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Componente monoclonale

Componente monoclonale
Curatore scientifico
Dr. Massimo Zuccaccia
Specialità del contenuto
Ematologia

Cos'è

La componente monoclonale è una condizione in cui una proteina anomala, nota come proteina monoclonale o proteina M, è presente nel sangue. La proteina viene prodotta in un tipo di cellule del sangue (cellule plasmatiche) che si trovano nel midollo osseo.

La componente monoclonale solitamente non causa problemi, ma a volte negli anni può progredire verso altri disturbi, tra cui alcune forme di cancro del sangue.

È importante effettuare controlli regolari per monitorare attentamente la gammopatia monoclonale affinché, se dovesse progredire, si possa effettuare un trattamento immediato. Se non c'è progressione della malattia, non è richiesto alcun trattamento.

Nelle gammopatie monoclonali nel midollo osseo, si accumulano plasmacellule tutte identiche, da un'unica plasmacellula madre che è andata incontro a un processo di proliferazione. Queste plasmacellule costituiscono un clone e sono quindi monoclonali.

Tutte le plasmacellule del clone producono la stessa immunoglobulina, con la medesima struttura chimica. Questa si accumula nel siero e dà origine alla componente monoclonale.

In alcune condizioni patologiche, come la gammopatia monoclonale, si verifica un'eccessiva proliferazione di plasmacellule all'interno del midollo osseo. Le plasmacellule sono elementi fondamentali del sistema immunitario, in quanto producono le immunoglobuline, meglio note come anticorpi.

Quel che avviene nella gammopatia monoclonale è che vanno ad accumularsi tante plasmacellule tutte uguali, che originano da un'unica plasmacellula e che producono anticorpi con caratteristiche identiche. Tale condizione è in parte simile a quella del mieloma multiplo, ma con un numero inferiore di anticorpi. 

Malattie associate

Le principali malattie associate alla componente monoclonale sono:

Cause

La causa della componente monoclonale è sconosciuta.

Tale condizione è molto frequente nella popolazione e l'incidenza aumenta con l'aumentare dell'età: è infatti praticamente sconosciuta prima dei 30 anni, per cui è probabile che in molti casi sia la conseguenza del normale processo di invecchiamento del sistema immunitario.

Sintomi di gammopatia monoclonale

La presenza di una gammopatia monoclonale viene di norma evidenziata da un comune esame di laboratorio detto elettroforesi delle sieroproteine, con cui si analizzano le frazioni proteiche del sangue.

L'elettroforesi mostra, in corrispondenza della frazione gamma (dove si concentrano tutte le immunoglobuline), la presenza di un picco che si definisce comunemente picco monoclonale o componente monoclonale. Questa alterazione proteica salta immediatamente all'occhio, poiché normalmente la frazione elettroforetica gamma è costituita da immunoglobuline eterogenee per classe e tipo. Le immunoglobuline policlonali si distribuiscono nel tracciato elettroforetico in una zona a base larga (sotto forma di una gobba arrotondata e non di un picco).

Per poter effettuare un'analisi approfondita della componente monoclonale, è necessario rivolgersi a un laboratorio specializzato per questo tipo di analisi. Una volta fornito il campione di sangue, questo viene analizzato e, più nello specifico, si utilizza la tecnica dell'elettroforesi proteica che mira proprio a separare le diverse proteine del sangue e del siero, in base alla loro carica elettrica; in quest'ultimo caso quindi è più corretto parlare di elettroforesi sieroproteica.

Questo tipo di esame analizza in particolare la presenza anomala di immoglobuline G, A, M e altre proteine come la VES e la proteina di Bence jones.

In base ai risultati ottenuti, è possibile avanzare ipotesi sul tipo di patologia in atto. Nel caso di una gammopatia monoclonale, è comunque necessario effettuare esami più accurati, come per esempio una biopsia a livello midollare, che può essere utile per individuare eventuali lesioni a carico del midollo e scongiurare la presenza di altre patologie più gravi, come un mieloma.

Diagnosi di gammopatia monoclonale

La diagnosi di gammopatia monoclonale, dalla quale si origina la componente monoclonale, è sempre una diagnosi di esclusione effettuata dopo un'attenta valutazione delle condizioni cliniche del paziente, dell'anamnesi completa e del risultato degli esami.

In genere, gli esami per la gammopatia monoclonale sono:
  • Biopsia e/o agoaspirato osteomidollare, per valutare il numero delle plasmacellule nel midollo
  • Emocromo, per valutare l'esistenza di una eventuale anemia e/o leucopenia e/o piastrinopenia
  • Radiografia dello scheletro, per escludere la presenza di lesioni ossee causate da un eccesso di plasmacellule
  • Proteinuria di Bence Jones, per ricercare l'eventuale presenza delle proteine anomali
  • VES, LDH, proteina C reattiva, beta 2 microglobulina

Componente monoclonale in zona gamma

Quando, in seguito a un esame elettroforetico e a un esame di immunofissazione sierica, si rileva un picco di immunoglobuline nella zona gamma, allora si è di fronte a una proliferazione di tipo monoclonale, dal momento che in genere, in questa zona, tendono a concentrarsi immunoglobuline con caratteristiche differenti.

La presenza di gammaglobuline alte richiede a questo punto ulteriori analisi da far analizzare da un ematologo.

Il fenomeno non indica necessariamente la presenza di una patologia, in quanto, molte volte, può regredire spontaneamente o può essere tranquillamente tenuta sotto controllo, ma va comunque valutato l'aspetto quantitativo della componente monoclonale.

A tal fine, si esegue un'immunofissazione delle proteine del siero per poter capire quali immuoglobuline sono presenti (IgG, IgA, IgM).

La presenza di una banda anomala in zona gamma, che indica quindi una componente monoclonale in questa zona, non si associa a un quadro sintomatologico ben definito, soprattutto perché non sempre indica una condizione patologica grave.

Se nella maggior parte delle volte la presenza di una componente monoclonale in zona gamma è asintomatica, altre volte è possibile riscontrare sintomi di componente monoclonale quali:
Questa condizione, in generale, appare più frequente nelle persone anziane e tendenzialmente non evolve in una forma di mieloma del sangue.

Componente monoclonale IgG lambda

Stabilire con esattezza la quantità e la tipologia della componente monoclonale risulta fondamentale per poter escludere la presenza di una forma tumorale. Per questo, tramite i diversi esami di laboratorio, si vanno a individuare le immunoglobuline.

Le immoglobuline Igg lambda sono così denominate perché costituite da un determinato tipo di catene, che ne determinano la struttura.

La presenza di una componente monoclonale IgG lambda può talvolta essere associata a episodi febbrili più o meno frequenti e anche in questo caso non è necessariamente sintomo di una condizione patologica, purché si mantengano entro certi limiti ritenuti accettabili.

Componente monoclonale in zona beta

La componente monoclonale in zona beta si verifica quando si registra un picco di proteine in corrispondenza della zona beta del tracciato elettroforetico.

Anche in questo caso, il picco è dovuto a una proliferazione delle plasmacellule e, come nel caso della componente monoclonale in zona gamma, richiede controlli approfonditi, ma non deve rappresentare in alcun modo motivo di eccessiva preoccupazione.
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