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Paura di morire (tanatofobia)

Paura di morire (tanatofobia)
Curatore scientifico
Dr. Martina Valizzone
Specialità del contenuto
Psicologia

Tanatofobia o paura di morire: cos'è?

La parola tanatofobia deriva dal greco thanatos che significa morte, e phobos che significa paura, letteralmente “paura della morte”.

La tanatofobia è dunque un disturbo di natura psicologica che si manifesta attraverso la paura irrazionale di morire. Spesso associata ad altre problematiche quali i disturbi d’ansia, gli attacchi di panico, la depressione e l'ipocondria e spesso confusa con la necrofobia, che invece consiste in una paura intensa ed ossessiva scatenata dalla visione o possibile visione di un cadavere.

La paura della morte è un disturbo nevrotico che affligge milioni di persone in tutto il mondo, frequente per lo più nei paesi industrializzati in cui l’aspettativa di vita si è molto allungata.

A quale età si manifesta?

Solitamente i bambini non soffrono di questo disturbo in quanto, l’idea della morte è un concetto troppo astratto per loro e, quando manifesta, è per lo più rivolta agli altri, e non è vissuta come un pensiero intrusivo o ossessivo.

La tanatofobia è un disturbo che affonda le sue radici nella pre-adolescenza, quando il bambino diventato grande, inizia ad acquisire consapevolezza dei limiti propri ed altrui e che la morte è una parte naturale del percorso di vita e che riguarda tutti, senza eccezioni.

Queste prime preoccupazioni, possono poi tramutarsi a seguito di un trauma (come la perdita improvvisa di una persona cara) in una vera e propria fobia, caratterizzata da ansia estrema e pensieri ossessivi orientati in direzione dell’oggetto della propria paura. 

In alcuni casi particolari il timore di morire si manifesta durante particolari epoche della vita, è il caso della gravidanza e della vecchiaia. Alcune gestanti durante la gravidanza possono manifestare un’intensa paura di morire di parto. Il più delle volte questa particolare forma di tanatofobia si risolve con la nascita del bambino, ma può anche manifestarsi verso il termine della gravidanza, in questo caso il decorso della patologia è più complesso e potrebbe protrarsi fin dopo la nascita del bambino e richiedere quindi l’intervento di un professionista, psicologo o psichiatra, per essere risolta.

Nei soggetti anziani invece la tanatofobia è sollecitata dalla consapevolezza di essere giunti nella fase conclusiva del proprio ciclo vitale. Si tratta di una fase particolarmente delicata che necessita di comprensione e sostegno, onde evitare che questi soggetti possano sviluppare sintomi depressivi tali da indurli a chiudersi alla vita ed ai propri cari, come forma estrema di evitamento dell’oggetto fobico (la morte).

Quali sono le cause della paura della morte?

La ricerca non ha ancora una risposta definitiva a questa domanda, l’ipotesi più accreditata è quella che vede la coesistenza di fattori fisiologici (come l’uso di determinati farmaci o l’ipertiroidismo), psicologici e ambientali. I principali fattori psicologici in grado di innescare una così intensa paura di morire sono per lo più associati ad eventi traumatici mai risolti.

Altri fattori causali sono da ricondurre, come abbiamo accennato in precedenza, a particolari epoche della vita di una persona come la gravidanza e l’età avanzata, due momenti molto delicati, ma che, se seguiti in maniera adeguata, portano ad una remissione totale dei sintomi ansiosi. 

Paura di morire: quali i sintomi?

La tanatofobia si manifesta attraverso una paura intensa e irrazionale di morire. Questa condizione di forte angoscia, come nel caso delle altre fobie, è in grado di provocare attacchi di panico.

Un attacco di panico, a prescindere da quale sia lo stimolo che lo provoca, si manifesta attraverso sintomi fisici e psicologici, quali: sensazione di soffocamento e di morte imminente, tachicardia, dolore al petto, tremori, intensa sudorazione, paura di svenire, paura di perdere il controllo, derealizzazione e altri sintomi somatici.

I sintomi generalmente raggiungono il loro culmine molto rapidamente e la durata di un episodi di panico non supera i 10-15 minuti. Gli attacchi di panico di per sè non sono pericolosi, ciò che rimane al soggetto al termine della crisi è un’intensa paura che l’episodio possa ripetersi, ansia che porta il soggetto a sviluppare sintomi depressivi, esaurimento e tendenze all’isolamento.

Come liberarsi dalla paura di morire?

Il trattamento più efficace per liberarsi della tanatofobia è senza ombra di dubbio la psicoterapia.

La terapia psicologica, individuale o familiare, mira a comprendere le cause sottostanti la fobia e ad individuare i meccanismi di pensiero che innescano la reazione fobica e a sostituirli con schemi di pensiero e di comportamento più funzionali. Essa, inoltre, aiuta anche a capire come superare l'ansia ed affrontare la paura della morte.

Nei casi più severi, la psicoterapia è affiancata da un’adeguata terapia farmacologica, per lo più costituita da farmaci antidepressivi (SSRI oppure benzodiazepine), utili a prevenire o ridurre l’ansia anticipatoria di un altro eventuale attacco di panico, nonché l’intensità e la frequenza degli episodi ansiosi.

Quali sono i rimedi naturali per superare la paura di morire?

Se ciò non bastasse, è possibile affidarsi ad alcuni rimedi alternativi da affiancare al percorso terapeutico tradizionale hanno mostrato di avere una buona efficacia nel ridurre i sintomi ansiosi, tra questi citiamo:

Queste sono tutte pratiche utili a gestire gli stati d’ansia, a ridurre lo stress e a ristabilire il benessere psicofisico dell’individuo.

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