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Intossicazione alcolica

Intossicazione alcolica
Curatore scientifico
Dr. Chiara Tuccilli
Specialità del contenuto
Pronto Soccorso Tossicologia

Che cos’è

L’intossicazione alcolica (o esotossicosi) si presenta quando si introducono quantità eccessive di alcol etilico al punto da danneggiare le cellule e gli organi, e compromettere la salute.

L’intossicazione etilica deriva dal bere una grande quantità tossica di alcol in poco tempo. La quantità di alcol da introdurre per sviluppare l’intossicazione alcolica dipende dal soggetto, in particolare:
  • dal sesso
  • dall’etnia
  • dalle abitudini di consumo.
Infatti, generalmente le donne hanno una forma dell’enzima che metabolizza l’alcol etilico meno efficiente rispetto agli uomini, allo stesso modo gli individui di alcune etnie (come quella asiatica).

Per le abitudini di consumo, invece, il problema si pone quando l’introduzione abituale di alcol inizia a trasformarsi nel primo stadio dell’alcolismo, cioè lo sviluppo della tolleranza alla sostanza. Con la tolleranza, per raggiungere lo stato desiderato da chi assume alcol, sono necessarie dosi maggiori della sostanza. Ma il non avvertire l’effetto dannoso non implica che esso non ci sia.

Cosa è il Binge drinking (eccessiva assunzione di alcol)?

Il binge drinking è il bere una quantità eccessiva di alcol in poco tempo. Corrisponde a minimo otto unità di alcol al giorno per gli uomini e sei dosi per le donne.

I limiti giornalieri di alcol sono:
  • non più di tre o quattro unità al giorno per gli uomini
  • non più di due o tre unità al giorno per le donne.
I limiti di alcol sono la somma giornaliera del consumo regolare. Il binge drinking è dannoso e fa rischiare un’intossicazione alcolica.

Le quantità indicate come limite non corrispondono assolutamente a quelle che consentono di passare positivamente l’alcol test. Il limite imposto per l’alcol test sarebbe di gran lunga superato con il consumo di due o tre unità alcoliche, anche se a stomaco pieno.

Cosa accade

Ogni volta che si beve alcol, il fegato deve filtrare via tutto ciò che è tossico dell’alcol dal sangue. L’alcol è assorbito velocemente dal corpo (più velocemente del cibo), ma il fegato può elaborare circa un’unità sola di alcol in un’ora.

Se si beve una grande dose di alcol in poco tempo, come in una notte, il corpo non ha il tempo di metabolizzare tutto l’alcol e la quantità nella circolazione sanguigna, conosciuta come concentrazione di alcol nel sangue, può essere molto dannosa.

Quando la quantità di alcol nel sangue è troppo alta, può avere seri effetti sulle funzioni mentali e fisiche. L’alcol, infatti, agisce anche a livello del sistema nervoso con un’azione deprimente. Tra le funzioni che vengono rallentate vi sono quelle controllate dal sistema nervoso autonomo:
  • la respirazione
  • il battito cardiaco
  • il riflesso faringeo.
Le suddette funzioni possono essere bloccate se la quantità di alcol nel corpo è eccessiva. L’effetto dell’avvelenamento da alcol, infatti, può essere così drammatico da sfociare nel coma etilico.

In riferimento a chi sviluppa alcolismo (di qualsiasi stadio), l’intossicazione alcolica cronica produce una serie di conseguenze a lungo termine non indifferenti:
Le conseguenze dell’intossicazione alcolica cronica sono visibili anche negli alcolisti che, non assumendo la sostanza, entrano in crisi per astinenza da alcol. In questa circostanza possono verificarsi:

Segni e i sintomi dell’avvelenamento da alcool

Gli effetti dell'alcool variano notevolmente da persona a persona. Molti fattori possono influire, infatti, modificando i segni e sintomi manifestati durante l'intossicazione da alcool.

