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Adenoidi

Adenoidi
Curatore scientifico
Dr. Daria Caminiti
Specialità del contenuto
Otorinolaringoiatria

Che cosa sono le adenoidi?

Le adenoidi sono delle masse di tessuto poste dietro la cavità nasale.

Come i linfonodi, le adenoidi fanno parte del sistema immunitario e sono fatte dallo stesso tessuto dei linfonodi (tessuto linfoide).

I globuli bianchi circolano dentro le adenoidi e altri tessuti linfoidi reagendo alle infezioni che possono avvenire nel corpo.

Le adenoidi, o tonsille faringee, sono delle formazioni a grappolo presenti nella parte posteriore della rinofaringe (la zona dietro al naso); hanno la caratteristica forma a grappolo e sono composte da tessuto linfoide e, diversamente da altri tipi di tonsille, possiedono un epitelio pseudo-stratificato colonnare ciliato.

Il compito principale delle adenoidi è quello di bloccare l’ingresso nel corpo di agenti patogeni (virus e batteri) fungendo da filtro delle vie respiratorie; esse hanno quindi una funzione prettamente difensiva: i globuli bianchi in esse presenti reagiscono agli agenti patogeni che incontrano, creando una importante barriera contro lo sviluppo di infezioni e formando una consistente risposta immunitaria ai microrganismi provenienti dall’esterno.

Le adenoidi, presenti fin dalla nascita, raggiungono la loro massima dimensione tra i 3 e i 5 anni d’età. Nel caso in cui crescano troppo, possono causare difficoltà (più o meno gravi) nella respirazione e può rendersi necessario asportarle chirurgicamente (come avviene per le tonsille palatine).

Adenoidi nei bambini

Dopo aver raggiunto la loro massima dimensione, le adenoidi conoscono una fase di regressione delle loro dimensioni; difatti, intorno ai 7 anni di età, esse subiscono un processo involutivo, a causa dell’atrofia che colpisce fisiologicamente il tessuto linfoide di cui sono composte.

La riduzione continua fino all’età adolescenziale e, in età adulta, si riscontra una loro quasi totale inattività. Le adenoidi difatti sono fondamentali per contrastare le infezioni della prima infanzia, ma l’organismo dispone di mezzi immunologici ancora più efficaci per contrastare gli agenti patogeni e queste, una volta cresciuti, non sono più così necessarie. Le adenoidi possono registrare principalmente due patologie: l’adenoidite e l’ipertrofia adenoidea.

Quali sono i problemi che colpiscono le adenoidi?

  • Adenoidite: infiammazione delle adenoidi, spesso a causa di infezioni causate da virus e batteri.
  • Adenoidi gonfie: nei bambini, le adenoidi si gonfiano spesso per infezioni o altre cause poco chiare. Le adenoidi troppo gonfie possono causare problemi alla respirazione o al muco
  • Apnea ostruttiva del sonno: durante il sonno, le adenoidi gonfie possono bloccare a intermittenza il flusso dell’aria nella gola, non facendo respirare per alcuni secondi diverse volte durante la notte.
  • Infezioni alle orecchie (otite): nei bambini, le adenoidi gonfie possono bloccare le tube di Eustachio, che drenano i fluidi dalle orecchie fino alla gola. Se le tube si bloccano, possono essere colpiti da infezioni.

Come controllare le adenoidi?

  • Endoscopia: un tubo lungo e sottile, munito di una piccola telecamera, viene inserito nel naso o nella gola per controllare le cavità nasali e le adenoidi.
  • Tomografia computerizzata: uno scanner emana raggi X e un computer costruisce immagini dettagliate dei seni, delle cavità nasali e adenoidi.
  • Risonanza magnetica (MRI): uno scanner MRI utilizza campi magnetici ad alta potenza e un computer per creare immagini molto dettagliate dei passaggi nasali, seni, e adenoidi.

Quali sono i sintomi dell'adenoidite?

L’adenoidite è un’infiammazione a carico delle adenoidi, generalmente causata da infezioni di tipo batterico o virale e che si manifesta più frequentemente durante i primi anni di età; essa può anche essere associata ad altre patologie come l’otite media o la tonsillite (che comprende a sua volta varie forme patologiche a carico delle tonsille: tonsille gonfie, tonsille infiammate, placche alle tonsille, tonsillite acuta, ascesso tonsillare).

Un’infezione alle adenoidi può inoltre comportare altri rischi di salute, come le sinusiti, le bronchiti, le polmoniti o altri problemi respiratori (in particolare durante le ore notturne).

I principali sintomi dell’adenoidite sono:

  • febbre
  • ostruzione respiratoria nasale
  • apnee ostruttive (che colpiscono durante il sonno)
  • russamento
  • rinorrea con secrezione sierosa (per le infezioni virali) o muco-purulenta (per le infezioni batteriche)

Tali sintomi possono facilmente essere confusi con un comune raffreddore, per cui spesso per una diagnosi definitiva è necessario il consulto medico.

I sintomi di un’adenoidite in forma virale regrediscono generalmente nel giro di 48 ore, mentre le adenoiditi batteriche possono durare anche una settimana. Per le forme virali, i principali microrganismi patogeni responsabili sono: l’Adenovirus, il Rinovirus e il Paramyxovirus; mentre per le forme batteriche i microrganismi coinvolti sono: Streptococcus pyogenes, Streptococcus pneumoniae, Moraxella catarrhalis e Staphylococcus aureus.

La diagnosi si fa sulla base dell’anamnesi congiuntamente all’esame fisico; dal momento che le adenoidi non sono facilmente visibili, il medico potrà disporre di un endoscopio a fibre ottiche per la propria diagnosi. Possono rendersi necessarie la coltura microbiologica insieme all’esame del sangue per aiutare a trovare il microrganismo responsabile delle infezioni.

