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Rdw

Rdw
Curatore scientifico
Dr. Tania Catalano
Specialità del contenuto
Ematologia

Cosa significa

L’RDW (acronimo di Red blood cells Distribution Width o ampiezza di distribuzione eritrocitaria) misura la variabilità della dimensione o del volume dei globuli rossi.

L’RDW costituisce un parametro preso in considerazione nell’ambito dell’emocromo, ossia il tradizionale esame del sangue.

Attraverso l’esame RDW si può pertanto determinare la variabilità del volume delle emazie e, quindi, la presenza nel sangue di globuli rossi di diversa dimensione.

L’RDW è un parametro spesso tenuto presente per una diagnosi differenziale alcuni tipi di anemia.

Il valore numerico attribuito non indicherà il diametro dei globuli rossi ma piuttosto la variabilità delle dimensioni

Pertanto un valore percentuale elevato indicherà una grande variabilità nelle dimensioni (cellule molto grandi e molto piccole), invece valori bassi sono indice di una scarsa variabilità (ossia la gran  parte dei globuli rossi ha uguale dimensione).

L’intero organismo necessita dei globuli rossi per trasportare l’ossigeno dai polmoni a ogni parte del corpo. I globuli rossi normali mantengono una dimensione standard di 6-8 micrometri (μm) di diametro.

Se le cellule risultano più grandi, i valori del test del sangue RDW saranno elevati.

Valori al di fuori del range di riferimento, in quanto a larghezza e/o volume dei globuli rossi, indicano un possibile disturbo (come, ad esempio, carenza di nutrienti, anemia o altre condizioni di base) che può influire sulla quantità di ossigeno che raggiunge i diversi tessuti.

Come si calcola

Siccome, come già detto, l’RDW misura la variabilità della dimensione o del volume delle cellule dei globuli rossi se nel campione di sangue analizzato tutte le cellule di globuli rossi presentano la stessa dimensione, e dunque non esiste variazione, l’RDW è zero. 

Se invece i globuli rossi presentano dimensioni differenti (ad esempio un 30% di eritrociti tutti della medesima dimensione e un 70% di eritrociti più grandi o più piccoli dei precedenti) l'RDW risulterà molto alto.

Per calcolare l’RDW alcuni laboratori si impegnano a misurare l’RDW-SD (deviazione standard), ovvero la distribuzione volumetrica e le relative misure dei globuli rossi rispetto alla deviazione standard.

Altri misurano l’RDW-CV (coefficiente di variazione) ossia la distribuzione volumetrica e le relative misure dei globuli rossi rispetto al coefficiente di variazione, che tiene conto di vari aspetti come la deviazione standard unitamente al MCV (Mean Cell Volume), ossia il test del volume corpuscolare medio.

Le modalità di misurazione di questi due parametri sono diversi: l’SD viene espresso in femtolitri mentre il CV viene indicato in termini percentuali, tuttavia i risultati sono del tutto sovrapponibili. 

Pertanto scegliere l’una o l’altra modalità di calcolo, di fatto, non comporta alcuna differenza in ambito clinico.

Valori normali

Un intervallo di valori normali di RDW, relativamente alla larghezza di distribuzione dei globuli rossi, varia a seconda dell’età.

Di seguito riporteremo la misura calcolata in in base all'RDW-CV, ossia in termini percentuali (L'RDW-SD risulta invece espresso in femtolitri, con un range di normalità va da 39 fl a 46 fl).

Negli individui di sesso maschile tale intervallo risulta compreso:
  • tra il 12,0% e il 14,5% nei bambini di due anni;
  • tra il 12,0 e il 14,0% nei bambini dai tre ai cinque anni;
  • tra il 12,0% e il 14,0% nei bambini tra i sei e gli undici anni;
  • tra il 11,6 e il 13,8% nei bambini tra i dodici e i quindici anni;
  • tra l’11,8 e il 15,6% nei maschi adulti.
Negli individui di sesso femminile tale intervallo risulta compreso:
  • tra il 12,0% e il 14,5% nelle bambine di due anni;
  • tra il 12,0 e il 14,0% nelle bambine dai tre ai cinque anni;
  • tra il 11,6 e il 13,4% nelle bambine tra i sei e gli undici anni;
  • tra il 11,2 e il 13,5% nelle bambine tra i dodici e i quindici anni;
  • tra l’11,9 e il 15,5% nelle donne adulte.
Se i valori di RDW non rientrano in questo intervallo, è possibile che il paziente patisca una carenza di nutrienti, infezioni o altri disturbi.

