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Asma bronchiale

Asma bronchiale
Curatore scientifico
Dr. Valerio Langella
Specialità del contenuto
Pneumologia

Che cos'è l'asma bronchiale?

L’asma bronchiale è una malattia infiammatoria cronica delle vie aeree che provoca periodicamente attacchi di tosse, mancanza di respiro e dolore al petto.

Le allergie sono fortemente legate all'asma (asma allergica) e ad altre malattie respiratorie come la sinusite cronica, le infezioni dell'orecchio medio, i polipi nasali.

L'asma è associata agli allergeni, agli eosinofili e ai linfociti T. Gli allergeni sono le cellule che causano allergie e che rilasciano sostanze chimiche come l'istamina. L'istamina è la sostanza che provoca il fastidio nasale e il gocciolamento in caso di febbre da fieno, congestione delle vie respiratorie in presenza di asma e aree pruriginose in un'allergia cutanea. Gli eosinofili sono un tipo di globuli bianchi associati alle malattie allergiche. I linfociti T sono un altro tipo di globuli bianchi associati all'allergia e all'infiammazione.

Queste cellule, insieme ad altre cellule infiammatorie, sono coinvolte nello sviluppo delle infiammazioni delle vie aeree in caso di asma e contribuiscono alla reazione e all'iperreattività delle vie aeree, alla limitazione del flusso d'aria, ai sintomi respiratori e alla malattia cronica. In alcuni individui, l'infiammazione provoca dolore al torace e asma notturna. Altri, sentono i sintomi solo quando fanno attività fisica (chiamata asma da sforzo).

Come si genera l'asma bronchiale?

Si tratta di una condizione medica caratterizzata da episodi ricorrenti di dispnea, tosse, respiro sibilante e senso di costrizione toracica secondaria ad infiammazione cronica delle vie aeree. Gli episodi, acuti o subacuti, variano notevolmente di frequenza (asma intermittente o persistente ) ed intensità (lieve, moderato, grave), determinando occasionali periodi di respiro sibilante e dispnea lieve, fino ad  attacchi frequenti e gravi potenzialmente pericolosi per la vita.

Si definisce stato di male asmatico un’emergenza medica caratterizzata da persistenza di sintomi gravi di durata variabile nonostante la terapia, con possibile evoluzione verso una vera e propria insufficienza respiratoria.

Cosa favorisce l’insorgere dell’asma bronchiale?

Un ruolo chiave lo giocano i fattori di rischio individuali:

  • predisposizione genetica
  • atopia
  • iperresponsività delle vie aeree
  • sesso
  • razza/etnia
  • obesità

Vi sono anche i fattori ambientali:

  • allergeni ad alimenti, pollini, muffa, acari della polvere e pelo di animale
  • fumo di sigaretta, anche passivo
  • inquinamento atmosferico, tossine
  • infezioni, quali raffreddori, influenza o polmonite
  • fattori socio-economici
  • esercizio fisico
  • cambiamenti estremi della temperatura
  • farmaci, come aspirina, FANS e betabloccanti
  • additivi alimentari
  • stress emotivo e ansia
  • cantare, ridere o piangere
  • determinati profumi
  • reflusso gastroesofageo (asma da reflusso)

Qual è il meccanismo che causa l'asma bronchiale?

L’infiammazione cronica delle vie aeree è il meccanismo di base della patologia, determinando broncocostrizione, edema della mucosa ed ipersecrezione, fino a processi di rimodellamento della parete bronchiale (danno permanente).

L’infiammazione è di tipo cronico, caratterizzata e sostenuta dalla presenza di cellule (linfociti, mastociti e eosinofili) e mediatori chimici (istamina, neuropeptidi) ed è sempre presente, anche durante i periodi di remissione dei sintomi.

Quali sono i sintomi?

Tipicamente, un attacco di asma bronchiale è caratterizzato da difficoltà respiratoria, tosse, respiro sibilante (wheezing).  

I sintomi compaiono frequentemente di notte o al mattino presto, dopo esercizio fisico o in seguito all’esposizione a specifici fattori scatenanti. Episodi infettivi virali delle alte vie aeree richiedono solitamente qualche giorno in più per la guarigione.

Con l'asma bronchiale, si possono avere uno o più dei seguenti segni e sintomi:

  • fiato corto
  • dolore al petto
  • respiro sibilante
  • eccessiva tosse o tosse che sveglia durante la notte
  • rinite allergica
  • bronchite asmatica
  • tosse allergica
  • fatica a respirare

Come si diagnostica?

Poiché i sintomi dell'asma non si manifestano sempre durante la visita medica, è importante l’anamnesi ed un'accurata valutazione specialistica.

Tra i test utilizzati per diagnosticare l'asma annoveriamo:

  • spirometria: un test che misura la funzione polmonare, la capacità respiratoria e quanto bene una persona è in grado di respirare. Si soffierà in un dispositivo chiamato spirometro
  • curva flusso/volume: utilizzando un dispositivo chiamato misuratore del picco, si soffia con forza nel tubo per misurare la forza dell'aria che si potrà emettere dai polmoni
  • test di broncodilatazione
  • radiografia del torace: il medico può consigliare dei raggi X per escludere qualsiasi altra malattia che possa causare sintomi simili
  • test allergologici
  • emogasanalisi
  • test con metacolina per valutare eventuale iperreattività bronchiale aspecifica
  • sputo indotto per la conta di eosinofili e neutrofili

Come può essere trattata l'asma bronchiale?

L'asma bronchiale, come tutte le malattie croniche a lungo termine, non si cura, ma si controlla tramite  prevenzione ed una terapia medica di fondo. Poichè l'asma è una condizione cronica caratterizzata da fasi irregolari di remissioni ed esacerbazioni, l'educazione del paziente è fondamentale per il successo del trattamento. I pazienti devono essere edotti sulle caratteristiche della loro malattia e sui modi e tempi di gestione di un attacco. Fondamentale è il riconoscimento quindi degli agenti scatenanti, l'adozione di misure per evitarli e l’utilizzo eventuale di farmaci adeguati, la cui scelta dipende da vari fattori (età, complianze del paziente, sintomi e loro gravità, esposizione e/o allergia).

I farmaci utilizzati per la terapia sono cortisonici (sistemici ed a uso inalatorio), broncodilatatori a breve o lunga durata d’azione (LABA e/o LAMA), antistaminici ed antileucotrienici, immunoterapia specifica e da qualche anno, Ab monoclonali (forme gravi, IgE mediate).

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