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Disturbo delirante

Disturbo delirante
Curatore scientifico
Dr.ssa Martina Valizzone
Specialità del contenuto
Psicologia

Cos'è il disturbo delirante?

Il disturbo delirante è un disturbo caratterizzato da convinzioni o idee deliranti, non condivisibili, persistenti e resistenti a ogni critica, che si presenta in assenza degli altri sintomi tipici della schizofrenia.

Il disturbo delirante, in passato chiamato disturbo paranoide, è una forma di delirio cronico, la cui principale caratteristica è la presenza dei deliri che derivano da una dispercezione dei dati di realtà. Le ideazioni deliranti più frequenti riguardano la credenza di essere seguiti, avvelenati, ingannati o perseguitati. 

Diagnosi del disturbo delirante

Secondo il DSM-5, il Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi mentali, il disturbo delirante rientra nella categoria nosografica dei disturbi dello spettro della schizofrenia e altri disturbi psicotici. Per essere confermata la diagnosi di disturbo delirante, devono essere presenti le seguenti caratteristiche o segni
  • la presenza di uno o più deliri persistenti da almeno un mese;
  • non devono essere soddisfatti i criteri per la schizofrenia;
  • le funzionalità del soggetto non risultano compromesse in modo marcato e il comportamento che questi mostra non è chiaramente bizzarro o stravagante;
  • se si sono verificati episodi maniacali o depressivi maggiori, questi sono stati di breve durata;
  • il disturbo non è attribuibile agli effetti fisiologici di una sostanza o ad altra condizione medica e non è meglio spiegato da un altro disturbo mentale.

Disturbo delirante e DSM-5

A seconda del contenuto delirante, il DSM-5 distingue i seguenti tipi di disturbo delirante
  • tipo erotomaniaco;
  • tipo di onnipotenza;
  • tipo di gelosia;
  • tipo di persecuzione;
  • tipo somatico;
  • tipo misto;
  • tipo senza specificazione: quando la convinzione delirante dominante non può essere chiaramente determinata oppure non viene descritta nei tipi specifici elencati sopra.

Cos'è il delirio da persecuzione?

Soggetti affetti da delirio persecutorio paranoide credono che loro o le persone a loro vicine siano trattate ingiustamente, che qualcuno li stia spiando oppure che stia pianificando di fargli del male.

Gli individui affetti da disturbo delirante di personalità con manie di persecuzione manifestano una certa diffidenza nei confronti delle persone che li circondano e, a causa delle loro convinzioni ed ideazioni deliranti, spesso ricercano l’aiuto delle autorità nel tentativo di proteggere loro stessi o i propri cari, denunciando i propri sospetti e gli eventuali colpevoli. 

Quali sono le cause?

L’origine del disturbo delirante è ancora dibattuta. Attualmente, l’ipotesi eziologica più plausibile sembra essere quella in base alla quale concorrerebbero fattori di varia natura (genetici, biologici e psicosociali) ad originare questo disturbo:
  • fattori genetici: il fatto che il disturbo delirante sia più comune nei soggetti che hanno familiari affetti da schizofrenia suggerisce l’ipotesi che nell’eziopatogenesi del disturbo possano essere coinvolti uno o più fattori genetici dei quali non si conoscono ancora i meccanismi;
  • fattori biologici: secondo studi recenti, anomalie nel funzionamento delle regioni cerebrali che controllano la percezione e il pensiero potrebbero essere in qualche modo collegate alla formazione dei sintomi deliranti;
  • fattori ambientali e psicologici: numerose ricerche hanno evidenziato il ruolo dello stress nello scatenare il disturbo delirante. Altri fattori predisponenti riguardano l’abuso di alcol e droghe, tendenze all’isolamento e deficit organici all’udito o alla vista.

Quali sono i sintomi?

I sintomi principali del disturbo delirante sono i deliri, cui solitamente si accompagnano un tono dell’umore orientato in senso depressivo e manifestazioni di irritabilità, rabbia e ansia. Talvolta, possono essere presenti anche episodi allucinatori (quindi, vedere o sentire cose che non sono presenti nella realtà), collegate al tema del disturbo delirante.

A volte, il disturbo delirante non è accompagnato né da allucinazioni né da alterazioni del comportamento né da modificazioni sensibili della propria quotidianità, ma vi è un pensiero fisso e ossessivo di essere spiati, perseguitati, traditi o essere oggetto di attenzioni da parte di qualcuno. In questi casi, vi è un'ossessione verso questi tipi di pensiero: si parla allora di delirio lucido.

Qual è la cura per il disturbo delirante?

Le cure per il disturbo delirante sono simili a quelle adottate per la schizofrenia, rispetto alla quale questo disturbo ha una prognosi migliore, dovuta alla minore compromissione dell’area cognitiva, affettiva e sociale del soggetto che ne è affetto.

Il disturbo delirante può essere molto difficile da trattare, in quanto chi ne soffre ha una scarsa consapevolezza dei propri sentimenti e delle proprie emozioni, tale da non riuscire a riconoscere l’esistenza di una problema psichiatrico.

Il trattamento per il disturbo delirante comprende il ricorso combinato alla terapia psicologica (individuale o familiare) volta ad identificare i pensieri distorti e le credenze erronee alla base del pensiero delirante, cui solitamente viene affiancata una terapia farmacologica a base di antipsicotici (tipici o atipici), utili a ridurre l’intensità e la frequenza dei sintomi.

Altri farmaci utilizzati nel trattamento del disturbo delirante sono i tranquillanti e gli antidepressivi, usati per trattare eventuali disturbi d’ansia o disturbi dell’umore presenti in contemporanea. Negli ultimi anni, è stata dimostrata anche l’efficacia di programmi psicoeducativi, utili a fornire al paziente o ai suoi familiari, informazioni chiare e specifiche sul disturbo in questione (sintomi, trattamento, prognosi), oltre a strategie utili alla gestione dei sintomi nel quotidiano.

È prevista l’invalidità civile per il disturbo delirante cronico?

Ѐ previsto il riconoscimento dell’invalidità civile per tutti quei soggetti affetti da sindrome delirante cronica con necessità di terapia continua, previo accertamento dell’effettiva difficoltà a svolgere le attività tipiche della vita quotidiana, lavorativa o di relazione.

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