I principali fattori che determinano la differenza interindividuale nei segni e nei sintomi di intossicazione da alcol sono:
  •  Esperienza precedente con l'alcool – Un bevitore di lunga data può raggiungere livelli di concentrazione di alcool nel sangue che potrebbero avere effetti molto gravi in un consumatore medio occasionale. Al contrario, un bevitore novello potrebbe avere gravi sintomi con l'ingestione di una moderata quantità di alcool. Ciò accade perché un forte bevitore abituale sviluppa tolleranza e abitudine verso l’etanolo, ovvero per ottenere l’effetto di ebrezza e “saziare” la dipendenza deve progressivamente aumentare la dose di alcol ingerito (basse dosi, infatti, quasi non gli creano effetti psichici). Poiché si tratta di un fenomeno legato alla dipendenza, il forte bevitore abituale può sviluppare una crisi di astinenza se smette di bere improvvisamente, andando incontro anche al delirium tremens.
  •  Assunzione di farmaci – Gli effetti dell'alcool aumentano se una persona sta assumendo farmaci, in particolare se si tratta di psicofarmaci - soprattutto se appartengono alla classe degli ansiolitici - ma gli effetti avversi possono manifestarsi anche con gli antistaminici, gli analgesici ed altri medicinali di uso comune in terapia.
  •  Condizioni mediche –La presenza di un'ampia varietà di condizioni mediche può influire sul modo in cui una persona reagisce all'alcool.
  •  Alito che odora di alcool – C'è una correlazione tra l'odore dell'alcool nell’alito e la concentrazione di alcool nel sangue, questo perché una piccola parte (2-10%) dell’etanolo introdotto con una bevanda alcolica è eliminata attraverso il respiro, oltre che con le urine, le feci ed il sudore. Nei forti bevitori, inoltre, l’alito assume l’odore della frutta matura a causa della produzione in eccesso dei corpi chetonici.
  • Concentrazione di alcool nel sangue – La concentrazione di alcool nel sangue viene comunemente espressa in milligrammi per decilitro (mg/dL) – o in alternativa in grammi per litro (g/L) o in per mille (‰) - e in base a questo parametro si può anche definire la gravità dell’eventuale intossicazione alcolica; infatti, più è alta la concentrazione di alcol maggiori sono gli effetti avversi sull’organismo. La seguente scala descrive gli effetti attesi dopo la somministrazione di una certa quantità di alcool e consente di “misurare” l’intossicazione da alcol:
    •  50 mg/dL – Emotività, vivacità, sensazione di calore, lieve compromissione del giudizio.
    •  100 mg/dL – Leggero biascicamento nel linguaggio e difficoltà generale nell’eloquio, difficoltà di equilibrio e perdita di controllo dei movimenti fini (come la scrittura), confusione, instabilità dell’umore, sonnolenza, tachicardia, nausea e difficoltà visive.
    •  200 mg/dL – Discorso molto difficoltoso, perdita della coordinazione muscolare che rende difficoltoso camminare, difficoltà a sedere in posizione corretta, visione sdoppiata (diplopia), possibile incapacità di rispondere agli stimoli esterni in alternativa ad aggressività ed eloquio eccessivo ed incoerente, vomito.
    •  300 mg/dL – Sonno, profondo russamento.
    •  400 mg/dL – Incoscienza, difficoltà respiratorie e coma.
    •  500 mg/dL – Depressione dei centri del respiro che conduce alla morte. 
È importante riconoscere i sintomi dell'intossicazione alcolica, non solo per confermare la presenza e la gravità dell'effetto alcolico, ma anche per poter differenziare i sintomi da altre condizioni che possono coesistere, imitare o mascherare i sintomi dell'intossicazione da alcool.

Intossicazione alcolica e funzioni del cervello

L'alcool aumenta l'azione del neurotrasmettitore GABA, ovvero del principale neurotrasmettitore inibitore dell’organismo.  I neurotrasmettitori sono sostanze rilasciate dai neuroni che consentono di trasferire un segnale da un neurone a quello successivo, e possono essere eccitatori o inibitori. Quando un neurone rilascia un neurotrasmettitore inibitorio, il neurone successivo non può far partire alcun segnale, interrompendo quindi un determinato impulso. 
 
L’etanolo, poi, ha anche altri effetti biologici su diversi tipi di recettori e canali cellulari presenti sui neuroni che si sommano all’effetto prodotto sul GABA, ecco perché l'alcol abbassa le attività mentali e fisiche in una persona.

