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Rettocele

Rettocele
Curatore scientifico
Dr. Gianfranco Blaas
Specialità del contenuto
Ginecologia

Cos'è il rettocele

Il rettocele è una protuberanza che si forma nella parete anteriore del retto spingendo sulla parte posteriore della vagina. Il retto è la parte terminale del colon o intestino crasso. Questo problema è molto comune e spesso non causa nessun sintomo.

Nelle donne, la vagina è separata dal retto da una parete solida di tessuto resistente e fibroso. A volte tale parete si indebolisce, e parte del retto si rigonfia, prolassando all'interno dell'utero. Questo rigonfiamento è appunto chiamato rettocele.

Alcune condizioni possono aumentare il rischio di sviluppare un rettocele, tra cui stitichezza cronica, tosse cronica, e qualsiasi attività che possa causare pressione sul pavimento pelvico.

Poiché i rettoceli spesso non causano alcun sintomo, è difficile per i medici determinare esattamente quanto spesso essi si verifichino. Il rettocele nelle donne adulte è comunque ma lo è ancora di più nelle donne anziane che hanno avuto parto vaginale multiplo.

Una donna con un rettocele è anche probabile che abbia condizioni correlate, tra cui un cistocele (ossia un rigonfiamento anormale della vescica attraverso una debolezza nella parete vaginale anteriore) e prolasso uterino (cedimento anomalo dell'utero nella vagina a causa della perdita del suo supporto pelvico).

Altri organi pelvici possono protrudere nella vagina, compresi la vescica (cistocele) e l’intestino tenue (enterocele), provocando dei problemi molto simili.

Rettocele anteriore

Il rettocele anteriore descrive la condizione di sfiancamento della parete rettale anteriore, con una formazione di una sacca nei pressi della vagina. Esso può essere di vari gradi ( da 1° a 4°) a seconda delle dimensioni.

Il rettocele è secondario a una sindrome da defecazione ostruita, dovuta quasi sempre a un prolasso rettale interno. Tale ostruzione aumenta la pressione rettale con conseguente sfiancamento della parete.

Sintomi di rettocele

I sintomi di un piccolo rettocele sono nella maggior parte delle persone pressoché nulli. Quando il rettocele diventa più importante, solitamente si può notare una protuberanza nella vagina. 

I sintomi rettali di rettocele includono:

  • difficoltà nella defecazione;
  • feci che rimangono bloccate nel rettocele;
  • necessità di spingere la vagina, o lo spazio tra la vagina e il retto, per poter evacuare;
  • sforzo per evacuare;
  • urgenza di defecare più volte al giorno;
  • costipazione;
  • dolore rettale.
I sintomi vaginali di rettocele, invece, prevedono:

Cause del rettocele

Il rettocele è solitamente causato da un assottigliamento del setto retto-vaginale (il tessuto che rimane tra il retto e la vagina) e, soprattutto, dall’indebolimento dei muscoli del pavimento pelvico.

Esistono diverse cause dell’indebolimento del pavimento pelvico e queste comprendono:

  • parto vaginale;
  • traumi causati da un parto vaginale (per esempio, utilizzo del forcipe o del vacuum extractor o della ventosa, ferite o episiotomia, cioè il taglio chirurgico dell’area tra la vagina e l’ano prima del parto);
  • storia di costipazione cronica;
  • chirurgia ginecologica o rettale che non abbia tenuto conto delle formazioni muscolari che compongono il pavimento pelvico.

Rettocele e cistocele

In generale, rettocele e cistocele fanno parte della stessa famiglia dei disturbi del pavimento pelvico, in cui si verifica un prolasso della vescica, dell’uretra, dell’intestino, del retto, dell’utero. È molto comune che queste problematiche si verifichino insieme.

Rettocele e rapporti sessuali

Il prolasso uterino e il sesso sono spesso incompatibili perché portano le donne a sentirsi imbarazzate e inutilmente autocoscienti. Il prolasso può essere particolarmente difficile per la sicureza di una donna con la sua l'intimità, soprattutto quando si entra in una nuova relazione. 

Come migliorare i rapporti sessuali dopo un prolasso vaginale:

  • Utilizzare un lubrificante di buona qualità – Il prolasso è associato all’assottigliamento delle pareti vaginali. Utilizzare i migliori ingredienti lubrificanti e assicurarsi che si sia ben lubrificati contribuirà a proteggere i tessuti interni durante il rapporto.
  • Eseguire esercizi per il pavimento pelvico – Gli esercizi per il pavimento pelvico vanno eseguiti regolarmente. Possono contribuire positivamente all'eccitazione sessuale di una donna e alla sua capacità di raggiungere l'orgasmo. Gli esercizi per il pavimento pelvico (esercizi di Kegel) aiuteranno anche a migliorare il supporto muscolare del pavimento pelvico per i tessuti prolassati e possono aiutare a ridurre i sintomi del prolasso e incoraggiare la parte terminale dell’intestino a spostarsi più in alto nel bacino.

