Che cos'è il RDW
L’
RDW (acronimo di
Red blood cells Distribution Width o ampiezza di distribuzione eritrocitaria) misura la variabilità della dimensione o del volume dei
globuli rossi.
L’
RDW costituisce un
parametro preso in considerazione nell’ambito dell’
emocromo, ossia il tradizionale
esame del sangue. Attraverso l’esame RDW si può pertanto
determinare la variabilità del volume delle emazie e, quindi, la presenza nel sangue di globuli rossi di diversa dimensione.
L’RDW è un parametro spesso tenuto presente per una
diagnosi differenziale di alcuni tipi di anemia. Il
valore di RDW numerico attribuito non indicherà il diametro dei globuli rossi, ma piuttosto la
variabilità delle dimensioni.
Pertanto, un valore percentuale elevato indicherà una grande variabilità nelle dimensioni (cellule molto grandi e molto piccole), invece, valori bassi sono indice di una scarsa variabilità (ossia, la gran parte dei globuli rossi ha uguale dimensione).
L’intero organismo necessita dei
globuli rossi per trasportare l’ossigeno dai polmoni a ogni parte del corpo. I globuli rossi normali mantengono una
dimensione standard di 6-8 micrometri (μm) di diametro. Se le cellule risultano più grandi, i
valori del test RDW saranno elevati.
Valori al di fuori del range di riferimento, in quanto a larghezza e/o volume dei globuli rossi, indicano un
possibile disturbo (come, ad esempio, carenza di nutrienti,
anemia o altre condizioni di base) che può influire sulla quantità di ossigeno che raggiunge i diversi tessuti.
RDW SD e RDW CV cosa sono
L'RDW SD (Red Cell Distribution Width - Standard Deviation) è un parametro ematologico che
misura la variazione delle dimensioni dei globuli rossi (eritrociti) nel sangue. Diversamente dall
'RDW CV, che
esprime la distribuzione delle dimensioni in percentuale, l'RDW SD rappresenta la deviazione standard calcolata sulla curva di distribuzione degli eritrociti, espressa in femtolitri (fL).
Un valore alterato di RDW SD può indicare la presenza di condizioni come l'anemia (microcitica o macrocitica), carenze nutrizionali (ad esempio di ferro o vitamina B12) o disturbi cronici. Questo parametro viene spesso valutato insieme agli altri indici ematologici per una diagnosi più precisa delle patologie del sangue.
Come si calcola l'RDW
Siccome, come già detto, l’RDW
misura la
variabilità della dimensione o del volume delle cellule dei globuli rossi,
se nel campione di sangue analizzato tutte le cellule di globuli rossi presentano la stessa dimensione e, dunque, non esiste variazione, l’RDW è zero.
Se, invece, i globuli rossi presentano dimensioni differenti (ad esempio un 30% di eritrociti tutti della medesima dimensione e un 70% di
eritrociti più grandi o più piccoli dei precedenti), l'RDW risulterà molto alto.
Per calcolare l’RDW alcuni laboratori si impegnano a misurare l’RDW-SD (deviazione standard), ovvero la distribuzione volumetrica e le relative misure dei globuli rossi rispetto alla deviazione standard.
Altri misurano l’RDW-CV (coefficiente di variazione), ossia la distribuzione volumetrica e le relative misure dei globuli rossi rispetto al coefficiente di variazione, che tiene conto di vari aspetti come la deviazione standard unitamente al MCV (Mean Cell Volume), ossia il test del volume corpuscolare medio.
Le modalità di misurazione di questi due parametri sono diversi: l’RDW-SD viene espresso in femtolitri, mentre il RDW-CV viene indicato in termini percentuali. Tuttavia i risultati sono del tutto sovrapponibili, pertanto, scegliere l’una o l’altra modalità di calcolo, di fatto, non comporta alcuna differenza in ambito clinico.
Valori normali di RDW
Un intervallo di
valori normali di RDW,
relativamente alla larghezza di distribuzione dei globuli rossi, varia a seconda dell’età.
Di seguito, riporteremo la misura calcolata in base all'RDW-CV, ossia in termini percentuali (L'RDW-SD risulta invece espresso in femtolitri, con un range di normalità va da 39 fl a 46 fl).
L
'RDW negli individui di sesso maschile ha un intervallo compreso:
- tra il 12,0% e il 14,5% nei bambini di due anni;
- tra il 12,0 e il 14,0% nei bambini dai tre ai cinque anni;
- tra il 12,0% e il 14,0% nei bambini tra i sei e gli undici anni;
- tra il 11,6 e il 13,8% nei bambini tra i dodici e i quindici anni;
- tra l’11,8 e il 15,6% nei maschi adulti.
L'RDW negli individui di sesso femminile ha un intervallo compreso:
- tra il 12,0% e il 14,5% nelle bambine di due anni;
- tra il 12,0 e il 14,0% nelle bambine dai tre ai cinque anni;
- tra il 11,6 e il 13,4% nelle bambine tra i sei e gli undici anni;
- tra il 11,2 e il 13,5% nelle bambine tra i dodici e i quindici anni;
- tra l’11,9 e il 15,5% nelle donne adulte.
