nel III trimestre causa l’inibizione della sintesi delle prostaglandine, la chiusura prematura del dotto arterioso nel feto, l’iperplasia vascolare polmonare e l'ipertensione nella circolazione polmonare
Inoltre, l’acido acetilsalicilico è escreto con il latte materno, aumentando il rischio di emorragie nel bambino, dovute alla disfunzione delle piastrine, e quindi non deve essere utilizzato durante l'allattamento.

Interazioni farmacologiche

Interazioni farmacologiche della cardioaspirina si verificano a contatto con:
  • Antiacidi contenenti magnesio e/o idrossido di alluminio, che riducono l’assorbimento di acido acetilsalicilico
  • Eparina, anticoagulanti, bloccanti dei canali del calcio, che aumentano il rischio di sanguinamento
  • Sulfaniluree, insulina, metotrexato, acido valproico, antidepressivi SSRI (inibitori della ricaptazione della serotonina)
  • Diuretici, ACE inibitori, che aumentano gli effetti epatotossici e nefrotossici
  • Altri FANS e glucocorticoidi, che possono aumentare il danno alla mucosa gastroduodenale
  • Integratori di Ginkgo Biloba

Intossicazione da acido acetilsalicilico

L’ingestione di un quantitativo di acido acetilsalicilico ben superiore alla dose massima tollerata, può comportare:
  • Pirosi, nausea e vomito
  • Febbre, sudorazione, tremori ed iperpnea anche grave
  • Alcalosi respiratoria e disidratazione (perdita di elettroliti)
  • Acidosi metabolica e comparsa di segni neurologici
  • Ipoglicemia grave
  • Insufficienza epatica
L’intossicazione da acido acetilsalicilico si tratta:
  • Provocando emesi e lavanda gastrica
  • Somministrando lassativi e monitorando il bilancio elettrolitico
  • Correggendo l’ipoglicemia
  • Somministrando bicarbonato per contrastare l’acidosi metabolica
  • Alcalinizzando le urine, ed eseguendo una diuresi forzata con soluzione contenente sodio bicarbonato e glucosata

Cardioaspirina in gravidanza

La cardioaspirina in gravidanza può essere prescritta in presenza di alcune specifiche esigenze gestazionali. 

In particolare, viene utilizzata in presenza di fattori di rischio che determinare:
Inoltre, la cardioaspirina viene prescritta in presenza delle seguenti patologie:
  • Gestosi 
  • Sindrome da anticorpi anti-fosfolipidi (o sindrome APA)
  • Presenza di anticorpi anti-fosfolipidi nel sangue della madre
  • Storia personale di aborti spontanei pregressi
Per ottenere effetti ottimali, la cardioaspirina andrebbe assunta prima della dodicesima settimana ed entro la sedicesima, anche se il periodo può variare in base alle condizioni di salute e alla storia personale della donna. Naturalmente, il periodo del suo utilizzo deve essere valutato dal medico.

In particolare, occorre considerare il bilancio tra effetti positivi e negativi, tra i quali rientrano le capacità antiinfiammatorie della cardioaspirina: l’effetto inibitore delle prostaglandine può infatti esporre la donna a maggiori rischi di distacco di placenta.

La cardioaspirina, per i suoi effetti antiaggreganti, deve essere sospesa in prossimità del parto programmato o della data presunta di parto spontaneo. Ciò è importante per evitare emorragie e rischi per la madre e il neonato. La cardioaspirina in gravodanza va sospesa inoltre nel caso di:
  • Reazioni allergiche
  • Sanguinamenti vaginali anomali

Cardioaspirina prezzo

A livello indicativo, il prezzo di una confezione di cardioaspirina è di 2,30 € circa.
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