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Insufficienza ovarica

Insufficienza ovarica
Curatore scientifico
Dr. Gianfranco Blaas
Specialità del contenuto
Ginecologia

Cos'è

Il termine insufficienza ovarica indica la perdita quasi totale della normale attività ovarica.

Quando si verifica questa condizione, le ovaie non sono più in grado di produrre un quantitativo sufficiente di estrogeni (dato che i follicoli ovarici non arrivano più a maturazione) o di ormone antimulleriano (AMH), cui si aggiunge un aumento dei livelli di alcuni ormoni sessuali come le gonadotropine (LH e FSH).

Queste alterazioni ormonali, tipiche della menopausa, provocano infertilità, disturbi metabolici e aumentano il rischio di soffrire di patologie cardiovascolari e di osteoporosi.

Cos'è l'insufficienza ovarica precoce

L’insufficienza ovarica precoce è una condizione patologica caratterizzata dall’assenza cicli mestruali che possono non comparire del tutto (amenorrea primaria) oppure interrompersi precocemente prima dei 40 anni (amenorrea secondaria).

Solitamente, è provocata da anomalie nella formazione e nello sviluppo del follicolo, la struttura dell’ovaio deputata alla maturazione della cellula uovo.

Sintomi

I sintomi che caratterizzano l’insufficienza ovarica sono del tutto simili a quelli che si manifestano durante la menopausa precoce. Tra quelli più comuni citiamo:

Cause

L’insufficienza ovarica può manifestarsi a seguito delle seguenti condizioni:
  • difetti cromosomici: alcune patologie genetiche, come la sindrome di Turner o la sindrome dell’x-fragile sono associate ad insufficienza ovarica precoce;
  • sovraccarico di tossine: la chemioterapia e la radioterapia sono tra le cause più comuni di insufficienza ovarica prematura, in quanto entrambi i trattamenti sono potenzialmente in grado di danneggiare il materiale genetico contenuto nelle cellule. Altre tossine come il fumo di sigaretta, i pesticidi e i virus possono velocizzare l’insorgenza di questa patologia;
  • malattie autoimmuni: in questo tipo di patologie, il sistema immunitario produce degli antigeni in grado di danneggiare il tessuto ovarico, i follicoli ovarici e gli ovuli. L’agente che provoca lo scatenarsi di questa risposta autoimmune è ancora sconosciuto, alcuni studi però sostengono che a provocare l’insufficienza ovarica autoimmune potrebbe essere la presenza di un virus, ma attualmente sono necessari ulteriori studi per validare questa ipotesi; 
  • fattori sconosciuti: è anche possibile che l’insufficienza ovarica precoce si manifesti senza che si sia verificata una delle cause sopracitate. Nella maggior parte di questi casi, malgrado il tentativo di giungere all’individuazione di una causa specifica, è più opportuno parlare di insufficienza ovarica primaria o idiopatica.

Trattamento

I trattamenti più efficaci per contrastare l’insufficienza ovarica vanno orientati a seconda che interessi valutare una possibilità procreativa della donna stessa o una semplice correzione del suo stato di ipoestrogenismo.

Nel primo caso, si dovranno necessariamente prendere in considerazione i valori di ormone antimulleriano, perchè dovranno anche indirizzare sul tipo di possibile induzione dell'ovulazione.

Nel secondo caso, si focalizzano principalmente sulla regolazione ormonale, quindi sul ristabilimento di un corretto livello di estrogeni.

A seconda del caso specifico, il medico può proporre uno o entrambi dei seguenti trattamenti: 
  • Terapia ormonale a base di estrogeni: questo trattamento verte a minimizzare gli effetti derivanti dalla carenza di estrogeni e può aiutare a prevenire l'osteoporosi. Solitamente, questo tipo di terapia viene prescritto in combinazione al progesterone, allo scopo di proteggere la parete uterina ed in particolare l’endometrio da eventuali cambiamenti pre-cancerogeni che deriverebbero dall'assunzione del solo estrogeno. A seconda dello stato di salute della paziente e delle sue preferenze, è possibile continuare la terapia ormonale a base di estrogeni fino a circa 50 anni, l'età media in cui si verifica la menopausa. Va detto che, in donne più mature, l'assunzione a lungo termine di estrogeni e progesterone è associata ad un aumento relativo del rischio cardiovascolare o di tumore al seno. In donne più giovani affette da insufficienza ovarica precoce, i benefici di una terapia ormonale sono comunque maggiori rispetto ai potenziali rischi sulla salute.
  • Integratori di calcio e vitamina D: entrambi questi elementi sono importanti nella prevenzione dell'osteoporosi, ma spesso le donne non ne assumono un quantitativo sufficiente tramite la loro dieta. Per ovviare a questa carenza, il medico potrebbe, a seguito di una MOC (un test diagnostico in grado di valutare la densità ossea e la predizione del rischio fratture) prescrivere l’assunzione di integratori di vitamina D e calcio. Per le donne dai 19 ai 50 anni d’età, si raccomanda l’assunzione di almeno 1.000 mg di calcio al giorno, mentre dai 51 anni in su si consiglia di aumentare la dose a 1.200 mg al giorno.
Nel caso si riscontrassero dei cambiamenti consistenti nel ciclo mestruale o che questi non si presentasse da 3 mesi o più, è raccomandato consultare il ginecologo in modo da poter individuare la causa di questi cambiamenti improvvisi.

Le cause possono essere molteplici: l’insufficienza ovarica precoce, lo stress, una gravidanza, un cambiamento nella dieta o l’inizio di un’attività fisica intensa.
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