Se i valori di RDW non rientrano in questo intervallo, è possibile che il paziente patisca una carenza di nutrienti, infezioni o altri disturbi. Tuttavia, non tutte le condizioni mediche presuppongono alterazione dell’RDW.
Per effettuare una diagnosi corretta sono necessari altri esami del sangue – come il test del volume corpuscolare medio (MCV), che fa anche parte dell’emocromo – per combinare i risultati e fornire una raccomandazione di trattamento accurata.
Ad esempio, i risultati dell’RDW possono aiutare a determinare l’eventuale tipologia di anemia di cui soffre il paziente.
Un RDW normale con MCV basso può indicare un’anemia derivante da una malattia cronica, come quella causata da malattia renale cronica.
Un
RDW normale con MCV elevato potrebbe indicare un’
anemia aplastica. Si tratta di una malattia del sangue in cui il
midollo osseo non produce abbastanza globuli rossi.
RDW alto: cosa significa
Un valore di RDW alto negli esami del sangue segnala una maggiore variabilità nelle dimensioni dei globuli rossi. Questo dato, da solo, non è diagnostico, ma aiuta a orientare il medico verso alcune condizioni ematologiche specifiche, soprattutto se letto insieme ad altri parametri come l’MCV.
RDW alto e anemia macrocitica
L’anemia macrocitica è una condizione in cui il midollo osseo produce un numero ridotto di globuli rossi, ma di dimensioni superiori alla norma.
Tra le cause più comuni rientrano:
In questi casi, l’RDW tende a risultare elevato perché coesistono globuli rossi di dimensioni diverse.
RDW alto e anemia microcitica
L’
anemia microcitica è caratterizzata dalla presenza di globuli rossi più piccoli del normale e spesso anche ridotti in numero.
La causa più frequente è la carenza di ferro
Anche in questo caso l’RDW può risultare alto, soprattutto nelle fasi iniziali o miste della condizione, quando il sangue contiene popolazioni di globuli rossi di dimensioni differenti.
Il ruolo di RDW e MCV nella diagnosi
Per interpretare correttamente un RDW alto, il medico valuta sempre il valore insieme all’MCV (volume corpuscolare medio), inserito nell’emocromo completo.
Le combinazioni più rilevanti sono:
-
RDW alto + MCV alto: possibile anemia macrocitica
-
RDW alto + MCV basso: possibile anemia microcitica
Questa lettura combinata consente di orientare la diagnosi e identificare più rapidamente la possibile causa dell’anemia.
Perché questa combinazione è importante
L’analisi congiunta di RDW e MCV è fondamentale perché:
- migliora la precisione diagnostica dell’emocromo
- aiuta a distinguere tra diverse forme di anemia
- guida eventuali approfondimenti clinici successivi
RDW alto e infiammazione cronica
Negli ultimi anni, numerosi studi hanno evidenziato una correlazione tra
RDW elevato e processi infiammatori persistenti.
L’infiammazione può interferire con la produzione e la maturazione dei globuli rossi, generando cellule di dimensioni eterogenee.
Il RDW alto è stato associato a condizioni come:
- malattie infiammatorie croniche
- infezioni sistemiche prolungate
- patologie autoimmuni
In questi casi, l’RDW non indica una diagnosi specifica, ma può rappresentare un segnale indiretto di attivazione infiammatoria.
RDW alto e malattie cardiovascolari
Uno degli ambiti più rilevanti della ricerca recente riguarda il ruolo del
RDW come possibile marker prognostico cardiovascolare.
Un RDW elevato è stato osservato più frequentemente in soggetti con:
- insufficienza cardiaca
- cardiopatia ischemica
- aumentato rischio di eventi cardiovascolari
La correlazione non è ancora considerata diagnostica, ma il RDW viene studiato come indicatore di rischio e fragilità sistemica, soprattutto se associato ad altri marker ematici.
RDW alto e patologie renali o epatiche
Il valore di RDW può risultare alterato
anche in presenza di malattie non direttamente ematologiche.
In particolare:
Malattie renali
- insufficienza renale cronica
- ridotta produzione di eritropoietina
- alterazioni della maturazione dei globuli rossi
Malattie epatiche
- alterazioni del metabolismo del ferro
- infiammazione epatica cronica
- variazioni nella produzione cellulare
In questi contesti, l’RDW alto rappresenta un indice secondario di disfunzione sistemica.
RDW basso: cosa comporta
Un
RDW basso tendenzialmente non è indice di alcun disturbo o disordine ematologico. Tuttavia, se i valori risultano inferiori al 10,2%, il dato indica che gli ematociti risultano quasi tutti della stessa dimensione.
