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Anossia

Contenuto di:
Curatore scientifico: Dr. Virgilio De Bono, Medico Chirurgo
Indice contenuto:
  1. Significato di anossia
  2. Quali sono le cause?
  3. Quali sono i sintomi?
  4. Tipi di anossia
  5. Anossia e ipossia: quali sono le differenze?
  6. Anossia cerebrale: che fare?

Significato di anossia

Il termine anossia deriva dal greco e significa letteralmente “mancanza di ossigeno”.

Questa condizione indica uno stato di grave carenza di ossigeno nei tessuti. Lo stato anossico è considerato di grave emergenza medica, pur senza considerare le cause che lo hanno provocato, perché ci sono degli organi all’interno del corpo che richiedono costanti concentrazioni di ossigeno.

Per esempio, il sistema nervoso centrale necessita di ossigeno sempre e anche pochi minuti di interruzione del flusso possono provocare delle lesioni permanenti e gravi, come morte cerebrale, stato vegetativo e coma

Quali sono le cause?

L’anossia può avere diverse cause e coinvolgere tutti gli organi. Le cause sono generalmente da ricercare in traumi, lesioni, ostruzione oppure dalla mancanza di ossigeno nell’aria, come nel caso di intossicazione da anidride carbonica o di aria molto rarefatta, durante le escursioni in montagna, condizione nota anche come mal di montagna.

Nello specifico, l’ipossia e l’anossia possono comparire a seguito di gravi problemi respiratori, come:

Altre cause sono caratterizzate da un’insufficiente ossigenazione del sangue o da una ridotta irrorazione del sangue al cervello

Quali sono i sintomi?

I sintomi dell’anossia variano in base all’organo colpito e interessano prevalentemente il sistema neurologico.

I sintomi più comuni sono:

Inoltre, l’organismo cerca di contrastare la mancanza improvvisa di ossigeno aumentando sia gli atti respiratori, e quindi chi soffre di anossia spesso presenta affanno e iperventilazione, che la frequenza cardiaca, con un battito accelerato. Infine, vi è un’aumentata produzione di globuli rossi e di conseguenza le analisi del sangue riveleranno altissime concentrazioni di emoglobina.

Tipi di anossia

La classificazione delle anossie dipende dal tipo di difetto nel trasporto dell’ossigeno:

  • L’anossia anossica consiste nella caduta di pressione parziale dell’ossigeno, a causa di insufficienza di scambi gassosi o di una inadeguata respirazione. Le cause più comuni sono asma bronchiale, occlusione delle vie respiratorie, presenza di liquidi nelle vie aeree.
  • L’anossia stagnante si manifesta a seguito di un arresto cardiaco, cioè a causa di un ridotto flusso sanguigno. Questo genere di condizione viene anche definita anossia acuta. Fino a quattro minuti di anossia acuta è possibile che il corpo e il sistema nervoso centrale non subiscano danni. Oltre i 7 minuti di anossia invece è clinicamente determinata la morte cerebrale del soggetto.
  • L’anossia anemica è causata da una diminuzione dei globuli rossi per via di un’anemia in corso, di qualunque genere. 
  • L’anossia istotossica è invece causata da cianuro e veleni vari, perché non permettono ai neuroni di utilizzare l’ossigeno che arriva al cervello. Questo genere di anossia in realtà non dovrebbe essere considerato tale, perché l’ossigeno arriva al cervello senza nessun ostacolo, tuttavia l’organismo non riesce a sfruttarlo per contribuire al corretto funzionamento. 

Altri tipi di anossia comprendono:

  • anossia perinatale, cioè la mancanza di ossigeno al feto in gravidanza, annoverata anche fra i traumi da parto;
  • anossia neonatale, ossia una condizione di privazione e mancanza di ossigeno nei neonati;
  • anossia corneale, cioè la mancanza di ossigeno all’occhio.

Anossia e ipossia: quali sono le differenze?

L’anossia è sostanzialmente una forma più grave di ipossia. Infatti, con il termine ipossia non si intende una totale mancanza di ossigeno, ma una diminuzione. Inoltre, il termine anossia indica in modo specifico una mancanza di ossigeno a livello cellulare.

L’ipossia può essere principalmente di due tipi:

  • generalizzata, nel senso che vi è un ridotto apporto di ossigeno nell’intero organismo;
  • tissutale, quindi specifica di un determinato organo.

Anossia cerebrale: che fare?

L’anossia cerebrale consiste in una grave e improvvisa mancanza di ossigeno al cervello. Questa condizione può provocare nella maggior parte dei casi lesioni molto gravi che si ripercuotono sulla vita del paziente. La mancanza di ossigeno al cervello è ancora più grave rispetto agli altri organi perché i neuroni sono le uniche cellule che pur svolgendo un’attività incessante, non sono in grado di immagazzinare ossigeno.

In particolar modo, le conseguenze più comuni dell’anossia cerebrale sono:

Nei casi più gravi, l’anossia cerebrale può causare:

  • Tetraparesi
  • Emiparesi
  • Emiplegie
  • Paresi
  • Disartria
  • Coma

Sebbene i danni causati dalla mancanza di ossigeno possono essere molto gravi, è possibile riprendersi da queste lesioni grazie ad un lungo periodo di riabilitazione.

Anche il recupero post-coma è possibile, solo se l’anossia non ha causato uno stato vegetativo del soggetto. Dallo stato vegetativo non è possibile riprendersi, perché il cervello è in morte cerebrale e il corpo è tenuto in vita solo grazie all’ausilio delle macchine.