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Perdite vaginali

Perdite vaginali
Curatore scientifico
Dr. Gianfranco Blaas
Specialità del contenuto
Ginecologia

Cosa si intende per perdite vaginali

Le perdite vaginali sono le secrezioni che fuoriescono dalla vagina.

Questi liquidi vengono prodotti dalle ghiandole della parete vaginale e della cervice uterina, oltre a ghiandole accessorie poste vicino all’ingresso della vagina e che includono le ghiandole di Skene e le ghiandole di Bartolino.

Il loro scopo complessivo è di mantenere la vagina pulita e lubrificata, con la necessaria acidità dell’ambiente, in modo che non si sviluppino microbi o funghi patogeni. Per favorire l’acidità ambientale è necessaria la presenza anche di batteri fisiologicamente presenti, come il Bacillo di Doderlein.

Una minima quantità di perdite è fisiologica se corrisponde a circa 3 millilitri giornalieri (corrispondente circa a un cucchiaino da tè) e se si presenta di colore bianco o trasparente.

Le perdite possono essere più evidenti in momenti diversi del mese, soprattutto in corrispondenza dell’ovulazione, prima che si avvii il flusso mestruale, e dipende anche dall’attività sessuale e dall'eventuale ricorso a contraccettivi.

Durante il ciclo ovarico, che dura da 21 a 35 giorni, si presentano perdite di sangue fisiologiche e normali dette mestruazioni; la loro durata varia da pochi giorni a una settimana. Le perdite vaginali sono un fenomeno normale e sano in tutte le donne.

Il muco vaginale è prodotto dal collo dell’utero e varia a seconda del periodo del ciclo mestruale. Solitamente, le perdite vaginali non hanno un forte odore o un colore. Nel caso in cui le perite vaginali cambino colore o presentino un odore sgradevole possono essere un segno di un’infezione vaginale.

Perdite vaginali bianche anomale

Le perdite vaginali bianche e filamentose sono normali se si presentano prima o dopo il ciclo mestruale. Possono essere anormali se accompagnate da sintomatologia; alcune cause possibili sono:

  • Candidosi − La candidosi è un'infezione dovuta ai funghi del genere candida. Si manifesta con prurito, arrossamento intenso della mucosa e dei genitali esterni, sino alla piega inguinale e gonfiore; la perdita ha consistenza quasi solida: può apparire come latte cagliato o con consistenza quasi solida. È necessario un trattamento adeguato.
  • Vaginosi batterica − La vaginosi batterica è dovuta a uno squilibrio ormonale dei batteri presenti a nella vagina. Si manifesta se il colore è bianco-grigio e l'odore è pungente e di pesce (positività del fish odor test), in particolar modo dopo il rapporto sessuale. È necessario un trattamento con antibiotici mirati, prescritti in seguito alla visita medica e al risultato di un tampone vaginale.

Perdite vaginali gialle o verdi

Le perdite vaginali gialle o verdi che si presentano schiumose e/o gelatinose e dall'odore pungente possono indicare la presenza di tricomoniasi. Spesso sono accompagnate da una sintomatologia che comprende:

  • dolore, talvolta anche quando si urina;
  • gonfiore;
  • prurito vaginale.
Spesso, le perdite vaginali verdi possono dipendere da una malattia sessualmente trasmissibile causata da un protozoo che infetta la vagina e le vie urinarie.

Il trattamento più comune comprende l'assunzione di un antibiotico mirato, prescritto in seguito alla visita medica. Il trattamento, anche con prodotti per via orale, così come per le candidosi, va eseguito anche dall’eventuale partner.

Perdite vaginali scure e maleodoranti

Le perdite vaginali di colore scuro e maleodoranti sono sintomo di una infiammazione in corso nella zona vaginale e del collo dell'utero o possono dipendere da un'infezione che altera l’equilibrio della flora batterica della vagina.

