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Deglutizione

Deglutizione
Curatore scientifico
Dr. Davide Andrea Macario
Specialità del contenuto
Odontoiatria e stomatologia

Qual è il significato di deglutizione?

La deglutizione è il meccanismo che permette il passaggio del bolo alimentare dalla bocca allo stomaco.

Il bolo non è altro che il cibo che viene lacerato in fase di masticazione e al quale si unisce la saliva. Alla sua realizzazione contribuiscono diversi organi: la laringe e la faringe, la trachea, l’esofago. In tal senso, la deglutizione è un meccanismo complesso proprio per il numero di parti del corpo che ne contribuiscono il corretto andamento: è necessario infatti che l’attività di deglutizione non interferisca con la corretta respirazione.

Epiglottide: anatomia e funzionamento

L'epiglottide è costituita di tessuto cartilagineo, ed ha consistenza elastica; essa è posta tra l'estremità superiore della laringe e la radice della lingua.

La sua principale funzione è quella di barriera: quando il cibo scende nell'esofago, essa deve ostruire il passaggio verso le vie aeree (impedendo che i cibi o i liquidi vadano "di traverso": in questo modo il bolo alimentare può percorrere la via dell'esofago per giungere allo stomaco, senza entrare nella vie aeree superiori.

L'epiglottide impedisce anche alla saliva di raggiungere le vie respiratorie, fungendo da saracinesca e bloccando l'entrata della laringe, adagiandosi ermeticamente sulla sua entrata. La chiusura è ovviamente temporanea e riguarda il processo di deglutizione.

Le 7 fasi della deglutizione

La deglutizione è un meccanismo molto complesso, che si articola in step successivi. Il bolo deve passare attraverso l’esofago: in tal senso, la deglutizione evita che il cibo termini nella trachea. La lingua spinge il bolo verso il retro della bocca e, da qui, si ottiene un rilassamento dei muscoli orali, della faringe e dell’esofago. Allo stesso modo l’epiglottide, una membrana cartilaginea, eviterà che il bolo possa arrivare alla laringe chiudendo un piccolo spazio situato dietro di essa, la glottide.

A contribuire al buon funzionamento di questo meccanismo di sicurezza contribuirà lo sfintere, un anello muscolare che è situato a metà tra la laringe e l’esofago. Una volta passato il bolo questo sfintere si chiuderà e la glottide verrà riaperta.

Per sintetizzare, la deglutizione si divide in diverse sequenze; si tratta di sette fasi, che però possono essere articolate, sostanzialmente, in tre macro fasi: 

  • fase volontaria (fase 1): il cibo viene introdotto nella cavità orale in maniera spontanea e, da qui, si creerà il bolo alimentare pronto per passare ai successivi step.
  • fase faringea, involontaria (fasi dalla 2 alla 6): attraverso passaggi successivi, in questa articolata macro-fase il bolo entra nella faringe e da qui cominciano le stimolazioni nervose che permettono in primis di evitare l’introduzione dello stesso nelle cavità nasali e quindi il passaggio che permette l’apertura dell’esofago grazie al sollevamento della laringe.
  • fase esofagea, involontaria (fase 7): è il movimento che permette al cibo di giungere dalla faringe sino allo stomaco anche grazie al già citato sfintere gastroesofageo.

Quali malattie si associano a difficoltà di deglutizione?

La difficoltà a deglutire è comunemente chiamata disfagia ed è determinata dall’alterazione del corretto funzionamento dei nervi o dei muscoli durante la deglutizione di cibo. Si tratta di una patologia che si verifica nel caso in cui il bolo alimentare non transiti regolarmente dalla faringe allo stomaco. La sensazione provata è quella di un blocco del cibo in gola causato dal non corretto arrivo dello stesso sino all’esofago.

In questi casi si possono riscontrare complicazioni fastidiose: tra queste, l’aspirazione di materiale ingerito nei casi in cui il bolo alimentare non arrivi a destinazione. A seguire, è possibile anche il contrarre patologie quali polmonite acuta e, nei casi cronici, pneumopatia. Nel caso di una prolungata disfagia è possibile anche il rischio di arrivare a uno stato di malnutrizione a causa della difficoltà nella deglutizione dell’alimentazione.

Quali sono i rimedi alla difficoltà di deglutizione?

Vi sono diversi trattamenti con i quali poter curare i casi di disfagia: in essi sono impiegati i logopedisti che, previe sessione necessarie di esami, garantiranno rimedi adeguati. Queste sessioni di studio della sensibilità vengono compiute con un tubo a fibre ottiche oppure con delle registrazioni video che aiutano a comprendere e studiare le cause della difficoltà a deglutire.

Esistono inoltre piccoli accorgimenti cui ricorrere:

  • controllare l’idratazione degli alimenti;
  • mantenere una corretta postura durante le fasi di alimentazione;
  • consumare alimenti di densità omogenea;
  • prestare particolare attenzione all’acqua, meglio se accompagnata con gelificanti per semplificarne la deglutizione;
  • stare in allerta nei casi in cui vi sovvenga tosse involontaria durante l’alimentazione.

Tuttavia, essendo la disfagia causata per lo più da malattie neurodegenerative, trattamenti più sofisticati sono assai complessi da poter realizzare. Proprio per questo, tecniche riabilitative della postura o rieducative nei confronti del riflesso faringeo potrebbero aiutare il recupero del corretto funzionamento del sistema.

Qual è l’alternativa alla deglutizione?

L’alimentazione artificiale è un utile rimedio per quei pazienti che presentano difficoltà a deglutire. Permette la nutrizione di quei pazienti che hanno problemi di deglutizione e serve a combattere complicanze come la malnutrizione. Si tratta di un trattamento medico sostitutivo che quindi permette, artificialmente, di nutrire chi ne è sottoposto. L’uso di metodi di alternativi di nutrizione è infatti essenziale per conservare un corretto apporto alimentizio nei confronti di persone con casi di disfagia.

L'alimentazione artificiale può essere di due tipologie:

  1. nutrizione parenterale: non vi è un corretto funzionamento dell’apparato digerente e viene utilizzato un catetere venoso;
  2. nutrizione enterale: l’alimentazione è garantita per un periodo superiore ai 30 giorni grazie all’utilizzo di sonde gastriche o intestinali.

In ambedue i casi, va sottolineato che l’alimentazione artificiale è un insieme di trattamenti che, per essere eseguita, va acconsentita in maniera scritta dal paziente o da chi ne fa le veci.

Cosa si intende per deglutizione atipica?

La deglutizione atipica - o deglutizione deviata - avviene quando vi sono movimenti non funzionali alla deglutizione adulta. Infatti, ciò che avviene nella deglutizione atipica è il perdurare di movimenti tipici della deglutizione infantile in merito ai movimenti della lingua.

Ciò può avvenire a causa di errate abitudini alimentari (come un allattamento prolungato), di vizi (come il succhiare il pollice e/o il ciuccio fino ad età avanzata o il mangiarsi le unghie) o di patologie o particolari condizioni (bruxismo, adenoidi ipertrofiche, otiti, ecc.).

La deglutizione atipica può avere serie conseguenze estetiche (denti sporgenti) o funzionali (problemi di masticazione, squilibri posturali, ecc.).

Il trattamento è multidisciplinare, e coinvolge spesso l'otorinolaringoiatra o il dentista.

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