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Acetone

Acetone
Curatore scientifico
Dr. Antonio Iannetti
Specialità del contenuto
Gastroenterologia

Cos’è l’acetone

L'acetone è un composto chimico appartenente al gruppo dei chetoni o corpi chetonici. Si tratta di sostanze normalmente prodotte dall'organismo quando gli zuccheri, il principale carburante energetico dell'organismo, scarseggiano e pertanto al loro posto vengono bruciati alcuni grassi.

Questo processo, entro certi limiti, non comporta problemi. Nei neonati, ad esempio, si tratta di un normale processo fisiologico, in quanto il latte assunto con l'allattamento o in polvere ha più grassi che zuccheri.

L'acetonemia, chetonemia o – più comunemente – acetone, è un disturbo del metabolismo che si presenta quando i corpi chetonici, in particolar modo l'acetone, sono prodotti in quantità eccessive. E' dovuto all'assenza di zuccheri da bruciare per produrre energia, che porta l'organismo ad inizia a bruciare i grassi.

L’assunzione degli zuccheri (carboidrati) con la dieta è importante, proprio per evitare la formazione di eccesso di corpi chetonici ed acetone. 

Sintomi dell'acetone

Il più comune sintomo di acetone, nonché l'unico nei casi più lievi, è un odore caratteristico dell'alito (alitosi) simile a quello di frutta molto matura. Tale odore è proprio conferito dall'accumulo eccessivo di acetone.

Altri sintomi di acetone includono:

Cause dell'acetone

Le cause di acetone includono tutte quelle condizioni che comportano una carenza di zuccheri, come:

  • sforzi fisici molto intensi o prolungati, che comportano un grande dispendio di energia;
  • febbre, in alcuni casi alta;
  • vomito prolungato causato, ad esempio, da una gastroenterite. In questo caso, è impossibile assumere nuovi zuccheri e l'organismo è quindi obbligato a utilizzare i grassi.
Il vomito è pertanto sia una causa che una conseguenza dell'acetone; infatti, crea un circolo vizioso, il quale deve essere interrotto il prima possibile per evitare la perdita di troppi liquidi.

Talvolta, anche il digiuno notturno lo può scatenare: nei bambini, in particolare, è piuttosto comune che sia presente un po' di acetone al mattino. Questo si manifesta con un lieve malessere ed una lieve inappetenza: ad esempio, il bambino potrebbe rifiutare la colazione.

Un'altra causa di acetone è l'alimentazione molto sregolata del bambino, caratterizzata da:

  • molti grassi: latticini, burro, carni rosse, fritti, cioccolato, insaccati;
  • pochi carboidrati complessi: pasta e pane, soprattutto integrali.
Infine, l'acetone può essere un segnale di diabete o di altre malattie congenite del metabolismo. È noto infatti che il paziente diabetico ha difficoltà a utilizzare gli zuccheri presenti nel sangue ed utilizza perciò i grassi.

Cause dell'acetone in gravidanza

Le cause di acetone in gravidanza o corpi chetonici nelle urine possono essere:

  • nel 1° trimestre: vomito gravidico, sia direttamente che indirettamente;
  • nel 2° e 3° trimestre: dieta iperlipidica e iperproteica, la quale può essere impostata per contenere gli eccessivi incrementi ponderali;
  • febbre e sforzi fisici prolungati;
  • diabete, che è particolarmente pericoloso per il feto

È proprio per questi motivi che è sempre consigliabile consultare un medico in caso di acetone durante la gravidanza.

Acetone nei bambini

L'acetone nei bambini è una situazione tipica in quanto gli organi dove immagazzinano gli zuccheri, ossia il fegato e i muscoli, hanno una limitata capacità di stoccaggio rispetto a quella degli adulti. È pertanto molto facile che ne siano affetti.

L'acetone o chetosi nei bambini è comunque una condizione temporanea a livello metabolico che compare quando l'organismo, trovatosi in carenza di carboidrati, trae energia dai grassi per potere mantenere stabile la concentrazione di zucchero o glucosio nel sangue. In questo modo si producono i corpi chetonici, noti anche come chetoni.

I corpi chetonici non sono rintracciabili soltanto a partire dall'alito o dal sangue, ma anche nell'urina (acetone nelle urine).

I sintomi di acetone nei bambini, oltre alla caratteristica alitosi, comprendono:

Quando si manifesta l’acetonemia

Di solito, l'acetonemia nei bambini si presenta quando sono piccoli e hanno bisogno di molta energia e, man mano che l’età sale, si presenta sempre meno frequentemente fino a scomparire con l’adolescenza.

Alcune persone hanno una predisposizione per l’acetonemia, soprattutto per la loro costituzione fisica, per cui alcuni bambini possono avere l’acetone, mentre altri no.

Diagnosi di acetone

La diagnosi di acetone è molto semplice in quanto l'odore dell'alito, il suo sintomo più comune, è facilmente individuabile. Per confermarla, è possibile eseguire a casa un esame delle urine grazie a delle strisce reattive (stick) presenti in farmacia.

Nei casi più gravi e in ospedale, si effettua il prelievo arterioso per valutare l’ossimetria e l’equilibrio acido-base. Infatti, l’acetone può formarsi anche in caso di disturbi respiratori.

Rimedi per l’acetonemia

In caso di acetone lieve da digiuno notturno, il primo intervento consiste nel modificare l'alimentazione del bambino, in quanto probabilmente è troppo ricca di grassi e zuccheri semplici, i quali esauriscono subito il loro effetto. Questi sarebbero da evitare la sera, in particolar modo prima di andare a dormire. Sono invece consigliati carboidrati complessi, come i cereali integrali.

I rimedi per l' acetone intenso, invece, prevedono un pronto intervento per fermare la crisi, in modo da evitare che si assista a un eccessivo accumulo di corpi chetonici. Può risultare utile somministrare zuccheri semplici, anche in piccole quantità, ad esempio sotto forma di zucchero o come succo di frutta.

In presenza di vomito, questa strategia potrebbe essere difficile da attuare, in quanto il bambino potrebbe rifiutare di ingerire qualunque cosa oppure vomitarla appena assunta. In questa situazione, potrebbe rivelarsi utile assumere un cucchiaino di succo di frutta o di acqua zuccherata alla volta, preferibilmente freddi perché risultano meglio tollerati.

Bisogna comunque tenere sotto controllo la situazione, in quanto sussiste il rischio di disidratazione. Il consiglio è quello di consultare un pediatra o andare al pronto soccorso, in quanto potrebbe risultare necessaria la reidratazione per via endovenosa.

Solitamente, il disturbo si risolve velocemente, ma è sempre consigliato prestare attenzione alla dieta durante la crisi e nel paio di giorni seguenti. La regola è sempre quella di limitare gli alimenti ricchi di grassi (latte, formaggi, burro, carni rosse, fritti, cioccolato, insaccati) e prediligere carboidrati complessi (pasta e pane integrali).
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