Tuttavia, non tutte le condizioni mediche presuppongono alterazione dell’RDW.

Per effettuare una diagnosi corretta sono necessari altri esami del sangue – come il test del volume corpuscolare medio (MCV), che fa anche parte dell’emocromo – per combinare i risultati e fornire una raccomandazione di trattamento accurata.

Ad esempio i risultati dell’RDW possono aiutare a determinare l’eventuale tipologia di anemia di cui soffre il paziente. 

Un RDW normale con MCV basso può indicare un’anemia derivante da una malattia cronica, come quella causata da malattia renale cronica.

Un RDW normale con MCV elevato potrebbe indicare un’anemia aplastica. Si tratta di una malattia del sangue in cui il midollo osseo non produce abbastanza globuli rossi.

Valori alti

L'RDW alto potrebbe indicare: 
  • Anemia macrocitica – L'anemia macrocitica si verifica quando l’organismo non produce quantità sufficienti di globuli rossi e le cellule prodotte sono più grandi del normale. Questo può essere dovuto a una carenza di folati (acido folico) o a un deficit di vitamina B12;
  • Anemia microcitica – L'anemia microcitica comporta una carenza di globuli rossi normali, mentre quelli presenti saranno più piccoli del normale. L’anemia da carenza di ferro è una causa comune dell’anemia microcitica.
Per aiutare a diagnosticare correttamente queste condizioni, il medico o l’ematologo prescriveranno un emocromo e confronteranno i valori del test RDW e dell’MCV per misurare il volume dei globuli rossi.

Valori alti di RDW combinati con un MCV elevato possono indicare anemie macrocitiche.

Un alto RDW combinato con un basso MCV si verifica invece nelle anemie microcitiche.

Valori bassi

Un RDW basso tendenzialmente non è indice di alcun disturbo o disordine ematologico. Tuttavia se i valori risultano inferiori al 10,2%, il dato indica che gli ematociti risultano quasi tutti della stessa dimensione. 

Due possibili spiegazione per i bassi livelli di RDW sono:
  • Anemia macrocitica  – Si tratta di un disturbo ematologico per il quale non vengono prodotti sufficienti eritrociti ma i pochi presenti risultano di grandi dimensioni.
  • Anemia microcitica  – Si tratta di una malattia in cui vengono prodotti eritrociti di dimensioni ridottissime. 
In questi due disturbi, dunque, la grandezza dei globuli rossi non varia molto poiché sono presenti, rispettivamente, eritrociti o troppo grandi o molto inferiori al normale: entrambe le situazioni però causano RDW basso.

Perché viene eseguito il test RDW

Il medico o l’ematologo può richiedere questo parametro principalmente per distinguere tra le varie forme di anemia o per monitorare l’eventuale anisocitosi (cioè la variazione del diametro dei globuli rossi).

Il test RDW viene anche utilizzato per diagnosticare altre condizioni mediche, tra cui:
  • talassemie, ossia malattie ereditarie del sangue che possono causare grave anemia;
  • diabete mellito;
  • malattie del cuore;
  • malattie del fegato;
  • neoplasie.
Questo test viene comunemente eseguito come parte dell’esame emocromocitometrico completo che determina i tipi e il numero di cellule ematiche, diverse caratteristiche del sangue, come il numero di piastrine, globuli rossi e globuli bianchi.

Questi esami per RDW aiutano a determinare lo stato di salute generale e, in alcuni casi, a diagnosticare infezioni o altre malattie. 

L’emocromo comprensivo di RDW viene eseguito anche in caso di: 
  • sintomi di anemia come vertigini, pelle pallida e intorpidimento;
  • una carenza di ferro o vitamine;
  • una storia familiare di una malattia del sangue, come l’anemia falciforme;
  • significativa perdita di sangue da interventi chirurgici o traumi;
  • malattie che colpiscono i globuli rossi;
  • malattie croniche come l’AIDS.

Come ci si prepara per il test RDW

Prima di un esame del sangue RDW potrebbe essere richiesto di digiunare, a seconda di quali altri esami del sangue bisogna effettuare.

Il test non è altro che un semplice prelievo di sangue venoso che non richiede più di cinque minuti. 

Verrà prelevato  da una vena un campione di sangue, poi conservato in una provetta. 

Una volta riempita la provetta contenente il campione di sangue ed estratto l’ago, verrà applicato un cerotto sul sito di ingresso per evitare fuoriuscite di sangue dalla vena. 

La provetta di sangue verrà quindi inviata a un laboratorio per eseguire il test.
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