Diagnosi di rettocele

Per eseguire una corretta diagnosi di rettocele, il medico si informerà sul numero di parti vaginali avuti e su tutti i problemi correlati come perdite vaginali anomale. Dopo aver esaminato i sintomi rettali e vaginali del rettocele, il medico può anche informarsi su eventuali problemi urinari, che suggeriscono la presenza di cistocele oltre che di rettocele.

Indispensabile poi, per una diagnosticare il rettocele accuratamente, è l'esecuzione di una defecografia dinamica. Si tratta di un esame radiologico che esamina il canale anale e i suoi collegamenti con coccige e pube.

Nella maggior parte dei casi, poi, il medico può confermare la diagnosi di rettocele grazie a un esame ginecologo e uno rettale. In particolare, l'esame rettale consiste nello sforzo di defecazione: questa manovra causa il rigonfiamento del rettocele e consente quindi al medico di osservarne le dimensioni e la localizzazione nella vagina. In alcuni centri medici, possono inoltre essere eseguiti esami di imaging del retto, per delineare le dimensioni e la posizione del rettocele.

Cura per il rettocele

Il trattamento del rettocele è necessario solo quando i sintomi di rettocele interferiscono con la vita quotidiana del paziente. Prima di ogni trattamento, il medico saprà valutare se i segni siano legati esclusivamente al rettocele.

Esistono due tipi di opzioni per la cura, il trattamento chirurgico e quello non chirurgico. La maggior parte dei sintomi si può risolvere con il trattamento non chirurgico, tuttavia, dipende dalla gravità della situazione.

In ogni caso, l'unico trattamento valido per il rettocele è l'asportazione del prolasso rettale interno per via transanale; questo intervento, infatti, risolve il problema dell'ostruita defecazione.

Trattamento non chirurgico per rettocele

L’obiettivo è quello di raggiungere l’equilibrio nelle abitudini quotidiane relative all’evacuazione e di ammorbidire le feci così da evitare costipazione e sforzi, riducendo il rettocele.

I consigli del medico sono:

  • consumare una dieta ricca di fibre e assumere integratori alimentari di fibre (25-35 grammi al giorno);
  • bere più acqua (tipicamente 6-8 bicchieri al giorno);
  • evitare un eccessivo sforzo durante la defecazione;
  • applicare una pressione nella parte posteriore della vagina durante l’evacuazione;
  • seguire esercizi di rafforzamento del pavimento pelvico (Kegel);
  • fare “biofeedback”, una specifica forma di terapia fisica del pavimento pelvico che mira a migliorare la sensazione rettale e la contrazione dei muscoli del pavimento pelvico;
  • consumare agenti che ammorbidiscano le feci;
  • può essere d’aiuto il seguire una terapia ormonale sostitutiva.

Intervento per il rettocele

Il trattamento chirurgico del rettocele deve essere preso in considerazione solamente quando i metodi non chirurgici non hanno risolto o migliorato i sintomi e la condizione continua quindi ad interferire con la vita quotidiana del paziente.

L’intervento può essere eseguito per via addominale, rettale o vaginale. La scelta della procedura dipende dalla dimensione del rettocele, da una attenta analisi di quale parte del pavimento pelvico è la meno efficiente e dai sintomi.

L’obiettivo dell’intervento è quello di:

  • rimuovere il tessuto in eccesso dovuto al rettocele;
  • rinforzare la parete che divide il retto dalla vagina con tessuto circostante o tramite una rete apposita;
  • sospendere (in casi di prolasso di quasi tutto il colon) l’intestino stesso al promontorio dell’osso sacro, con punti od una protesi e, quindi, richiudere lo spazio che è posto tra retto e parete vaginale posteriore (spazio del Douglas);
  • l’intervento per via rettale (o Plastica sec Starr) consiste nell’usare una suturatrice meccanica che ha lo scopo di togliere la mucosa rettale in eccesso e suturare la parete intestinale). Non ha indicazione quando il prolasso è eccessivo.
È necessario che venga data dal chirurgo e compresa dal paziente la motivazione sulla scelta del tipo di intervento e la possibilità che, in alcuni casi, non si ottenga il risultato atteso.

Rettocele: convalescenza

Dopo una operazione per rettocele, avviene una modifica dell’ampolla rettale, il che comporta una modifica della morfologia dell’ampolla rettale stessa. Ciò significa che dopo un intervento per rettocele si possa riscontrare urgenza defecatoria.

La impellente necessità di evacuazione può spesso essere così forte da essere scambiata per incontinenza. L'ampolla rettale dunque, dopo l'intervento, possiede una capacità di ridotta di contenere un normale quantitativo di feci, al punto che la loro presenza anche minima suscita l'impellenza defecatoria.

Tale fenomeno però tende a ridursi, in un periodo che va dal primo mese ai sei mesi post-operatori.
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