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Tumore benigno

Tumore benigno
Curatore scientifico
Dr. Carlo Pastore
Specialità del contenuto
Oncologia

Differenza tra tumore benigno e maligno

Innanzitutto, è importante definire cosa non è un tumore benigno.

Un tumore benigno non è un cancro (e quindi un tumore maligno), perché è caratterizzato dalla crescita anomala di diverse cellule che danno luogo a masse caratterizzate da una dimensione ben delineata, delle stesse caratteristiche del tessuto da cui si sono originate. Questo significa che i tumori benigni non causano metastasi e non invadono gli organi circostanti, come fanno invece i tumori maligni

In generale, i tumori benigni differiscono dal cancro perché:

  • costituiscono un problema di salute meno grave;
  • possono essere rimossi se causano disagio fisico o di tipo estetico;
  • possono essere rimossi completamente. 

Un'altra differenza tra tumore benigno e maligno consiste nel fatto che, una volta asportato, il tumore benigno non si ripresenta, al contrario del cancro (a patto che sia stato escisso senza residuo). Inoltre, mentre i tumori maligni crescono molto velocemente, quelli benigni sono caratterizzati da una crescita molto lenta e spesso latente.

Cos'è un tumore benigno?

Come è stato descritto in precedenza, i tumori benigni sono sostanzialmente la crescita eccessiva di cellule che possono provocare la formazione di masse cellulari anche molto grandi.

Inoltre, sono considerati tumori benigni anche:

Differenza tra cancro e tumore

Il tumore può essere quindi di due tipologie: benigno e maligno. Ciò che accomuna queste due formazioni è proprio la parola “tumore”, che deriva dal latino tumor, ossia gonfiore o rigonfiamento.

Con il termine cancro invece, si intendono tutti i tumori maligni. Per esempio, il melanoma è un cancro molto pericoloso perché, sebbene generalmente non provoca danni importanti alla pelle, alle volte può raggiungere i vasi sanguigni e linfatici determinando la crescita di masse tumorali in tutto l’organismo.

Tra i più comuni tipi di cancro è possibile trovare:

I tumori maligni possono inoltre differenziarsi per tipologia di tessuto da cui prendono origine. Per esempio, sono tumori maligni:

  • carcinomi, che coinvolgono i tessuti epiteliali;
  • sarcomi, che si originano all’interno dei tessuti molli, come vasi sanguigni, muscoli, grasso corporeo e nervi;
  • leucemia, un cancro del sangue.

Infine, un altro termine molto utilizzato per indicare un tumore è “neoplasia”, che deriva dal greco e significa “nuova formazione”. La neoplasia può essere sia di tipo benigno che maligno e infatti è utilizzato come sinonimo di tumore. 

Un tumore benigno può diventare maligno?

Sebbene i tumori benigni non siano gravi come i tumori maligni non devono tuttavia essere sottovalutati, non solo perché possono provocare degli scompensi in tutto l’organismo, ma anche perché alcune tipologie possono trasformarsi in cancro.

È il caso del tumore al colon-retto che si può sviluppare da polipi benigni dell’intestino. Tali polipi hanno origine dalla mucosa e crescono in maniera molto lenta. Raggiunte adeguate dimensioni ed assommando mutazioni cellulari possono trasformarsi in tumore maligno.

Secondo recenti ricerche una donna con cisti benigne al seno può avere un rischio più alto di sviluppare un cancro alla mammella in futuro. Questa evoluzione un tempo era ritenuta scontata, ma al giorno d’oggi è stato possibile verificare che cisti e cancro al seno si sviluppano in modo indipendente.

In modo analogo, in passato si pensava che ad un ingrossamento della prostata seguisse sempre lo sviluppo di un cancro a quest'organo. Questa ipotesi è stata largamente smentita da specifiche prove scientifiche.

I soggetti affetti da tumori benigni con un’alta possibilità di evoluzione in cancro devono sottoporsi spesso a controllo periodici, adottare uno stile di vita di tipo precauzionale per evitare l’innesco dello sviluppo oppure rimuovere il tumore benigno in modo chirurgico. 

Tumori benigni più diffusi

Le forme più comuni dei tumori benigni sono:

  • tumore benigno al seno;
  • tumore benigno al cervelletto;
  • tumore benigno alla pelle;
  • tumore osseo benigno;
  • tumore benigno al polmone;
  • tumore benigno al rene. 

I tumori di tipo benigno al cervello costituiscono un problema di grave entità, in quanto la loro formazione e crescita è ostacolata dalla scatola cranica. La compressione che ne deriva può provocare forti mal di testa, ma anche convulsioni e disturbo di equilibrio, dell’udito, della vista e dell’olfatto, oltre a problemi di memoria, concentrazione e linguaggio.

I tumori benigni al cervello sono quindi una delle forme più gravi e devono necessariamente essere rimosse per evitare sintomatologie invalidanti.

Sebbene i tumori benigni non siano di grave entità come i tumori maligni, è di fondamentale importanza tenerli sempre sotto controllo. Infatti i tumori benigni talvolta possono secernere ormoni che alterano la salute, ma anche accrescendosi distruggere i tessuti e le ossa e compromettere il funzionamento di organi associati. 

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