Le perdite vaginali maleodoranti possono essere causate da micosi vaginale, nota anche come infezione da Candida albicans. A questo sintomo si aggiungono anche:

Le perdite vaginali marroni possono comparire per varie motivazioni e in tempi diversi della vita di una donna. Talvolta, le perdite marroni sono in realtà perdite sanguigne non abbondanti e che dipendono da diverse cause, ma non per forza indice di una patologia.

Il colore marrone dipende dal sangue che dona alle secrezioni la caratteristica pigmentazione scura, che è frutto del processo di ossidazione dell'emoglobina.

Esse non dipendono però da perdite mestruali, perché si verificano in realtà nel periodo intermestruale, ossia tra una mestruazione e l'altra, ma possono anche precedere il flusso mestruale o continuare dopo la cessazione.

Le cause di perdite vaginali marroni possono includere: uno stile di vita non equilibrato, un problema di salute transitorio oppure una disfunzione patologica che merita le attenzioni del medico. 

Emorragia durante le mestruazioni

Un'eccessiva perdita di sangue durante il ciclo mestruale di tipo emorragico è definita menorragia.

Le cause di menorragia sono:

  • Sanguinamento uterino disfunzionale − È il più comune e ha cause a volte sconosciute: le ovaie, l'utero e i livelli ormonali appaiono normali così come l'ovulazione avviene correttamente. Questa condizione si presenta maggiormente in adolescenza o appena prima della menopausa. Secondo alcuni studi recenti, ciò potrebbe essere causato dall'eccessiva sensibilità dell'endometrio agli estrogeni, la cui azione non è equilibrata, come in un ciclo normale, dalla azione del progesterone. Può essere legata ad una maggior componente fibrosa della struttura della parte uterina: fibrosi o fibrosclerosi uterina cui consegue una dilatazione dei vasi sanguigni dell'utero che porta a un eccessivo sanguinamento.
  • Presenza di fibromi − I miomi nell’ambito della parete uterina (intramurali) o che si affacciano in cavità uterina (sottomucosi) determinano una alterata contrazione del miometrio che invece, in condizioni normali, favoriscono la emostasi e, quindi la cessazione della perdita mestruale.
  • Endometriosi − L'endometriosi, sindrome caratterizzata dalla presenza di endometrio fuori dalla cavità uterina.
  • Infezioni vaginali − Come l'infezione da clamidia, come conseguenza di una endometrite.
  • Disordini di coagulazione del sangue − Per esempio se vi è carenza di enzimi e agenti che permettono la coagulazione del sangue dopo un episodio emorragico, una ferita o una lesione. Inoltre, se la perdita di sangue è eccessiva ma non è associata al ciclo mestruale viene definita metrorragia.
Entrambe le condizioni possono portare ad anemia per l'eccessiva perdita di sangue e quindi per la diminuzione di ferro circolante nel sangue.

Emorragia uterina

Il trattamento per l'emorragia uterina consiste nell'assunzione di farmaci adeguati, quali:

  • ormoni;
  • farmaci pro-coagulanti;
  • prostaglandine (per bocca o per via intravaginale o intrarettale).

Perdite di sangue intermestruale

Per perdite di sangue intermestruale si intende un sanguinamento anormale a spotting a livello uterino; questo si presenta tra due cicli normali di mestruazioni.

Può essere causato da una varietà di fattori; mentre alcune cause sono di facile trattamento, altre possono evidenziare condizioni serie alla base. Potenziali cause di perdite intermestruali includono:

  • squilibrio ormonale;
  • variazione della terapia farmacologica;
  • crescita dell'utero o della cervice:
  • infezioni;
  • cancro.
Un altro fattore è lo squilibrio ormonale: i due ormoni che regolano il ciclo ovarico sono l'estrogeno e il progesterone. In caso di valori squilibrati, si potrebbero riscontrare perdite. In particolare, essi possono influenzare le seguenti condizioni

  • disfunzioni ovariche;
  • problemi alla ghiandola tiroidea;
  • inizio e fine dell'assunzione di pillole anticoncezionali.
A tal proposito, anche la variazione della terapia farmacologica che riguarda qualsiasi tipo di contraccettivo ormonale, può causare comunemente perdite anormali durante i primi tre mesi.

