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Dimagrimento

Dimagrimento
Curatore scientifico
Dr. Francesco Pascucci
Specialità del contenuto
Medicina generale Nutrizione

Cos'è il dimagrimento?

Il dimagrimento è il processo di riduzione del grasso corporeo e, talvolta, anche di massa magra. Il dimagrimento può avvenire in modo fisiologico, in modo programmato o in modo patologico.

Il dimagrimento fisiologico può essere dovuto ad un miglioramento nello stile di vita dell’individuo e dunque a:

  • aumento dell’attività fisica;
  • miglioramento della qualità dell’alimentazione;
  • diminuzione delle porzioni degli alimenti.

I fattori precedenti sono gli stessi che vengono modificati nell’ambito del dimagrimento programmato, effettuato attravrso una dieta per dimagrire. In un programma alimentare di dimagrimento ben strutturato, infatti, è necessario modificare lo stile di vita in senso più salutare.

Il dimagrimento fisiologico è però anche dovuto alla vecchiaia e, nell’ambito del dimagrimento fisiologico, rientrano anche situazioni non chiaramente patologiche come un dimagrimento veloce indotto da fattori ambientali ed emotivi, ad esempio dalla ridotta disponibilità di cibo o il dimagrimento da stress. In questi casi si prefigura una situazione che andrebbe controllata per evitare carenze nutrizionali e garantire la buona salute dell’individuo.

Il dimagrimento patologico, invece, è la perdita di peso secondaria a patologie da cui l’individuo è affetto. In questi casi è anche possibile un dimagrimento improvviso.

Tra i fattori che ostacolano il dimagrimento vi sono:

  • abitudini alimentari scorrette;
  • sedentarietà;
  • disfunzioni ormonali.

Quali sono le cause di dimagrimento?

Il dimagrimento può avvenire a seguito dell’adesione ad un regime alimentare idoneo alla perdita di peso o per altre cause. Alcune di queste ultime sono patologie croniche, che spesso provocano:

  • inappetenza;
  • nausea;
  • vomito;
  • difficoltà di diverso tipo ad alimentarsi;
  • problemi con l’assorbimento dei nutrienti e la loro utilizzazione;
  • perdita di grandi quantità di glucosio con le urine in caso di diabete scompensato.

Tra le cause patologiche del dimagrimento si trovano: 

  • malattie gastrointestinali, tra cui la celiachia, l’ulcera peptica, la pancreatite, la diarrea profusa, la gastrite, il morbo di Crohn;
  • malattie respiratorie, come la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO);
  • malattie renali;
  • diabete scompensato;
  • malattie infettive;
  • malattie cardiovascolari;
  • malattie neurodegenerative;
  • tumori.

Dimagrimento eccessivo

Il dimagrimento eccessivo può essere causato da:

  • patologie croniche, soprattutto se in stato avanzato;
  • disturbi alimentari, come l’anoressia.

L’anoressia è un disturbo alimentare che va curato con un approccio multidisciplinare, poiché il soggetto anoressico deve seguire un percorso psicoterapeutico unitamente ad un percorso nutrizionale adeguato a ripristinare il peso corporeo ideale.

Il dimagrimento eccessivo, infatti crea numerosi problemi di salute poiché il grasso corporeo svolge funzioni importanti:

  • riserva energetica;
  • isolamento termico;
  • protezione degli organi interni;
  • controllo ormonale;
  • regolazione del metabolismo cellulare.

Cosa fare per dimagrire?

Per dimagrire e acquisire una condizione di magrezza, occorre un vero e proprio programma di dimagrimento, che non si basI solo su di una dieta per dimagrire, ma include il miglioramento dello stile di vita generale attraverso la promozione dell’attività fisica, anche leggera. Importante è capire cosa mangiare e cosa non mangiare per evitare squilibri nutrizionali.

Le diete per dimagrire sono regimi alimentari ipocalorici che devono essere formulati in modo specifico per ciascun individuo, poiché occorre tenere in considerazione diversi parametri sia antropometrici sia biochimici e clinici. Una buona dieta per perdere peso non prevede mai un dimagrimento improvviso ma una perdita graduale del peso con grande attenzione a modificare permanentemente il proprio stile alimentare e di vita.

L’obiettivo di una dieta per dimagrire è quello di ridurre la massa grassa nella giusta quantità utile a garantire il benessere dell’individuo, senza provocare perdite nella massa magra.

Nel corpo umano si possono distinguere due tipi di grasso:

  • sottocutaneo o ginoide più frequente nel sesso femminile;
  • viscerale o androide, più frequente nel sesso maschile e associato al rischio di malattie cardiovascolari e metaboliche.

Diete sconsiderate, improvvisate e/o non basate sulle evidenze scientifiche potrebbero non essere efficaci né nel perdere peso né nel mantenere l’eventuale peso ideale raggiunto. Inoltre, potrebbero causare altri problemi di salute.

