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Disartria

Disartria
Curatore scientifico
Dr. Domenico Giuseppe Bozza
Specialità del contenuto
Neurologia

Cosa è la disartria?

La disartria è la difficoltà nel parlare che può essere il risultato di problemi alla parte del cervello o ai nervi che controllano i muscoli facciali e le corde vocali necessarie per il discorso. Allo stesso modo, le malattie muscolari e le condizioni patologiche che influiscono sulla funzionalità di mascelle, denti e bocca, possono causare la disartria.

La disartria è un disturbo motorio del linguaggio, non associato alla compromissione delle funzioni simboliche.

Questo disturbo è dovuto ad un malfunzionamento a carico del movimento dei muscoli che consentono la produzione del linguaggio, quindi include le labbra, la lingua, le corde vocali e  il diaframma.

Il tipo e la severità del disturbo dipendono da quale area del sistema nervoso è stata danneggiata. La disartria è dunque un disturbo che interessa principalmente l’esecuzione del movimento.

Quali sono le cause della disartria?

Alcune condizioni che influenzano il discorso e causano disartria sono presenti alla nascita, come le anomalie anatomiche congenite, mentre altre sono il risultato di malattie metaboliche, infezioni, tumori o lesioni. Anomalie delle corde vocali causate da:

  • infiammazione
  • polipi
  • cisti
  • tumori

Le persone con disartria mostrano biascicamento e possono avere problemi di deglutizione.

Quali sono le cause della disartria?

La disartria è causata da una lesione al cervello. Può essere presente sin dalla nascita, come nel caso della paralisi cerebrale o della distrofia muscolare, o al contrario può verificarsi nel corso della vita a causa di diverse patologie tutte a carico del sistema nervoso, quali:

Quali sono i sintomi?

Un soggetto affetto da disartria solitamente manifesta un linguaggio caratterizzato dai seguenti tratti distintivi:
 

  • Biascicare costante che rende il discorso di difficile interpretazione;
  • Lentezza dell’eloquio;
  • Eloquio veloce ma con parole biascicate;
  • Movimenti limitati di lingua, labbra e mascella;
  • Ritmi anomali;
  • Cambiamenti nel tono della voce, come ad esempio voce rauca o ansimante o ancora produzione di suoni nasali.

Come viene diagnosticata?

Un terapista del linguaggio può diagnosticare questo disturbo e determinare la gravità dello stesso. Lo specialista guarda i movimenti delle labbra, della lingua e della faccia così come la respirazione e la qualità della voce. 

La diagnosi di disartria viene effettuata dal medico neurologo che, grazie ad una TAC encefalo e all’esame obiettivo neurologico, effettua la diagnosi definendone cause e caratteristiche.

La difficoltà e compromissione del linguaggio invece può essere valutata da un logopedista. Una volta diagnosticato il tipo di disartria si sviluppa un piano terapeutico ad personam per migliorare le abilità di linguaggio del soggetto colpito da disartria.

Il logopedista si occupa di valutare il movimento delle labbra, della lingua e del volto, così come il respiro e la qualità del tono di voce.

Quanto è comune la disartria?

Non ci sono dati sull’incidenza della disartria nella popolazione generale.

Questo è principalmente dovuto al fatto che le cause della disartria possono essere molteplici ed è quindi difficile riuscire a condurre studi di natura statistica su questa patologia.

Quanti tipi di disartria esistono?

Esistono varie tipologie di disartria che vengono classificate in base alla sede della lesione: disartria flaccida, spastica, atassica, ipocinetica, ipercinetica e mista.

Come si cura?

I trattamenti vengono stabiliti in base alla causa, al tipo e alla severità dei sintomi.

Il logopedista, attraverso trattamenti individualizzati cercherà di lavorare al miglioramento delle abilità comunicative del paziente, scegliendo i metodi di lavoro più idonei in base alle attitudini del soggetto.

I possibili obiettivi di un intervento logopedico possono essere:

  • Rallentare la velocità del discorso;
  • Migliorare il respiro così che il soggetto possa parlare più ad alta voce;
  • Rinforzare i muscoli;
  • Aumentare i movimenti di labbra e lingua;
  • Migliorare la produzione dei suoni per renderli più chiari;
  • Insegnare a familiari o insegnanti la strategia più efficace per comunicare meglio con la persona affetta da disartria;

In casi molto gravi, vengono insegnati metodi di comunicazione alternativa; metodi come gesti, lavagne o software per computer utili a sopperire alle gravi difficoltà di linguaggio.

Sono efficaci i trattamenti per la disartria?

Sono diversi gli studi che descrivono in maniera chiara i benefici dei trattamenti sopraelencati, usati per migliorare le difficoltà di linguaggio delle persone affette da disartria.

Consigli su come migliorare la comunicazione con una persona affetta da disartria.

È importante che sia l’interlocutore, sia la persona affetta da disartria lavorino insieme per cercare delle strategie efficaci per migliorare la qualità della propria conversazione.

Ecco una lista di consigli

Iniziamo con quelli destinati alle persone che soffrono di disartria:

  • introducete l’argomento usando una sola parola o frase breve, prima di iniziare a parlare con frasi piu lunghe e articolate;
  • verificate di tanto in tanto che l’interlocutore abbia compreso ciò che avete detto;
  • parlate lentamente e fate pause frequenti;
  • cercate di limitare le conversazioni quando vi sentite stanchi o agitati;
  • aiutatevi con la gestualità;
  • tenete presente che se la persona affetta da disartria è un bambino, questo potrebbe avere bisogno di qualcuno (ci riferiamo agli adulti di riferimento, genitori o insegnanti) che gli ricordi di mettere in atto queste strategie fino alla completa acquisizione di queste regole.

Consigli per l'interlocutore:

  • ridurre le distrazioni e il rumore di sottofondo;
  • prestare attenzione alla persona che sta parlando;   
  • guardare la persona mentre parla;
  • far sapere all’interlocutore se non si è in grado di comprendere il discorso;
  • ripetere solo la parte del messaggio che avete capito in modo tale che chi parla non debba ripetere tutto il messaggio;
  • non finire frasi o correggere gli errori della persona che sta parlando;
  • se non comprendete il messaggio, fate domande o fatevi scrivere dall'interlocutore quanto stava dicendo.
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