Sangue nelle feci

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Curatore scientifico: Dr. Massimo Ottonello, Medico Chirurgo
Indice contenuto:
  1. Cosa intendiamo con sangue nelle feci?
  2. Quali sono le cause?
  3. Sangue dal retto: emorroidi e ragadi anali
  4. Come si diagnostica il sanguinamento rettale?
  5. Ci sono dei metodi per prevenire la proctorragia?
  6. Sangue nelle feci: cosa fare?

Cosa intendiamo con sangue nelle feci?

Le cause del sangue nelle feci derivano da molteplici patologie del tratto gastroenterico. Solitamente ci si accorge della presenza di sangue nelle feci con la defecazione notando la sua presenza sulla carta  igienica o nella tazza del water.

Talvolta la perdita di sangue dall’ano può essere indipendente dalla defecazione.

Le caratteristiche del sangue possono essere diverse:

  • rosso vivo
  • colore nero/catramoso
  • misto a muco e/o coaguli
  • non visibile ad occhio nudo,contenuto nelle feci

Quali sono le cause?

Proctorragia

Ovvero presenza di  sangue rosso, proveniente dall’intestino e non dalle parti più alte del tubo digerente.

Le sue cause possono essere diverse:

  • emorroidi
  • ragade anale
  • processi infiammatori rettocolici
  • morbo di Chron
  • retto colite ulcerosa (RCU)
  • diverticoli sanguinanti del colon
  • diverticolo di Meckel sanguinante
  • tumori maligni o benigni colonrettali

Il sangue nelle feci rettale (noto in medicina come ematochezia) si riferisce al passaggio di sangue rosso vivo dall'ano, spesso mescolato con feci e/o coaguli di sangue. La maggior parte del sangue rettale proviene da:

  • colon
  • retto
  • ano

Melena

Il termine melena indica l’emissione di feci scure, catramose (picee) e maleodoranti, il cui colore è dovuto dall’ossidazione del ferro contenuto nell’emoglobina da parte degli agenti chimici (acido cloridrico contenuto nel succo gastrico) e dai batteri intestinali.

E’ implicito quindi che la melena indichi una sede alta del sanguinamento, ovvero cavo orofaringeo, esofago, stomaco, duodeno.

Tuttavia in caso di sanguinamento lento da una sede colica con permanenza del sangue a tale livello per più di 15 ore, i batteri intestinali sono in grado di ossidare il ferro dell’emoglobina dando al sangue il tipico colore piceo della melena.

Possibili cause di melena posso essere: l’ulcera gastrica o duodenale, la gastritie la duodenite, la gastrite emorragica come effetto collaterale dall’uso di FANS, i tumori esofagei, gastrici e duodenali, la rottura di varici esofagee, il cancro dell’intestino tenue o del colon, l’infarto intestinale, le infezioni da ebola, malaria, febbre gialla.

Da evidenziare che le terapie a base di ferro,possono determinare una pseudomelena,colorando le feci di nero.

Il colore del sangue nelle feci durante il sanguinamento rettale spesso dipende dalla posizione del sanguinamento nel tratto gastrointestinale. In alcuni pazienti, può essere nero, appiccicoso e maleodorante. Il sangue nelle feci nero/catramoso si chiama melena.

Sangue dal retto: emorroidi e ragadi anali

A volte, il sanguinamento dopo la defecazione, soprattutto se di colore rosso vivo, potrebbe essere causato da emorroidi (interne o esterne) o ragadi anali

Le emorrodi, se pur non sempre si riconoscono dal dolore, sono bene evidenti per il sangue dall'ano. Sono causate spesso da irregolarità intestinale, diarrea o stitichezza, o dalla gravidanza. 

Le regadi, invece, sono generate da feci troppo dure, che causano delle lacerazioni esterne o interne dell'ano. Provocano dolore e fastidio, oltre che perdita di sangue.  

Come si diagnostica il sanguinamento rettale?

Innanzitutto, il medico curante controllerà la zona anale, in presenza di emorroidi o ragadi esterne la diagnosi sarà molto semplice: il sanguinamento è dovuto alla loro concomitanza. Dopodiché, procederà con un’esplorazione rettale manuale, grazie a un guanto coperto da lubrificante, ricercherà anomalie nella zona anale o inferiore al retto.

Nel caso in cui ci fossero dei sospetti o la zona fosse troppo infiammata per capire a una prima visita di cosa si potrebbe trattare, il medico curante potrà mandare il paziente a fare una colonscopia, attraverso la quale, con un piccolo tubicino flessibile, si potranno esaminare le parti interne del colon. Il colonscopio è dotato di una lucetta all’estremità opposta, in grado di illuminare gli antri dell’intestino. L’intera procedura viene effettuata sotto un blando sedativo, quindi il paziente non avvertirà alcun dolore.

Un’altra procedura consigliata potrebbe essere la sigmoidoscopia, attraverso la quale si utilizza un tubicino più corto, dotato di telecamera al posto della luce.

Se la parte da analizzare è solo il canale anale o la parte inferiore del retto, può venir utilizzato l’anoscopio, consigliabile in caso di sospetto tumore all’ano, emorroidi o ragadi anali.

Una persona può notare il sangue nelle feci a occhio nudo, appunto vedendolo sulla carta igienica o sul water, oppure attraverso degli esami di laboratorio, in quel caso si parla di sangue occulto nelle feci.

Ci sono dei metodi per prevenire la proctorragia?

In base alla causa che provoca il sanguinamento, ci sono degli accorgimenti indicati per prevenire la proctorragia.

In generale, una corretta alimentazione e controlli periodici, in caso di disturbi gastro-intestinali, sono la migliore forma di prevenzione del disturbo. 

Sangue nelle feci: cosa fare?

In caso di presenza di sangue nelle feci è importante è rivolgersi subito al medico specialista in colonproctologia.