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Tromboflebite

Tromboflebite
Curatore scientifico
Dr. Gabriele Bertoni
Specialità del contenuto
Angiologia

Che cos'è la tromboflebite?

La tromboflebite è una condizione patologica che si verifica quando un coagulo (o trombo) occlude uno o più vasi. Solitamente si verifica a livello degli arti inferiori che si gonfiano notevolmente. In alcuni casi la tromboflebite può verificarsi a livello delle braccia o del collo.

Si tratta di una patologia benigna, superficiale e localizzata, ben diversa per sintomatologia, gravità e possibili conseguenze, dalla trombosi venosa profonda.

In caso di trombosi venosa profonda il coagulo si forma all’interno di vasi venosi profondi, appunto. Il rischio maggiore, che potrebbe addirittura portare alla morte, è la frantumazione di questo coagulo che, con il nome di “embolo, potrebbe migrare e spostarsi all’interno dei vasi sanguigni sino ai polmoni, provocando l’occlusione di un vaso a questo livello e causando quella che viene chiamata embolia polmonare

Quali sono le cause della tromboflebite?

La tromboflebite è causata da uno o più trombi, e i trombi si formano in conseguenza a tutto ciò che ostruisce una vena.
Diverse sono le cause che possono contribuire all'insorgenza di una tromboflebite:

  • La lenta circolazione del sangue nelle vene può derivare da una lunga immobilità, sia che si tratti di pazienti ricoverati sia che si tratti di persone che per stile di vita o lavoro mantengono una posizione seduta o sdraiata per un lungo periodo.
  • Lesioni alle pareti del vaso sanguigno, come l'endotelio venoso. Nella maggior parte causate da traumi, infezioni, aghi o agenti chemioterapici.
  • Disturbo ereditario della coagulazione.
  • Le vene varicose in gravidanza hanno un alto rischio di tromboflebite superficiale.

Quali sono i sintomi della tromboflebite?

Il primo sintomo di una flebite è una forte sensazione di calore e di dolore nella parte interessata. Spesso a questo si aggiunge rossore e gonfiore. 

Ma vediamo nello specifico: 

  • dolore lungo il decorso della vena, che appare come un cordoncino indurito e dolorante;
  • edema localizzato;
  • gonfiore dell'arto interessato;
  • arrossamento (eritema) e infiammazione della pelle; 
  • calore e dolore nella zona colpita.

Le vene diventano più facilmente visibili se si trovano sottopelle; se invece la vena colpita si trova in profondità la gamba si gonfia e inizia a far male. Alcuni soggetti manifestano anche delle linee di febbre, con crampi e tremore al braccio o alla gamba.  

Come si cura la tromboflebite?

Esistono vari tipi di trattamento per la cura di una tromboflebite:

  • antidolorifici a base di paracetamolo o anti-infiammatori (in questo caso bisogna però stare attenti perché gli antiinfiammatori possono interagire con gli anticoagulanti che a volte vengono prescritti dal medico per impedire al trombo di ingrossarsi.)
  • Bendaggio o calze elastiche.
  • Medicazione locale con crema a base di ossido di zinco, per lenire l’infiammazione cutanea.

Va ricordato che si tratta di una patologia benigna (in alcuni casi avviene a carico della vena utilizzata per un prelievo di sangue, o più spesso a livello di gavoccioli varicosi degli arti inferiori), che tende a risolversi spontaneamente nel giro di una decina di giorni, e che raramente richiede un intervento terapeutico importante.

  • Inoltre, sebbene l’apparenza possa essere a volte drammatica (soprattutto in quei pazienti che abbiano importanti varici agli arti inferiori), la tromboflebite è solo nel 1-3% dei casi dovuta ad una infezione.

Quali sono i rimedi naturali?

Non meno efficaci o possibili sono i rimedi naturali per combattere una tromboflebite. L'oleolito di calendula per esempio viene spesso usato per messaggiare la parte lesa come decongestionante.

Aiuta a contrastare l'infiammazione ed a lenire il dolore e la sensazione di calore. Altro rimedio da applicare è il natrum muriaticum, indicato soprattutto per la circolazione sanguigna che a causa del caldo o di una lunga esposizione al sole tende a peggiorare.

Non serve quindi prendere un antibiotico.

Come viene effettuata la diagnosi di tromboflebite?

La diagnosi di tromboflebite è principalmente clinica. Alcune volte ci si può basare sulla valutazione di esami diagnostici quali:

Cosa è la tromboflebite emorrodiaria?

La tromboflebite emorrodiaria è una complicanza acuta delle emorroidi. È dovuta ad una formazione di un trombo all'interno del gavacciolo emorroidario che provoca l’infiammazione degli stessi. Di solito è causata da un eccessivo sforzo durante la defecazione che può provocare infiammazione, gonfiore e dolore acuto. Di solito si cura spontaneamente, ma il decorso è abbastanza lungo.

Come? Regolarizzando le funzioni intestinali e utilizzando prodotti ad azione locale, come pomate o farmaci per via orale. Nei casi più gravi si procede ad intervento chirurgico, con l'asportazione del trombo

Quali sono i fattori di rischio per la tromboflebite?

Il rischio di tromboflebite aumenta in caso di:

  • Lunghi periodi di inattività o immobilità degli arti.
  • Presenza di alcuni tipi di tumore, come il tumore al pancreas, che immettono in circolo sostanze che incentivano la coagulazione sanguigna
  • Diabete
  • Soggetti che hanno già avuto un ictus con paralisi degli arti superiori o inferiori
  • Presenza di pacemaker o dispositivi che potrebbero contribuire all’occlusione del vaso sanguigno in cui sono impiantati
  • Gravidanza, periodo in cui la pressione delle vene del bacino e delle gambe è aumentata
  • Utilizzo di terapie ormonali sostitutive, che favoriscono la coagulazione sanguigna
  • Familiarità per i disturbi della coagulazione
  • Sovrappeso o obesità
  • Presenza di vene varicose
  • Soggetti fumatori
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