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Rettocele

Rettocele
Curatore scientifico
Dr. Gianfranco Blaas
Specialità del contenuto
Ginecologia

Cos'è il rettocele?

Il rettocele è una protuberanza che si forma nella parete anteriore del retto spingendo sulla parte posteriore della vagina. Il retto è la parte terminale del colon o intestino crasso. Questo problema è molto comune e spesso non causa nessun sintomo. Altri organi pelvici possono protrudere nella vagina, compresi la vescica (cistocele) e l’intestino tenue (enterocele), provocando dei problemi molto simili.

Quali sono le cause?

Il rettocele è solitamente causato da un assottigliamento del setto retto-vaginale (il tessuto che rimane tra il retto e la vagina) e, soprattutto, dall’indebolimento dei muscoli del pavimento pelvico.

Esistono diverse cause che possono portare all’indebolimento del pavimento pelvico e queste comprendono:

  • parto vaginale;
  • traumi causati da un parto vaginale (e.g. utilizzo del forcipe o del vacuum extractor o ventosa, ferite o episiotomia, cioè il taglio chirurgico dell’area tra la vagina e l’ano prima del parto);
  • storia di costipazione cronica;
  • chirurgia ginecologica o rettale che non abbia tenuto conto delle formazioni muscolari che compongono il pavimento pelvico.

Sintomi rettocele

La maggior parte delle persone con un piccolo rettocele non accusano nessun sintomo. Quando il rettocele diventa più importante, solitamente si può notare una protuberanza nella vagina. 

Sintomi rettali:

  • difficoltà nella defecazione;
  • feci che rimangono bloccate nel rettocele;
  • necessità di spingere la vagina o lo spazio tra la vagina ed il retto per andare in bagno;
  • sforzo per evacuare;
  • urgenza di defecare più volte al giorno;
  • costipazione;
  • dolore rettale.

Sintomi vaginali:

  • dolore durante un rapporto (dispareunia);
  • sanguinamento vaginale;
  • sensazione di pienezza nella vagina.

Rettocele e cistocele

Rettocele e cistocele fanno parte della stessa famiglia dei disturbi del pavimento pelvico, in cui si verifica un prolasso della vescica, dell’uretra, dell’intestino, del retto, dell’utero. È molto comune che queste problematiche si verifichino insieme.

Rettocele e rapporti sessuali

Il prolasso e il sesso spesso inducono le donne a sentirsi imbarazzate e inutilmente autocoscienti. Il prolasso può essere particolarmente difficile per la fiducia di una donna con la sua l'intimità, soprattutto quando si entra in una nuova relazione. 

Come migliorare i rapporti sessuali avendo un prolasso vaginale:

  • Utilizzare un lubrificante di buona qualità. Il prolasso è associato all’assottigliamento delle pareti vaginali. Utilizzare i migliori ingredienti lubrificanti e assicurarsi che si sia ben lubrificati contribuirà a proteggere i tessuti interni durante il rapporto.
  • Eseguire esercizi per il pavimento pelvico regolarmente. Fare esercizi regolari del pavimento pelvico possono aiutare l'eccitazione sessuale di una donna e la sua capacità di raggiungere l'orgasmo. Gli esercizi per il pavimento pelvico (esercizi di Kegel) aiuteranno anche a migliorare il supporto muscolare del pavimento pelvico per i tessuti prolassati e possono aiutare a ridurre i sintomi del prolasso e incoraggiare la parte terminale dll’intestino a spostarsi più in alto nel bacino.

Qual è la cura?

Il trattamento del rettocele è necessario solo quando i sintomi del paziente interferiscono con la vita quotidiana. Prima di ogni trattamento, il medico saprà valutare se i sintomi siano legati esclusivamente al rettocele.

Esistono due tipi di opzioni per la cura, il trattamento chirurgico e quello non chirurgico. La maggior parte dei sintomi si può risolvere con il trattamento non chirurgico, tuttavia, dipende dalla gravità della situazione. 

Trattamento non chirurgico:

L’obiettivo è quello di raggiungere l’equilibrio nelle abitudini quotidiane relative all’evacuazione e di ammorbidire le feci così da evitare costipazione e sforzi, riducendo il rettocele.

I consigli del medico sono:

  • consumare una dieta ricca di fibre e assumere integratori alimentari di fibre (25-35 grammi al giorno);
  • bere più acqua (tipicamente 6-8 bicchieri al giorno);
  • evitare un eccessivo sforzo durante la defecazione;
  • applicare una pressione nella parte posteriore della vagina durante l’evacuazione;
  • seguire esercizi di rafforzamento del pavimento pelvico (Kegel);
  • fare “biofeedback”, una specifica forma di terapia fisica del pavimento pelvico che mira a migliorare la sensazione rettale e la contrazione dei muscoli del pavimento pelvico;
  • consumare agenti che ammorbidiscano le feci;
  • può essere d’aiuto il seguire una terapia ormonale sostitutiva.

Intervento per il rettocele

Il trattamento chirurgico del rettocele deve essere preso in considerazione solamente quando i metodi non chirurgici non hanno risolto o migliorato i sintomi e la condizione continua quindi ad interferire con la vita quotidiana del paziente.

L’intervento può essere eseguito per via addominale, rettale o vaginale. La scelta della procedura dipende dalla dimensione del rettocele, da una attenta analisi di quale parte del pavimento pelvico è la meno efficiente e dai sintomi.

L’obiettivo dell’intervento è quello di:

  • rimuovere il tessuto in eccesso dovuto al rettocele;
  • rinforzare la parete che divide il retto dalla vagina con tessuto circostante o tramite una rete apposita;
  • sospendere (in casi di prolasso di quasi tutto il colon) l’intestino stesso al promontorio dell’osso sacro, con punti od una protesi e, quindi, richiudere lo spazio che è posto tra retto e parete vaginale posteriore (spazio del Douglas);
  • l’intervento per via rettale (o Plastica sec Starr) consiste nell’usare una suturatrice meccanica che ha lo scopo di togliere la mucosa rettale in eccesso e suturare la parete intestinale). Non ha indicazione quando il prolasso è eccessivo.

È necessario che venga data dal chirurgo e compresa dal paziente la motivazione sulla scelta del tipo di intervento e la possibilità che, in alcuni casi, non si ottenga il risultato atteso.

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