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Doping del sangue

Doping del sangue
Curatore scientifico
Dr. Tania Catalano
Specialità del contenuto
Medicina dello sport

Cosa è il doping?

In molti casi, il doping del sangue incrementa la quantità di emoglobina nel flusso sanguigno. L'emoglobina è una proteina che trasporta ossigeno nel sangue. Pertanto, in corrispondenza di un aumento dell'emoglobina si avrà una quantità maggiore di ossigeno nei muscoli degli atleti. Ciò può migliorare la forza e le prestazioni, in particolar modo per gli sport a lunga durata, come corsa e ciclismo.

Il doping nello sport è stato bandito dalle competizioni e dal fitness dal Comitato Olimpico Internazionale e dalle principali organizzazioni sportive.

Quali sono gli effetti del doping?

Il doping del sangue incrementa la prestazione atletica dal 5 al 10%, tuttavia non è priva di effetti collaterali, a breve e lungo termine.

Infatti, incrementando il numero di globuli rossi, il doping del sangue causa un addensamento del sangue, che affatica il cuore, facendolo lavorare più duramente del solito per pompare il sangue nel corpo. Di conseguenza, il doping del sangue aumenta il rischio di:

Secondo le stime ufficiali, negli ultimi 25 anni, ben 20 ciclisti europei sono morti a causa del doping del sangue. Inoltre, le trasfusioni aumentano il rischio di contrarre:

Con il passare del tempo, le continue trasfusioni causano un accumulo di ferro nel corpo. Il sangue conservato in maniera non adeguata e somministrato in modo improprio causa lesioni polmonari acute.

Gli effetti collaterali delle trasfusioni comprendono:

  • reazioni allergiche
  • febbre
  • eruzioni cutanee e orticarie

I rischi dell'EPO comprendono iperkaliemia, ossia un accumulo dei livelli di potassio nel sangue, ipertensione e sintomi dell'influenza.

Infine, gli atleti che utilizzano le iniezioni di vettori di ossigeno sintetici sono a rischio di:

  • malattie cardiache
  • ictus
  • infarto
  • coaguli

Doping: quali sono le sostanze?

Ci sono tre tipi di doping del sangue più comunemente diffusi, e sono:

  • trasfusioni di sangue, ampiamente diffuse tra gli atleti, possono essere autologhe, quando il sangue appartiene allo stessa atleta che pratica la trasfusione, oppure omologhe, se il sangue appartiene a qualcun altro;
  • iniezioni di eritroproteina, detta anche EPO, cioè un ormone prodotto dai reni che regolarizza la produzione di globuli rossi. In medicina, l'EPO è somministrata per curare i pazienti affetti da anemia collegata a malattie renali croniche o allo stadio finale;
  • iniezioni di vettori di ossigeno sintetici, a base di sostanze chimiche che favoriscono il trasporto di ossigeno. Queste iniezioni possono essere di due tipi: a base di emoglobina e di flurocarburi e sono impiegate in medicina per il trattamento di pazienti che necessitano la trasfusione in mancanza di sangue umano disponibile, in caso di alto rischio di infezione del sangue o per mancanza di tempo sufficiente a trovare il sangue compatibile.

Quali sono i test per il doping del sangue?

Esistono diversi test antidoping per valutare la presenza di doping del sangue, ma non per tutti i tipi. Infatti, non è possibile identificare le trasfusioni autologhe in modo diretto, ma solo comparando il profilo sanguigno dell'atleta al momento del test e con i vari campioni raccolti precedentemente. Le sostanziali differenze tra i vari campioni possono evidenziare la trasfusione autologa. Questo metodo è conosciuto come "passaporto biologico" ed è stato ideato dall'Agenzia Mondiale Antidoping.

Le trasfusioni omologhe sono invece molto più semplici da identificare, tramite le analisi del sangue, come è stato fatto nei giochi olimpici estivi ad Atene 2004.

Le iniezioni di EPO possono essere evidenziate con gli esami di sangue e urine. Tuttavia, la finestra temporale dell'EPO è molto breve, perché sebbene i suoi effetti durino a lungo, la sua presenza nel corpo può essere identificata poco dopo l'iniezione.

Infine, le iniezioni di vettori di ossigeno sintetici possono essere identificate con un test utilizzato per la prima volta nel 2004. 

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