Talvolta, può anche essere utile ricorrere a radiografie o altre tecniche di imaging per monitorare le dimensioni delle adenoidi.

Adenoidi ingrossate: cosa avviene?

L’ipertrofia delle adenoidi sta ad indicare delle adenoidi ingrossate: tale condizione non è sempre patologica anche se, di solito, è una reazione a processi di tipo infettivo.

Nella gran parte dei pazienti, tale condizione provoca generalmente solo un leggero fastidio che non necessita di cure specifiche. Talvolta, alcune gravi infezioni possono scaturire in un’ipertrofia adenoidea che occlude parte della gola e del naso (zona posteriore). Essa inoltre può anche determinare altre condizioni come:

Le adenoidi ingrossate possono anche portare ad un blocco delle tube di Eustachio (condotti che fanno da ponte tra l’orecchio medio e la parte posteriore del naso e che aiutano il deflusso dei liquidi che si accumulano nell’orecchio medio, mantenendo inoltre la giusta pressione dell’aria nell’orecchio). Un blocco delle tube di Eustachio può dunque causare infezioni ricorrenti, nonché determinare problemi di udito.

Qual è la cura per le adenoidi?

A seconda che si tratti di adenoidite o ipertrofia adenoidea, si dispone di una cura differenziale.

Per l’adenoidite, è possibile ricorrere alla terapia farmacologica: in caso di adenoidite virale, si procede con la somministrazione di farmaci quali analgesici o antipiretici; per le forme batteriche, il trattamento prevede la cura con antibiotici come l’amoxicillina, l’acido clavulanico o la cefalosporina. Nel caso di sintomi gravi, cronici o persistenti, è possibile ricorrere all’asportazione chirurgica delle adenoidi, mediante adenoidectomia. L’intervento è ritenuto necessario qualora le adenoidi non rispondano al trattamento farmacologico o nel caso in cui ostacolino la respirazione. Generalmente, l’asportazione delle adenoidi migliora significativamente lo stile di vita di chi soffriva di infiammazioni ricorrenti alle stesse.

Nel caso di ipertrofia delle adenoidi, invece, l’adenoidectomia può rendersi necessaria se le adenoidi sono ingrossate anche a causa di allergie o per motivi congeniti (se il feto sviluppa le adenoidi nel grembo materno, queste potrebbero presentarsi ingrossate alla nascita).

L’adenoidectomia inoltre può rendersi necessaria in condizioni di: infezioni cronicizzanti (più di 5 volte all’anno o 3 volte – o più – in un periodo di 2 anni), sinusiti recidivanti o croniche, interferenze con la respirazione a causa della dimensione delle adenoidi. L’asportazione delle adenoidi determina, nella maggior parte dei pazienti: un minor numero di infezioni alla gola, un minor numero di infezioni all’orecchio, una respirazione migliorata.

Come si diagnosticano le adenoidi ingrossate?

Mentre, in caso di tonsillite, è possibile notare se le tonsille sono gonfie, con le adenoidi questo tipo di verifica diretta è impossibile.

Vista la loro posizione, le adenoidi infatti possono essere viste solo mediante l'endoscopio, ovvero un piccolo telescopio flessibile che viene introdotto nella cavità nasale dal medico. La diagnosi può essere effettuata quindi solo da un medico specialista.

Talvolta, per una diagnosi più accurata, sono inoltre consigliati i raggi X oppure appositi studi del sonno.

Qual è la cura per le adenoidi?

La cura d'elezione per le adenoidi ingrossate, esattamente come per le tonsille infiammate o per la presenza di placche nelle tonsille, è la somministrazione di antibiotici.

Occorre tuttavia rilevare che l'antibiotico può risultare poco efficace in presenza di in ingrossamento cronico delle adenoidi. Nei casi più gravi, il medico curante può decidere di ricorrere all'asportazione delle adenoidi.

Cosa fare per le adenoidi infiammate?

Le adenoidi infiammate (adenoidite) possono talvolta presentarsi in associazione con la tonsillite.

In questi casi, è consigliabile fare ricorso alla terapia farmacologica, che viene stabilita dal medico di fiducia in base alla gravità dell'infiammazione.

Di fronte ad un'infiammazione di tipo virale, spesso si consiglia l'assunzione di antipiretici e analgesici, mentre il trattamento d'elezione delle forme batteriche resta gli antibiotici.

In cosa consiste l'operazione per le adenoidi?

L'adenoidectomia, ovvero l'operazione per rimuovere chirurgicamente le adenoidi, viene effettuata nei casi più gravi, soprattutto per limitare le complicazioni connesse all'ostruzione delle vie aeree.

Prima di questa operazione, vista la facile tendenza al sanguinamento della bocca e della gola, il medico spesso richiede l'esame del sangue e, talvolta, consiglia di evitare medicinali che possono influire sulla coagulazione del sangue (come, per esempio, l'aspirina).

Subito prima dell'operazione, che dura in genere 30 minuti, al paziente viene somministrato un anestetico locale. Le adenoidi vengono quindi rimosse mediante il cosiddetto cutterage (raschiatura) o mediante ablazione, passando attraverso la bocca del paziente.

Talvolta, il chirurgo applica punti di sutura riassorbibili e il paziente, nella maggior parte dei casi, viene dimesso il giorno stesso dell'operazione.

Talvolta, in presenza di tonsillite acuta o ripetuti problemi alle tonsille, la rimozione delle adenoidi avviene contestualmente a quella delle tonsille; in questi casi si parla di adenotonsillectomia.

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