Da evitare:

  • saltare i pasti, digiunare o mangiare troppo poco (dieta per dimagrire eccessivamente ipocalorica);
  • fare allenamenti che interessano solo alcune aree corporee (il dimagrimento localizzato non esiste);
  • eliminare completamente i carboidrati e consumare solo cibi proteici, poiché si crea un’alterazione del metabolismo.

Esempio di dieta per dimagrimento

Una dieta per il dimagrimento deve necessariamente tenere in considerazione una serie di fattori specifici dell’individuo a cui è rivolta, ecco perché le diete che si trovano sulle riviste andrebbero evitate.

Per ottenere buoni risultati di dimagrimento, mantenimento del peso ideale nel tempo e preservare (o migliorare, ove necessario) lo stato di salute generale è bene rivolgersi ad un medico specialista in dietologia che è il solo professionista sanitario abilitato a prescrivere diete personalizzate.

Per la popolazione generale, sebbene vada adattata alle esigenze specifiche, il migliore esempio di dieta per perdere peso è la dieta mediterranea. La dieta mediterranea non risponde solo alla domanda su cosa mangiare per dimagrire, ma promuove uno stile di vita alimentare (e non solo) adatto al miglioramento del benessere psico-fisico dell’individuo e al suo mantenimento nel tempo.

La dieta mediterranea, infatti, è considerata patrimonio mondiale intangibile UNESCO, perché esistono solide evidenze scientifiche riguardo il miglioramento dello stato di salute generale, con un ridotto rischio di ammalarsi di malattie cardiovascolari e neurodegenerative, di diabete di tipo 2, di tumori con conseguente aumento dell’aspettativa di vita.

La dieta mediterranea si basa su un consumo quotidiano di cibi specifici; ecco cosa mangiare:

  • cereali, preferendo quelli integrali;
  • pochi zuccheri semplici (quindi pochi zuccheri da cucina, dolci, cibi industriali e raffinati);
  • verdura e frutta;
  • latticini a basso contenuto di grassi;
  • olio extravergine di oliva;
  • acqua, introducendo almeno 2 litri al giorno con il consumo degli alimenti e bevendo (6-8 bicchieri al giorno).

Carne, pesce, legumi e uova, invece, non vanno consumati su base quotidiana ma settimanale.

Se non ci sono controindicazioni al consumo ed è gradito, la dieta mediterranea consente anche di consumare del vino a tavola, preferibilmente rosso, ma non più di un bicchiere (100 ml).

Cosa non mangiare? Per evitare di ingrassare, evitare tutti gli snack preconfezionati, spesso troppo ricchi di calorie, sale e zucchero.

La quantità degli alimenti consumati è, ovviamente, importante e va adattata alle esigenze nutrizionali per età, gravidanza e allattamento, stato di salute generale, patologie e, se necessario, al programma di dimagrimento. Per la popolazione generale, valgono delle porzioni di riferimento che vanno consumate con una certa frequenza:

  • i cereali possono essere consumati due volte al giorno e la porzione di riferimento per pasta, riso e altri cereali è di 80g, la porzione di pasta all’uovo fresca è di 120 g, la porzione di riferimento per il pane è di 50 g;
  • per zuccherare caffè o altre bevande, è sufficiente un cucchiaino;
  • la frutta va consumata almeno 2 volte al giorno e una porzione corrisponde a 150 g;
  • la verdura va consumata 2 volte al giorno e una porzione di verdura da consumare cruda corrisponde a 50 g, la porzione della verdura da consumare cotta corrisponde a 150g e la porzione degli ortaggi è di 250 g;
  • i latticini a basso contenuto di grassi vanno consumati 2 volte al giorno, e una porzione di latte o di yogurt corrisponde a 125 g, la porzione di formaggio stagionato è di 50 g e quella di formaggio fresco è di 100g;
  • il pesce, ma anche i legumi, andrebbero consumati due volte a settimana. Una porzione di pesce corrisponde a 150 g, una porzione di legumi secchi corrisponde a 30 g, mentre è di 100 g la porzione di legumi freschi;
  • la carne va consumata al massimo 5 volte a settimana (preferendo le carne bianche a quelle rosse) e una porzione corrisponde a 100 g;
  • ogni settimana si possono consumare dalle 2 alle 4 uova;
  • il condimento per eccellenza è l’olio extravergine d’oliva (3-4 cucchiai al giorno) e si possono usare erbe, spezie, cipolla e aglio, mentre il sale aggiunto agli alimenti deve essere poco.

Frutta e verdura andrebbero consumate rispettando la stagionalità e variando i colori, perché i colori riflettono il contenuto di micronutrienti. Preferire i prodotti locali, consumare i pasti in modo conviviale e dedicarsi all’attività fisica sono tutti concetti che fanno parte di questo stile alimentare salutare.

Chi è abituato a mangiare male o troppo, già rispettando queste indicazioni noterà un miglioramento, anche nel peso.

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