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La clamidia è una malattia sessualmente trasmissibile?

Ho scoperto che il mio compagno ha la clamidia: si tratta di una malattia che si può trasmettere attraverso i rapporti sessuali? Cosa si può fare?

La clamidia è una malattia infettiva molto diffusa tra gli adolescenti e i giovani adulti. È causata dal batterio Chlamydia trachomatis, che si trasmette generalmente attraverso rapporti sessuali vaginali, anali e orali non protetti.

I sintomi dell'infezione non sono sempre riconoscibili da chi ne è affetto oppure vengono confusi per disturbi di altro genere. Inoltre, ha un periodo di incubazione da 1 a 3 settimane. Questa finestra di tempo è pericolosa, poiché in questa fase si può trasmettere l'infezione ad altri senza esserne consapevoli.

Se sottovalutata e non trattata, l'infezione predispone a complicanze molto serie per l'apparato riproduttivo. Nella donna, in particolare, l'infezione induce un'infiammazione della cervice, che può evolvere nella malattia infiammatoria pelvica (PID).

Negli uomini, invece, la clamidia può provocare uno stato infiammatorio dell'area genitale, con il rischio che l'infezione si estenda anche alla prostata o ad altri organi.

La clamidia si contrae con qualsiasi forma di rapporto sessuale non protetto (dal coito alla fellatio, dai rapporti anali al cunnilingus).

Tra i fattori di rischio ci sono la promiscuità sessuale e la coesistenza di altre malattie sessualmente trasmesse, come la gonorrea, la tricomoniasi e le infezioni da Ureaplasma.

L'utilizzo del preservativo riduce in modo significativo il rischio di contagio.

Considerata la natura batterica dell'infezione, la clamidia viene trattata con antibiotici da soli o in combinazione. La terapia va stabilita in base ai risultati dell'antibiogramma effettuato durante le analisi microbiologiche; con questo test, si valuta la suscettibilità del batterio a vari tipi di antibiotici, in modo da identificare il farmaco più efficace.

La terapia dev'essere seguita in modo corretto e scrupoloso, attenendosi alle istruzioni del medico per evitare ricadute e la comparsa di pericolose resistenze agli antibiotici.

Il trattamento va seguito da tutti i partner sessuali avuti fino a 60 giorni prima per evitare il cosiddetto effetto ping-pong ovvero il passarsi reciprocamente la malattia. 

Durante il trattamento, è importante che il paziente si astenga dai rapporti sessuali fino alla completa guarigione e che porti al termine il trattamento, evitando di sospenderlo dopo i primi miglioramenti. 
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Risposta a cura di:
Dr.ssa Silvia Bertolotti
Dr.ssa Silvia Bertolotti
Milano - Via Stefano Jacini, 4
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