Ipertiroidismo

Contenuto di: Endocrinologia - Aggiornato il 20/11/2014

L’ipertiroidismo, conosciuto anche come tireotossicosi, è una patologia che si verifica quando la quantità dell’ormone tiroideo presente nel corpo è eccessiva. L’ipertiroidismo è più comune nelle donne che negli uomini. L'ipertiroidismo può essere di due tipi: evidente (completamente sviluppato) o subclinico (quando i sintomi sono lievi o assenti).

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Che cos’è l’ipertiroidismo?

Ipertiroidismo

L'ipertiroidismo si verifica quando la ghiandola tiroidea produce una quantità eccessiva di tiroxina o triiodotiroxina, causando l’accelerazione del metabolismo. La ghiandola tiroide, che è situata nel collo, produce, infatti, ormoni che vengono rilasciati nel flusso sanguigno per controllare la crescita del corpo e il suo metabolismo. Questi ormoni si chiamano tiroxina e triiodotiroxina; essi influenzano processi come la velocità cardiaca e la temperatura corporea, e aiutano a convertire l’energia necessaria all’organismo per funzionare. Se affetti da ipertiroidismo l'eccessiva produzione di ormoni causa alcuni sintomi, come:

  • iperattività
  • aumento dell’appetito
  • perdita o aumento di peso improvvisi

Quali sono i tipi di ipertiroidismo?

Quando il medico curante diagnostica l’ipertiroidismo, dovrebbe essere in grado anche di capire di quale particolare patologia soffre il paziente. Si conoscono due forme di ipertiroidismo:

  • ipertiroidismo evidente: completamente sviluppato
  • ipertiroidismo subclinico: quando i sintomi sono lievi o assenti

Quali sono i sintomi dell’ipertiroidismo?

I sintomi e i segni dell'ipertiroidismo sono molti, però è molto improbabile che un paziente li sviluppi tutti. Quando si è affetti da ipertiroidismo, è possibile sviluppare alcuni dei seguenti sintomi:

  • difficoltà respiratorie
  • iperattività
  • cambiamenti d’umore, irritabilità e nervosismo
  • difficoltà a dormire
  • affaticamento (estrema stanchezza)
  • debolezza muscolare
  • necessità di defecare o urinare frequentemente
  • diarrea o steatorrea (eccesso di grassi nelle feci)
  • sensibilità al calore e sudorazione eccessiva
  • aumento dell’appetito
  • perdita o aumento di peso improvvisi
  • mestruazioni non frequenti o molto leggere, o interruzione completa delle mestruazioni
  • sterilità
  • perdita del desiderio sessuale

Quando si è affetti da ipertiroidismo, è possibile notare alcuni dei seguenti segni fisici:

  • gonfiore al collo causato dall’ingrossamento della ghiandola tiroide (gozzo)
  • ritmo irregolare del battito cardiaco e delle pulsazioni
  • tremore
  • pelle calda e umida
  • rossore sui palmi delle mani
  • sgretolamento delle unghie alla base
  • pelle pruriginosa con gonfiori (orticaria)
  • perdita di capelli a chiazze (alopecia)

Quali sono le cause dell’ipertiroidismo?

L’ipertiroidismo si verifica quando la ghiandola tiroide produce un’eccessiva quantità di ormoni tiroxina e triiodotiroxina. La produzione eccessiva degli ormoni tiroidei può essere causata da diverse condizioni.

Morbo di Graves e ipertiroidismo

Il morbo di Graves è la causa più comune dell’ipertiroidismo. Può essere ereditario e può manifestarsi a qualunque età, anche se ciò avviene più comunemente nelle donne tra i 20 e i 40 anni. La probabilità di sviluppare il morbo di Graves aumenta se si fuma.Il morbo di Graves è una patologia autoimmune. Questo significa che il sistema immunitario riconosce una sostanza sana all’interno del corpo come sostanza tossica e l’attacca. Normalmente, il sistema immunitario crea degli anticorpi (proteine) per attaccare i batteri e combattere l’infezione. Tuttavia, nelle patologie autoimmuni, gli anticorpi attaccano invece tessuti sani. Non si sa cosa sia ad innescare questo comportamento da parte del sistema immunitario. Se si soffre del morbo di Graves, anche gli occhi possono essere colpiti, provocando disagio e visione doppia. Questo è conosciuto come oftalmopatia di Graves.

