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Atonia uterina

Atonia uterina
Curatore scientifico
Dr. Gianfranco Blaas
Specialità del contenuto
Ginecologia

Cos'è l'atonia uterina

L'atonia uterina è una condizione caratterizzata dalla perdita di tono dei muscoli uterini e anche della capacità di contrarsi dopo il parto.

Si tratta di una situazione di grave pericolo, perché la mancata contrazione delle fibre muscolari dell'utero impedisce la chiusura delle “bocche vasali” (soprattutto quelle che fornivano sangue alla placenta), per cui si ha sanguinamento importante.

Ciò comporta consumo di fibrinogeno, che è la base dei sistemi di coagulazione del sangue e, quindi, si instaura una ipocoagulabulità diffusa, cui seguono microtrombosi dei vasi capillari: tutto si traduce in una situazione gravissima, definita DIC (Coagulazione Intravasale Diffusa) che danneggia irreparabilmente molti organi (come fegato, reni e cervello) e comporta un grave pericolo di morte.  

Segni e sintomi di atonia uterina

Uno tra i più importanti segni e sintomi di mancanza di tono uterino è l'utero rilassato e senza alcuna tensione, a seguito del parto. L'atonia uterina è anche la ragione principale per l'emorragia post-partum.

L'emorragia postpartum si definisce come una perdita di più di 500 millilitri di sangue dopo l'espulsione della placenta. Circa l'1-15% delle donne incorre in un'emorragia post-partum, che è più probabile se ci si sottopone a un parto cesareo. La quantità media di perdita di sangue per un parto cesareo, infatti, è di circa 1000ml. 

Nella maggior parte delle donne, l'emorragia post-partum si verifica subito dopo il parto del bambino, ma in alcuni casi può verificarsi anche più tardi. I sintomi più comuni di perdite uterine sono postpartum, ma ogni donna può sperimentare sintomi diversi.

In ogni caso, i sintomi di atonia uterina comprendono:

Alcuni sintomi e segni di emorragia assomigliano ad altre condizioni di salute, pertanto è sempre bene consultare il medico di base o il ginecologo per un'accurata diagnosi.

Cause di atonia uterina

Le possibili cause di atonia uterina sono: 

  • sovradistensione dell'utero;
  • travaglio prolungato;
  • conseguenza di una sindrome a genesi plurima, che coinvolge soprattutto il fegato (HELPP Syndrome) con drastica riduzione di piastrine (altro fattore necessario per la coagulazione del sangue).

Rischio per l'atonia uterina

Il principale rischio di atonia uterina è la possibilità di avere un'emorragia post-partum, a causa della mancanza di contrazioni uterine dopo il parto.

Trattamento per l'atonia uterina

Il trattamento per l’atonia uterina deve essere eseguito in ambiente ospedaliero, anche se il parto è avvenuto in altro luogo.

La terapia per l'atonia uterina comprende:

  • Massaggi esterni in zona uterina a scopo preventivo – Che non sempre hanno successo, soprattutto se nell’utero è rimasto un frammento di placenta.
  • Utilizzo di farmaci per via endovenosa – Erano dapprima usati: un derivato della segale cornuta (Methergin) o l’ormone naturale prodotto dalla ipofisi per indurre le contrazioni (Ossitocina). Attualmente si usano derivati delle prostaglandine, sia per via locale, sia generale.
  • Intervento chirurgico – Si può intervenire o legando l’utero con suture compressive, o escludendo la circolazione uterina (legatura delle arterie uterine o iliache interne) o embolizzazione delle stesse (indaginosa e da farsi in ambiente specializzato). Nella peggiore delle situazioni si deve ricorrere ad una sollecita asportazione dell’utero, prima che si instauri la DIC.
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