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Andropausa

Andropausa
Curatore scientifico
Dr. Valter Borghino
Specialità del contenuto
Andrologia

Cos'è l'andropausa?

L’andropausa è un cambiamento fisico ed emotivo che molti uomini attraversano invecchiando, in conseguenza al calo della produzione di ormoni nell’organismo.
L’andropausa non è un evento improvviso, quanto piuttosto un decadimento graduale: il livello di energia si abbassa, la forza fisica diminuisce, il desiderio sessuale si attenua.
Negli ultimi anni, medici e scienziati stanno rivolgendo maggiore attenzione a questo disturbo, per trovare soluzioni cliniche adatte ad affrontare tutti i sintomi.

Quali sono le funzioni degli ormoni maschili (androgeni)?

L’andropausa è identificata come un calo di androgeni, l’insieme degli ormoni maschili che vengono prodotti nei testicoli e nella ghiandola surrenale.
All’interno dell’organismo maschile, gli androgeni svolgono diverse importanti funzioni:

  • aumentano la massa corporea magra, influenzando il peso corporeo
  • mantengono la regolare densità ossea
  • incidono sulla produzione di globuli rossi
  • condizionano il livello del colesterolo e dei grassi presenti nel sangue
  • contribuiscono alla crescita sana della prostata
  • svolgono un ruolo di attivazione cognitiva che dura per tutta la vita
  • influenzano direttamente lo stato emotivo

Quali sono i sintomi dell’andropausa?

Come detto in precedenza, l’andropausa non è una condizione improvvisa, ma un processo graduale. Questi sono i sintomi più frequenti che potrebbero preannunciarne l’insorgenza:

  • riduzione della massa muscolare e della forza
  • sensazioni frequenti di spossatezza
  • cambiamenti abbastanza improvvisi d’umore
  • diminuzione del desiderio sessuale e della capacità erettile
  • perdita di peli sul corpo
  • osteoporosi
  • aumento della massa grassa intorno agli organi interni
L’andropausa colpisce uomini diversi ed in modalità diverse. È possibile anche che questi stessi sintomi si riferiscano ad altri disturbi che non hanno nulla a che fare con l’andropausa.

Qual è la diagnosi per l’andropausa?

Il metodo migliore per capire se si è in andropausa è fare un esame del sangue, così da verificare l’eventuale diminuzione del livello di testosterone nell’organismo.
Nell’uomo, non esiste un unico valore “corretto” di testosterone, perché il suo livello può variare sia da persona a persona sia da un giorno all’altro (è meglio, infatti, che l’esame venga eseguito in un arco di tempo abbastanza ampio).
Al momento, è comunemente considerato come livello basso un testosterone inferiore a 200 ng/dl.

Come intervenire in caso di andropausa?

Riportare il testosterone a livelli standard ha come scopo quello di:

  • accrescere la forza muscolare
  • ripristinare il corretto funzionamento sessuale
  • prevenire l’osteoporosi (ottimizzando la densità ossea)
  • migliorare le funzioni mentali
  • aumentare il generale senso di benessere
Esistono diversi modi per trattare l’andropausa:

  • compresse orali
  • iniezioni
  • cerotti cutanei a lento rilascio
  • gel
  • sostituzione del testosterone
Tra tutte, la terapia sostitutiva del testosterone è il metodo più efficace e più utilizzato.

 Molti studi stanno analizzando gli aspetti positivi di questa terapia:

  • miglioramento della composizione della massa corporea e della forza
  • miglioramento delle funzioni sessuali
  • aumento della densità ossea
  • miglioramento dei livelli di energia e del senso di benessere complessivo
  • miglioramento del sistema cardiovascolare
 Esistono, tuttavia, anche alcuni aspetti negativi da non sottovalutare:

  • ritenzione di liquidi 
  • disturbi al fegato (tossicità)
  • problemi di fertilità: si ferma la produzione di sperma in maniera temporanea o definitiva
  • apnea del sonno: si smette di respirare per alcuni periodi di tempo durante il sonno
  • aumento dei livelli di massa di globuli rossi e di emoglobina: può causare infarti e ictus
  • crescita della prostata: può causare problemi di minzione e accelerare la crescita di cellule cancerose
  • allargamento del petto (seno): dovuto alla conversione del testosterone in estrogeni femminili
 Il trattamento ormonale è di solito mantenuto per tutta la vita, i pazienti devono essere costantemente monitorati lungo tutta la durata della terapia.
 In genere, chi soffre per un particolare sintomo sarà seguito proprio in relazione a quel disturbo.
 In ogni caso, il sangue deve essere monitorato abbastanza di frequente: all’inizio del trattamento ogni 3 mesi per almeno un anno, poi ogni 4 mesi, infine ogni 6 mesi.

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