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Nevrosi

Nevrosi
Curatore scientifico
Dr. Martina Valizzone
Specialità del contenuto
Psichiatria Psicologia

Qual è il significato di nevrosi?

Il termine nevrosi fu coniato verso la fine del 1800 da William Cullen, un medico scozzese, con riferimento a disordini psichici caratterizzati dall’assenza di una chiara causa organica.

Successivamente Sigmund Freud ha utilizzato il termine nevrosi ansiosa, per descrivere un disordine di natura mentale caratterizzato da angoscia e ansia profonda come sintomo principale.

Oggi, per nevrosi, si intende comunemente un insieme di disturbi determinato da conflitti psichici, scaturiti da un profondo conflitto inconscio tra individuo e ambiente, in grado di provocare un grave stato d'ansia.

Quali sono le cause?

Alla base di questi disturbi, secondo le teorie psicoanalitiche freudiane prima e junghiane poi, vi sarebbe un'origine psicologica derivante dall’esistenza di conflitti inconsci intrapsichici tra desideri ed impulsi e da esperienze di vita traumatiche, che tuttavia continuano ad agire a livello subconscio.

Nel momento in cui questi pensieri inaccettabili e repressi minacciano di affacciarsi alla coscienza, la psiche per difendersi dall’ansia e l’angoscia generati da questi conflitti, mette in atto quelli che in gergo psicoanalitico sono chiamati meccanismi di difesa, quali:

  • Repressione
  • Proiezione
  • Spostamento
  • Negazione
  • Formazione reattiva

Sintomi della nevrosi

Le manifestazioni tipiche dei fenomeni nevrotici si esprimono attraverso diverse categorie di sintomi: di natura psicologica, neurovegetativa (relativa a funzioni involontarie del corpo gestite dal sistema nervoso) e comportamentali, sintomi ai quali solitamente si accompagnano reazioni emotive abnormi e incontrollate rispetto agli eventi cui queste si riferiscono.

Il sintomo psicologico più evidente, tipico degli stati nevrotici, è l’ansia che si manifesta attraverso sentimenti di inadeguatezza, disturbi del comportamento e disturbi nella regolazione emotiva.

Altre manifestazioni sintomatologiche riscontrate nei soggetti nevrotici comprendono comportamenti ossessivo-compulsivi, angoscia e reazioni fobiche relative ad oggetti, eventi o situazioni specifiche.

Dal punto di vista dei sintomi e delle funzioni neurovegetative le persone che soffrono di nevrosi d’ansia possono incorrere in disturbi del sonno, dell'appetito e delle funzioni viscerali, cui possono aggiungersi manifestazioni di tp psicosomatico:

Nevrosi ossessiva

La nevrosi di tipo ossessivo-compulsivo è caratterizzata dalla persistenza con cui si susseguono pensieri o immagini mentali (chiamate ossessioni) e comportamenti ripetitivi o azioni mentali (compulsioni), messe in atto dal soggetto in maniera automatica ed inconsapevole senza che questi riesca a controllarle.

Nevrosi isterica

La nevrosi isterica era una categoria diagnostica molto in voga nel tardo ‘800 e nei primi del ‘900 e indicava una tipologia di attacchi nevrotici molto intensi, di cui erano generalmente vittime le donne, definite per l’appunto nevrotiche.

Oggi questo disturbo, per quanto il termine sia d’uso comune nel nostro linguaggio, è stato sostituito in ambito diagnostico dal disturbo di personalità istrionica, legato al bisogno di esseri riconosciuti nell’ambito delle relazioni sociali.

Nevrosi e psicosi

La psicosi è un disturbo mentale che implica un'alterazione profonda della personalità, tale da compromettere il rapporto che lega il soggetto alla realtà che lo circonda.

I sintomi psicotici comprendono:

Al contrario delle psicosi, le nevrosi, pur provocando serie alterazioni emotive e comportamentali, non comportano un così severo distacco dalla realtà, tipico invece dei disturbi psicotici.

Nevrosi cardiaca

La nevrosi cardiaca è una malattia psicosomatica che coinvolge il cuore ed è in grado di provocare: battito cardiaco accelerato, tachicardia e ansia che può sfociare in veri e propri attacchi di panico, il tutto in assenza di una patologia organica.

Terapie e rimedi

Il trattamento più efficace nei casi di nevrosi  è quello psicoterapeutico. In particolare, gli approcci con un più elevato successo terapeutico nel trattamento di questi disturbi, includono la terapia ad approccio cognitivo comportamentale (CBT), terapie alternative quali musicoterapia, arte-terapia o biofeedback e la pratica guidata di tecniche di meditazione e di rilassamento.

 Nei casi più severi o nella fase acuta della malattia, il medico psichiatra può optare per la prescrizione di una terapia farmacologica in aggiunta al percorso terapeutico che, a seconda del caso, può comprendere farmaci ansiolitici, antidepressivi o ipnotici, efficace nel ridurre i sintomi tipici delle nevrosi.

Questo tipo di trattamenti, seppure nella loro diversità, sono tutti volti a modificare la reazione emotiva e comportamentale disfunzionale del paziente e a sostituirla con una più consona e adattiva, a partire da un’analisi approfondita delle cause alla base del disturbo. 

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