Noduli della tiroide e ipertiroidismo

È possibile che dei noduli si formino nella ghiandola tiroidea. Non si sa perché essi si sviluppino, ma sono solitamente benigni (non cancerosi). Tuttavia, i noduli possono contenere tessuto tiroideo anomalo, il quale può influenzare la normale produzione di tiroxina e triiodotiroxina, causando così l’ipertiroidismo. I noduli che contengono tessuto tiroideo anomalo sono indicati come tossici. Il gozzo multi-nodulare tossico è la seconda causa più comune dell’ipertiroidismo dopo il morbo di Graves, e si verifica quando ci sono due o più noduli nella ghiandola tiroide. Tuttavia, se è presente solo un singolo nodulo nella ghiandola tiroide, tale condizione è conosciuta come nodulo tiroideo tossico o adenoma. I noduli tiroidei tossici rappresentano circa il 5% dei casi di ipertiroidismo.

Integratori di iodio e ipertiroidismo

Lo iodio contenuto nei cibi ingeriti è utilizzato dalla ghiandola tiroide per produrre gli ormoni tiroidei tiroxina e triiodotiroxina. Tuttavia, l’assunzione di ulteriore iodio per mezzo di integratori, può provocare un’eccessiva produzione di tiroxina e triiodotiroxina da parte della ghiandola tiroide. Il tipo di ipertiroidismo che può derivare da ciò è conosciuto come ipertiroidismo indotto dallo iodio, e a volte è indicato come il fenomeno di Jod-Basedow. Solitamente, si verifica soltanto se nella ghiandola tiroide sono già presenti noduli non tossici.

Amiodarone e ipertiroidismo

L’amiodarone è un tipo di farmaco conosciuto come antiaritmico, che aiuta a controllare un battito cardiaco irregolare (fibrillazione atriale). Se il paziente ha dei noduli non tossici nella ghiandola tiroide, l’amiodarone può causare l’ipertiroidismo perché contiene iodio. Questo tipo di ipertiroidismo è chiamato ipertiroidismo indotto da amiodarone.

Tumore della tiroide follicolare e ipertiroidismo

In casi rari, è possibile sviluppare l'ipertiroidismo come risultato del tumore alla tiroide che comincia nei follicoli della tiroide. Questo può succedere se le cellule cancerose nella ghiandola tiroide cominciano a produrre tiroxina o triiodotiroxina.

Come si diagnostica l’ipertiroidismo?

E’ necessario consultare un medico se si pensa di soffrire di ipertiroidismo.La diagnosi sarà basata sui sintomi e sui risultati di un esame del sangue che determina quanto la tiroide stia funzionando correttamente. Questo esame del sangue è conosciuto come esame della funzionalità tiroidea.L'esame testerà i livelli di:

  1. ormone stimolante della tiroide (TSH)
  2. tiroxina e triiodotiroxina (gli ormoni tiroidei)

L'ormone stimolante della tiroide è prodotto nella ghiandola pituitaria nel cervello e controlla la produzione di tiroxina e triiodotiroxina. Quando i livelli di tiroxina e triiodotiroxina nel sangue sono normali, la ghiandola pituitaria interrompe il rilascio dell'ormone stimolante. Quando il livello della tiroxina o della triiodotiroxina diminuisce, la ghiandola pituitaria produce più ormone stimolante della tiroide per alzare il livello.

Ipertiroidismo: cura

La terapia per l’ipertiroidismo si propone di far rientrare i livelli degli ormoni tiroidei nel sangue nella norma. Potrebbe essere necessaria una terapia anche per qualunque patologia collegata, come il gonfiore della ghiandola tiroide (gozzo).

Trattamento dell’ipertiroidismo subclinico

Se viene diagnosticato un ipertiroidismo subclinico, il paziente potrebbe non aver bisogno di alcun trattamento. Nella maggior parte dei casi, il livello ridotto dell’ormone stimolante della tiroide nel sangue ritornerà normale entro un paio di mesi senza bisogno di alcuna cura e l’ipertiroidismo subclinico scomparirà da solo.Tuttavia, poiché l’ipertiroidismo subclinico può trasformarsi in ipertiroidismo evidente, occorrerà consultare il medico nuovamente uno o due mesi dopo la diagnosi per poter monitorare la patologia. Se i livelli di ormone stimolante della tiroide nel sangue rimangono più bassi del normale dopo uno o due mesi, e i livelli degli ormoni tiroidei non sono aumentati, sarà necessario effettuare regolarmente gli esami per la funzionalità della tiroide.