Due possibili spiegazione per
RDW basso sono:
-
Anemia macrocitica – L'anemia macrocitica è un disturbo ematologico per il quale non vengono prodotti sufficienti eritrociti, ma i pochi presenti risultano di grandi dimensioni.
-
Anemia microcitica – Si tratta di una malattia in cui vengono prodotti eritrociti di dimensioni ridottissime.
In questi due disturbi, dunque, la grandezza dei globuli rossi non varia molto poiché sono presenti, rispettivamente, eritrociti o troppo grandi o molto inferiori al normale: entrambe le situazioni però causano RDW basso.
Perché viene eseguito il test RDW
Il medico o l’ematologo può richiedere questo parametro principalmente per distinguere tra le varie forme di
anemia o per monitorare l’eventuale
anisocitosi (cioè la variazione del diametro dei globuli rossi).
Il
test RDW, effettuato tramite analisi del sangue, viene anche utilizzato per diagnosticare altre condizioni mediche, tra cui:
-
talassemie, ossia malattie ereditarie del sangue che possono causare grave anemia;
-
diabete mellito;
- malattie del cuore;
- malattie del fegato;
-
neoplasie.
Questi esami per RDW aiutano a determinare lo stato di salute generale e, in alcuni casi, a diagnosticare infezioni o altre malattie.
L’emocromo comprensivo di RDW viene eseguito anche in caso di:
- sintomi di anemia come vertigini, pelle pallida e intorpidimento;
- una carenza di ferro o vitamine;
- una storia familiare di una malattia del sangue, come l’anemia falciforme;
- significativa perdita di sangue da interventi chirurgici o traumi;
- malattie che colpiscono i globuli rossi;
- malattie croniche come l’AIDS.
Come ci si prepara per il test RDW
Prima di un
esame del sangue RDW potrebbe essere richiesto di
digiunare, a seconda di quali altri esami del sangue bisogna effettuare.
Il
test RDW non è altro che un semplice
prelievo di sangue venoso, che non richiede più di cinque minuti. Verrà prelevato da una vena un campione di sangue, poi conservato in una provetta.
Una volta riempita la provetta contenente il campione di sangue ed estratto l’ago, verrà applicato un cerotto sul sito di ingresso per evitare fuoriuscite di sangue dalla vena. La
provetta di sangue verrà quindi
inviata a un laboratorio per eseguire il test.
RDW come biomarcatore aspecifico (non solo anemia)
Un RDW alterato non è sempre legato esclusivamente alle anemie. Nella pratica clinica moderna, questo parametro viene considerato un indice aspecifico di variabilità eritrocitaria, che può aumentare anche in presenza di condizioni sistemiche.
Un RDW alto può infatti riflettere:
- stati infiammatori cronici
- stress ossidativo sistemico
- alterazioni metaboliche non ematologiche
Questo significa che il valore deve essere sempre interpretato nel contesto dell’intero emocromo e della condizione clinica del paziente, evitando conclusioni isolate.
RDW e interpretazione combinata dei parametri ematici
La corretta interpretazione del RDW alto richiede sempre un’analisi integrata con altri parametri dell’emocromo, in particolare:
- MCV (volume corpuscolare medio)
- MCH e MCHC (contenuto e concentrazione di emoglobina)
- Hb (emoglobina totale)
Pattern clinici più rilevanti:
-
RDW alto + MCV basso: sospetta anemia microcitica (es. carenza di ferro)
-
RDW alto + MCV alto: sospetta anemia macrocitica (es. deficit B12 o folati)
-
RDW alto + MCV normale: possibile fase iniziale o anemia mista
Questo approccio “pattern-based” è oggi fondamentale nella diagnostica ematologica moderna.
Anemia mista: una causa spesso sottovalutata
Un RDW elevato con MCV variabile può indicare la presenza di anemia mista, una condizione in cui coesistono più deficit contemporaneamente.
Le combinazioni più comuni includono:
- carenza di ferro + deficit di vitamina B12
- anemia da infiammazione + carenza nutrizionale
- condizioni croniche con alterazioni multiple del midollo
Questa situazione rende l’RDW particolarmente utile come indice precoce di disordine eritrocitario complesso.
Variabilità dell’RDW e limiti interpretativi
Il valore di RDW deve essere interpretato con cautela perché può essere influenzato da diversi fattori non patologici, tra cui:
- differenze tra strumenti di laboratorio
- fase di recupero da anemia
- gravidanza o variazioni fisiologiche
- terapie in corso (es. integrazione di ferro o vitamine)
Per questo motivo, l’RDW non va mai considerato un parametro isolato, ma sempre inserito nel quadro clinico completo.
RDW-SD vs RDW-CV nella pratica clinica
Esistono due principali modalità di misurazione:
-
RDW-CV: espresso in percentuale, più dipendente dall’MCV
-
RDW-SD: misura assoluta della dispersione dei globuli rossi
Nella pratica clinica moderna, l’RDW-SD è spesso considerato più stabile, perché meno influenzato dalle variazioni del volume medio cellulare.