I contraccettivi che presentano questo effetto includono:

Perdite ematiche uterine anomale: possono essere dovute a complicazioni durante la gravidanza, in particolar modo sussistono se vi è:

Tra le cause di crescita dell'utero si annovera una condizione chiamata fibrosi uterina, che comporta la formazione di masse non tumorali nell'utero. Anche la presenza di un'infezione all'organo riproduttivo potrebbe causare infiammazione e sanguinamento. Questa potrebbe essere dovuta a:

  • infezioni sessualmente trasmissibili;
  • esito di una lavanda vaginale in caso di endometrite;
  • rapporti sessuali;
  • malattia infiammatoria pelvica, un'infiammazione degli organi riproduttivi che talvolta porta alla cicatrizzazione dei tessuti.
Nonostante sia meno comune, può causare perdite la presenza di un cancro nei seguenti organi:

  • cervice;
  • vagina;
  • utero;
  • ovaie.
Altre possibili cause rare possono includere l'avere un oggetto nella vagina, alti livelli di stress e diabete.

Cause di perdite vaginali in donne giovani o in menopausa

È raro che si verifichino perdite vaginali in donne giovani, ma talvolta anche ragazze che non hanno ancora raggiunto la pubertà presentano perdite vaginali. Ciò potrebbe essere causato da un corpo estraneo all'interno della vagina.

Le perdite vaginali nelle donne anziane e in menopausa sono altrettanto insolite, ma potrebbero indicare la presenza di un cancro a livello dell'utero o dell'endometrio.

Quando consultare un medico per le perdite vaginali

Si dovrebbe consultare un dottore ogni volta che si presenta un sanguinamento vaginale anormale, in particolar modo se si è ragazze in età prepuberale o donne in menopausa.

Come già visto, le cause del sanguinamento possono essere serie e dovrebbero essere diagnosticate. In particolare, si dovrebbe ricorrere al parere di un medico il prima possibile quando si hanno perdite anormali se si è in gravidanza o se si presentano insieme ad altri sintomi importanti, quali:

In alcuni casi, queste perdite anormali si risolvono da sole, in altri la causa scatenante richiede un trattamento e quindi ignorare il problema può solamente peggiorare la situazione. Le conseguenze possono essere mortali in caso di:

  • infezioni;
  • cancro;
  • altre gravi malattie.

Cosa aspettarsi dalla visita medica

Prima della visita ginecologica, bisognerebbe monitorare il proprio ciclo (quando inizia e finisce), in modo da essere preparati a rispondere a domande sui propri sintomi.

Inoltre, il medico vorrà essere al corrente dei tuoi altri sintomi e degli altre terapie farmacologiche a cui sei sottoposto. Solitamente seguono test diagnostici che permettono di individuare le cause del sanguinamento vaginale che includono:

  • misurazione dei livelli ormonali attraverso un campione di sangue;
  • biopsie di un campione di tessuto della cervice o dell’endometrio(rivestimento interno dell'utero);
  • ultrasuoni, una tecnica di imaging che usa onde sonore per riprodurre i tuoi organi riproduttivi attraverso un'immagine.

Prevenire il sanguinamento intermestruale

Non è possibile prevenire le perdite vaginali perché sono una conseguenza della causa scatenante. In ogni caso vi sono alcune misure preventive che includono:

  • mantenere uno stile di vita sano;
  • avere un peso normale; si è infatti osservato che l'obesità è un fattore di rischio (perché favorisce l'accumulo di estrogeni);
  • fare dell'esercizio moderato per mantenersi in salute e ridurre lo stress;
  • controllare i livelli ormonali se si prendono pillole anticoncezionali.

Farmaci per le perdite vaginali

Per gestire il dolore delle perdite vaginali si possono assumere farmaci che aiutano a ridurre il sanguinamento quali ibuprofene e naproxene. È invece assolutamente  sconsigliata l'aspirina poiché aumenta il rischio di sanguinamento.
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