Fobie

Contenuto di:
Curatore scientifico: Dr. Domenico Giuseppe Bozza, Psicologo
Indice contenuto:
  1. Cos'è una fobia?
  2. Quali sono i sintomi di una fobia?
  3. Quali sono le cause della fobia?
  4. Qual è la terapia per le fobie?
  5. Quali sono le fobie più comuni?

Cos'è una fobia?

Fobie

La fobia (dal greco phobos, “panico, paura”) è per definizione una reazione di paura eccessiva e irrazionale. Chi ha una qualsiasi fobia prova un forte senso di paura o panico quando si imbatte nella fonte delle proprie paure.

Le paure sono molteplici; si può avere paura di un determinato luogo, di una situazione, o di un oggetto. A differenza dei comuni disturbi di ansia, una fobia è sempre legata a qualcosa di specifico, anche se occorre sempre un'interpretazione del messaggio simbolico che la fobia stessa vuole lanciare.

Le fobie possono influenzare la vita di una persona, e i suoi comportamenti e talvolta possono creare disagio e imbarazzo. Le persone con fobie molto spesso si rendono conto che la propria sensazione di paura è immotivata, ma non sono in grado di intervenire su di essa. Talvolta le paure possono interferire con la vita relazionale nei contesti più disparati: nel lavoro, a scuola.

Si stima che nel mondo siano milioni le persone con un qualche tipo di fobia che interferisce con i vari aspetti della vita.

Quali sono i sintomi di una fobia?

Il sintomo più comune legato alla fobia è il senso di panico. È possibile individuare ulteriori sintomi che si manifestano quando si è dinanzi alla causa della propria fobia. Questi comprendono:

Quali sono le cause della fobia?

A causare una fobia possono essere sia fattori genetici che ambientali.

Ad esempio, bambini con una storia familiare di ansia e di disturbo ossessivo compulsivo sono più a rischio di sviluppare diverse fobie. È inoltre possibile sviluppare fobie in seguito a danni cerebrali. Anche la depressione e l’abuso di sostanze stupefacenti sono in qualche modo associate ad alcune fobie. 

Le fobie possono essere associate a disturbi psichiatrici come la schizofrenia. Le persone con schizofrenia tendono ad avere allucinazioni visive e uditive, paranoie e fobie varie.

Qual è la terapia per le fobie?

La terapia per le fobie è rappresentata da una combinazione di varie tecniche terapeutiche, a cui è possibile affiancare l’assunzione di alcuni farmaci.

Terapia cognitivo-comportamentale

La psicoterapia cognitivo-comportamentale è la tecnica terapeutica più comune nel trattamento delle fobie. Consiste nell’affrontare la fonte della propria paura in un ambiente considerato in qualche modo protetto. In questo modo, si riduce lo stress e l’ansia a carico della persona.

La terapia ha come obiettivo quello di individuare e cambiare i pensieri negativi, convinzioni personali sbagliate, e le reazioni negative dinanzi alla fonte della propria paura. Tecniche più moderne in fase di sperimentazione contemplano anche l’impiego della realtà virtuale per rendere più realistico l’approccio con la fobia.

Farmaci

In alcuni casi possono essere somministrati antidepressivi e ansiolitici per calmare le reazioni emotive. Spesso, la combinazione di psicoterapia e farmaci rappresenta la scelta vincente per superare le proprie fobie. È quindi importante rivolgersi ad uno specialista così da gestire le proprie paure e condurre nuovamente una vita serena.

Quali sono le fobie più comuni?

L’elenco delle fobie è piuttosto diversificato e presenta variazioni individuali. Le fobie più comuni comprendono:

  • Agorafobia. È la paura degli spazi aperti o di situazioni da cui non si riesce a fuggire. Come indica il nome di derivazione greca, le persone con agorafobia hanno paura a trovarsi in una piazza o in un luogo frequentato da molte persone. Queste persone in genere evitano i contatti sociali e preferisco restare in casa. Molte persone con agorafobia temono di avere attacchi di panico mentre si trovano all’aperto in presenza di altre persone.
  • Fobia sociale. La fobia sociale è anche denominata ansia sociale. Si caratterizza per la paura verso qualsiasi interazione sociale e può portare ad isolamento. La fobia sociale può essere così grave che anche le più banali interazioni con le altre persone, come ad esempio ordinare al ristorante o rispondere al telefono, possono innescare crisi di panico. Le persone con fobia sociale cercano in tutti i modi di evitare i contatti con altre persone.
  • Glossofobia. È anche nota come ansia da prestazione, o paura di parlare in pubblico. Le persone con questa fobia possono andare incontro a sintomi fisici gravi (nausea, tachicardia, elevata sudorazione) al solo pensiero di dover parlare ad un gruppo di persone.
  • Acrofobia. È la paura delle altezze. Le persone con questa fobia evitano di andare in montagna, di attraversare un ponte o semplicemente di salire ai piani alti di un edificio. I sintomi possono includere: vertigini, capogiri, sudorazione.
  • Claustrofobia. È la paura dei luoghi chiusi o angusti. Forme più gravi di claustrofobia possono causare vari disagi, soprattutto se impediscono alla persona di entrare in una macchina o in un ascensore.
  • Odontofobia. È la paura del dentista. In genere questa fobia si sviluppa in seguito ad un’esperienza poco piacevole dal dentista. Può creare problemi perché le persone con questa fobia non si sottopongono ai regolari controlli dal dentista.
  • Emofobia. È la sensazione di paura che scatta alla vista del sangue o di una ferita. Una persona con emofobia può anche perdere i sensi se entra a contatto con il proprio sangue o con quello di altre persone.

Altri tipi di fobia possono comprendere:

  • Aracnofobia: è la paura dei ragni;
  • Cinofobia: è la paura dei cani;
  • Ofidiofobia o erpetofobia: le persone con questa fobia hanno paura dei serpenti;
  • Nictofobia: è la paura del buio o della notte in generale. Questa fobia è più comune nei bambini ed è considerata una vera fobia solo se perdura dopo l’adolescenza.