L’alcol raggiunge il cervello grazie al sangue. Circa il 20% dell'etanolo ingerito, viene assorbito direttamente nel flusso sanguigno dallo stomaco e l'80% dall'intestino tenue. Di conseguenza, più a lungo l'etanolo/alcool rimane nello stomaco, più lentamente sarà assorbito e più basso sarà il picco alcolemico.

Ciò spiega l'apparente effetto positivo del cibo, poiché esso rallenta l'assorbimento dell'alcool e quindi rallenta anche l’aumento della concentrazione di alcool nel sangue. In altre parole, a stomaco vuoto si raggiunge rapidamente un alto picco dell’alcolemia; mentre a stomaco pieno il picco è più basso e si raggiunge in un tempo più lungo.

Quando l'alcool viene consumato assieme agli alimenti, l'assorbimento è generalmente completato in 1-3 ore, durante le quali la concentrazione di alcool nel sangue raggiungerà il picco.

Un altro fattore che influenza gli effetti dell’alcol è la composizione corporea. Infatti, l'etanolo è altamente solubile in acqua e viene assorbito molto meno nel grasso. L’alcol ingerito passa nel circolo sanguigno e arriva a tutti i tessuti e alle loro cellule, entrandovi per diffusione, ma poiché i tessuti corporei hanno quantitativi di acqua diversi, l'alcool tende a distribuirsi soprattutto nei tessuti ricchi di acqua (ad esempio il sangue e i muscoli) rispetto a quelli ricchi di grassi.

Da ciò deriva che due persone con uguale peso ma diversa composizione corporea, ovvero proporzioni diverse di tessuti contenenti acqua e grasso, mostrano concentrazioni diverse di alcol nel sangue. Pensando a una persona alta e magra e a una persona bassa e che soffre di obesità, entrambe dal peso di 70 kg, la persona bassa e obesa avrà più grasso e meno acqua rispetto alla persona alta e magra. 

Se entrambe le persone, in questo esempio, consumano la stessa quantità di alcool, la persona bassa e obesa avrà una maggiore concentrazione di alcool nel sangue perché l'alcool che beve si è diffuso in uno spazio di "acqua" più piccolo.

I corpi delle donne, in media, hanno più grasso e meno acqua rispetto ai corpi maschili. Utilizzando la stessa logica, ciò significa che una donna raggiungerà una concentrazione di alcool più alta di un uomo dello stesso peso, anche quando entrambi berranno la stessa quantità di alcool. In questo caso, oltre alla differente composizione corporea, gioca un ruolo prominente soprattutto il fatto che uno degli enzimi coinvolti nel metabolismo dell’etanolo (acetaldeide deidrogenasi) è meno attivo nel sesso femminile rispetto a quello maschile. 

Il metabolismo è l’insieme dei processi biochimici attraverso cui l’organismo trasforma tutto ciò che la persona mangia o beve, alcol incluso. Il metabolismo dell’alcol inizia già nello stomaco, ma è il fegato che metabolizza circa il 90% dell'etanolo. L’alcol viene convertito in una serie di altre sostanze, tra cui l’acetaldeide che è un metabolita intermedio tossico che deve essere rapidamente trasformato in sostanze innocue. Al termine delle trasformazioni che l’alcol subisce si arriva all’acido acetico che può intraprendere diverse vie biochimiche, con risultati diversi, come la produzione di energia, acqua e anidride carbonica o la formazione dei corpi chetonici (tossici quando si accumulano).
 
Una piccola quantità di alcol non viene metabolizzata ma espulsa direttamente tramite il respiro, il sudore, le urine e le feci. I polmoni, ad esempio, ne espellono circa il 5% durante l'espirazione.

Normalmente il fegato metabolizza mezza unità alcolica (cioè mezzo bicchiere di vino, ad esempio) in un’ora, però i bevitori pesanti hanno un fegato più attivo (fenomeno legato alla tolleranza della sostanza che induce modificazioni enzimatiche) e sono in grado di metabolizzare più di mezza unità alcolica per ora.
 
