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Spondilosi

Spondilosi
Curatore scientifico
Lorenzo Bichi
Specialità del contenuto
Fisioterapia

Cosa significa spondilosi

La spondilosi o artrosi spinale è una tipologia di artrite che colpisce la colonna vertebrale. Essa si verifica quando i dischi e le articolazioni vertebrali degenerano o quando gli speroni ossei crescono sulle vertebre, oppure in entrambi i casi.

Tali cambiamenti possono compromettere il movimento della colonna vertebrale, modificare in senso negativo la perfusione ematica della rachide ed indurre una sofferenza nel nutrimento e trofismo delle strutture nervose e muscolari. 

  • Spondilosi cervicale, che colpisce appunto le vertebre cervicali
  • Spondilosi toracica, che si verifica al centro della colonna vertebrale.
  • Spondilosi lombare, che insorge nella parte bassa della schiena, colpendo le cinque vertebre della zona lombari; se poi la spondilosi si estende oltre le ultime vertebre lombari includendo le prime sacrali si parlerà allora di spondilosi lombo-sacrale.
Gli effetti della spondilosi possono variare da paziente a paziente, ma solitamente non sono particolarmente gravi: rigidità e dolore, infatti, vanno e vengono. 

Spondilosi: sintomi

La maggior parte delle persone che soffrono di spondilosi dovuta all'avanzamento dell'età non accusano sintomi; altre, invece, lamentano sintomi intermittenti mentre in altri ancora è un movimento improvviso a originare la sintomatologia.

Tra i più comuni sintomi di spondilosi si ricordano dolore di lieve entità, che tende per esempio a peggiorare in seguito a lunghi periodi di sedentarietà, e rigidità; frequentemente accompagnati da gonfiore che si concentra nel settore più in basso dall’origine del fastidio, a causa della distribuzione delle forze sul giunto della schiena, che tende ad accumularsi verso il basso per gravità ed attività ripetute come il cammino e la prolungata stazione eretta. 

I sintomi di spondilosi più gravi includono invece:
 

Cause di spondilosi

Tra le principali cause di spondilosi vi è la degenerazione articolare che inizia durante la vecchiaia. Con il naturale processo di invecchiamento, infatti, i dischi intervertebrali si assottigliano e divengono più duri, perdendo la capacità di ammortizzare l'impatto delle ossa. Per questo motivo, una persona anziana rischia più di un giovane di sperimentare una frattura da compressione ossea.

Tale frattura da compressione dipende da un collasso osseo all'interno della colonna vertebrale, spesso causato dalla modificazione del contenuto di acqua e delle componenti liquido – viscose dei dischi intervertebrali, ed è un fattore di rischio dell'osteoporosi. Anche le articolazioni vertebrali tendono a perdere la loro funzionalità con l'avanzare dell'età e con l'usura delle cartilagini.

L'erosione cartilaginea, infatti, causa l'attrito tra le ossa che,  a sua volta, causa la formazione di speroni ossei. In generale, dunque, la perdita di tono dei dischi intervertebrali e la formazione di speroni ossei tendono a irrigidire la colonna vertebrale, limitandone i movimenti.
 
Altre cause di degenerazione articolare possono includere: 

Spondilosi: come si diagnostica

La diagnosi di spondilosi inizia con una anamnesi medica e un esame obiettivo, con il supporto di alcuni esami strumentali,  rappresentati principalmente da radiografie ed ecografie.

Tramite l'anamnesi si cerca di comprendere se il paziente: 

  • ha familiarità con patologie alla colonna vertebrale;
  • soffre di lupus, spina bifida, artrite reumatoide o spondilite anchilosante;
  • assume posture scorrette a causa di lordosi, cifosi o scoliosi;
  • è andato incontro a traumi vertebrali; 
  • svolge un lavoro particolarmente pesante e che affatica la colonna.
L'esame obiettivo mira a raccogliere i segni e sintomi della spondilosi. Viene indagato prevalentemente il dolore, facendo caso a cosa lo scatena, quando compare, cosa riesce a lenirlo, se è continuo o intermittente, e così via ed anche il conseguente cambiamento nella mobilità mediante manovre manuali passive e brevi test di movimenti attivi.

Ulteriori esami strumentali che costituiscono un corollario nella diagnosi della spondilosi includono:

Spondilosi: cosa fare

Nella maggior parte dei casi, non è necessario un trattamento per la spondilosi in quanto si presenta soltanto rigidità occasionale e lieve dolore, che non necessitano di una vera e propria terapia. Altri casi, però, richiedono una attenzione più mirata.

Rimedi naturali per la spondilosi

Si tratta di risorse poco invasive ma efficaci a cui ricorrere in caso di dolore da medio a lieve. Esse includono:

  • Antidolorifici da banco – Gli antinfiammatori non steroide (FANS), come l'ibuprofene, potrebbero aiutare a gestire il dolore.
  • Mantenersi fisicamente attivi –  Attività come nuotare o camminare possono aiutare a mantenere la flessibilità e rafforzare i muscoli che sostengono la colonna vertebrale, anche se qualora la spondilosi scaturisse da una situazione di scoliosi, il nuoto è fortemente sconsigliato. 
  • Migliorare la postura – Posture scorrette e cadenti, infatti, possono peggiorare il dolore.
  • Fisioterapia – Un fisioterapista può praticare movimenti specifici e suggerire esercizi appositi per migliorare la condizione.
  • Ricorrere a un supporto per la schiena – Una sedia ergonomica o un materasso specifico possono contribuire a migliorare la postura vertebrale.
Inoltre, alcuni pazienti possono ricorrere alle seguenti soluzioni per gestire i sintomi come:

Medicine per la spondilosi

Infine, in caso di dolore grave o persistente, il medico può prescrivere:

  • farmaci antidolorifici;
  • miorilassanti, per ridurre gli spasmi;
  • farmaci che alleviano il dolore nervoso;
  • creme per uso topico;
  • farmaci steroidei, sia in pillole che in iniezione, per quando il dolore è particolarmente intenso.
È fondamentale seguire le indicazioni dello specialista nella somministrazione dei farmaci.

Spondilosi e operazioni chirurgiche


In casi particolarmente gravi, per esempio in cui il paziente sperimenta incontinenza, grave intorpidimento e debolezza, si può ricorrere alla chirurgia, che dipenderà dalla tipologia e dalla localizzazione del problema.

L'intervento chirurgico potrebbe comportare la rimozione di un disco o di una porzione ossea che preme contro i nervi circostanti; oppure, si potrebbe sostituire un disco vertebrale danneggiato con uno artificiale.
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