Le persone con malattie epatiche, invece, metabolizzano meno alcol della norma. Gli alcolisti cronici, che sono destinati a sviluppare malattie epatiche se non si disintossicano, passano dal metabolizzare l’alcol in modo più efficiente della norma ad una situazione in cui il fegato è reso inefficiente o addirittura incapace di metabolizzare l’alcool e altre sostanze. Le malattie epatiche, come le epatiti e le steatosi alcoliche, possono peggiorare fino allo sviluppo della cirrosi epatica (chiamata cirrosi alcolica, quando la causa è l’abuso protratto nel tempo di alcol).

Nella cirrosi alcolica, le cellule epatiche si lesionano gravemente e muoiono lasciando nel tessuto epatico delle cicatrici. Questa cicatrizzazione ha l'effetto di bloccare il flusso di sangue attraverso il fegato, impedendo lo scambio di sostanze chimiche metaboliche dentro e fuori dalle cellule epatiche e danneggiando la capacità delle cellule di funzionare.

Cura

La cura della intossicazione alcolica, purché di entità non grave in soggetti sani e che non seguono alcuna terapia farmacologica, può nella maggioranza dei casi essere effettuata a casa da un amico o un parente che abbia cura di:

  • Allontanare la persona da tutte le fonti di alcool. Portare via la persona dal bar o dalla festa. Se in un ambiente di casa, sbarazzarsi di tutto l'alcool presente.
  • Garantire un ambiente sicuro (evitare cadute, tenere lontano da pericolose macchine e oggetti, non farlo guidare).
  • Capire se è stato ingerito solo alcool. Determinare se la persona ha preso farmaci, droghe illegali.
  • Capire se la persona risponde quando le si parla.
  • Assicurarsi che la condizione della persona non sia dovuta a una causa medica o a una lesione. Cercare eventuali prove di lesioni alla testa o altri traumi.
  • Fornire acqua e reintegrare gli elettroliti, ricorrendo eventualmente ad altri rimedi per ridurre nausea e vomito (vedi “Rimedi naturali”); non somministrare farmaci in autonomia, ma contattare sempre prima un medico.
  • Rimanere con la persona per assicurarsi che stia migliorando e avvalersi dell’assistenza medica se necessario.
È estremamente comune, per una persona intossicata, vomitare (anche ripetutamente). Tuttavia, più episodi di vomito possono anche essere segno di presenza di lesioni alla testa o di gravi malattie, per cui è bene appurare che la persona con intossicazione non abbia subito traumi e che non abbia bevuto più di quanto riferito o noto a chi lo accudisce.

Se, oltre a vomitare ripetutamente, la persona non è completamente cosciente, allora deve essere portata in pronto soccorso per una valutazione. L’intossicazione alcolica acuta, infatti, può rappresentare un’emergenza medica e, come tale, deve essere gestita in ospedale. 
 
Per l'intossicazione alcolica cronica, oltre alle cure mediche all'occorrenza, è necessario il recupero del soggetto dalla dipendenza.

Rimedi naturali

Tra i rimedi naturali, al primo posto c’è l’acqua. L’acqua dovrebbe essere bevuta non solo dopo l’assunzione dell’alcol (quando si avvertono i sintomi della sbornia, per intendersi), ma anche prima e durante.

Diversi bicchieri di acqua aiutano a contrastare la disidratazione indotta dall’alcol, responsabile di numerosi effetti collateral. Il giorno dopo, continuare a bere abbondantemente aiuta moltissimo a riprendersi.

Ma l’acqua va accompagnata dagli elettroliti: sodio, potassio e magnesio soprattutto. Perciò, cibi salati facilmente digeribili e banane sono utili a reintegrare gli elettroliti.

Allo stesso modo, anche i succhi di frutta aiutano, perché consentono di mantenersi idratati, di reintegrare gli elettroliti e gli zuccheri (con cui riaccumulare energia). Meglio evitare i succhi di frutta acidi, e prediligere magari quelli alla mela o con il mirtillo.

Se si avverte nausea, un antiemetico naturale è lo zenzero, con cui possono essere preparati degli infusi, o se si dispone dei cristalli di zenzero, possono essere aggiunti nel normale tè.

Per il mal di testa, i rimedi precedenti aiutano, ma si può anche usare un poco di ghiaccio per trovare sollievo, o una doccia tiepida/fredda.
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