Trattamento dell’ipertiroidismo evidente

La diagnosi di ipertiroidismo evidente avverrà se l’esame per la funzionalità della tiroide rivela che i livelli di ormone stimolante della tiroide sono bassi e i livelli degli ormoni tiroidei (tiroxina e triiodotiroxina) sono invece alti. In questo caso, il medico curante suggerirà una terapia specialistica. Essa potrebbe essere necessaria in caso di:

  • oftalmopatia di Graves: problemi agli occhi come visione doppia e occhi sporgenti
  • gravidanza o parto
  • ipotiroidismo causato da una sostanza secondaria, come l'amiodarone
  • altra patologia, come il disturbo coronarico cardiaco

Il paziente potrebbe necessitare del pronto soccorso in caso riportasse alcuni dei sintomi della tempesta della tiroide. Questa è una reazione rara ma grave che può avvenire come risultato di ipertiroidismo non diagnosticato o non monitorato.Lo specialista determinerà il metodo di trattamento migliore basandosi sui sintomi e sulla quantità di ormoni tiroidei in eccesso nel sangue.

Quali sono i metodi di trattamento dell’ipertiroidismo?

Tionamidi (carbimazolo e propiltiouracile) e ipertiroidismo

L’utilizzo di tionamidi è comune nel trattamento dell’ipertiroidismo. Essi sono un tipo di farmaco che interrompe la produzione di quantità eccessive di tiroxina e triiodotiroxina da parte della ghiandola tiroide. Una volta che la produzione di ormoni tiroidei è sotto controllo, lo specialista potrà decidere di ridurre gradualmente la dose del farmaco. Se la patologia non è sotto controllo, potrebbe essere necessario continuare ad assumere carbimazolo e propiltiouracile per un lungo periodo. In rari casi, l’assunzione di queste sostanze può avere effetti collaterali, anche se questi ultimi sono solitamente lievi. In casi molto rari, il carbimazolo e il propiltiouracile possono causare una grave patologia del sangue conosciuta come agranulocitosi (improvviso calo dei globuli bianchi). Solitamente questa si verifica nei primi tre mesi del trattamento.Occorre consultare il medico se, durante l’assunzione di tionamidi, si presentano i seguenti sintomi:

  • febbre
  • mal di gola
  • ulcere della bocca
  • altri segni d’infezione

Beta-Bloccanti e ipertiroidismo

I beta-bloccanti, come il propanolo o l’atenolo, possono alleviare alcuni dei sintomi dell’ipertiroidismo, come il tremore, la tachicardia e l’iperattività.Lo specialista può prescrivere un beta-bloccante per alleviare i sintomi mentre il paziente si sta sottoponendo alle procedure per giungere a una diagnosi precisa, o finché la ghiandola tiroide non viene messa sotto controllo tramite l’assunzione di tionamidi. Tuttavia, i beta-bloccanti non sono indicati per i pazienti affetti da asma.A volte i beta-bloccanti possono avere effetti collaterali, tra cui:

  • nausea
  • spossatezza (stanchezza estrema)
  • piedi e mani freddi
  • disturbi del sonno, a volte con presenza di incubi

Terapia radio-iodio e ipertiroidismo

Il trattamento radio-iodio è una forma di radioterapia che viene utilizzata per curare la maggior parte di tipi di ipertiroidismo. Contiene iodio radioattivo che si va a formare nella ghiandola tiroide e la restringe, riducendo così la quantità di ormoni tiroidei che essa può produrre. La dose di radioattività contenuta nel radio-iodio è molto bassa e non è nociva. La terapia radio-iodio non è idonea per le donne incinte o in fase di allattamento, e potrebbe non essere indicata anche per pazienti con problemi oculari, come visione doppia o occhi sporgenti.

Chirurgia (tiroidectomia) e ipertiroidismo

L’operazione chirurgica per rimuovere completamente o in parte la ghiandola tiroide è conosciuta come tiroidectomia totale o parziale. È una cura permanente per l’ipertiroidismo ricorrente. Lo specialista potrebbe raccomandare l’intervento chirurgico se la ghiandola tiroide è pericolosamente gonfia (un grande gozzo) e sta causando problemi al collo. Una tiroidectomia potrebbe anche essere consigliata se si ha:

  • gozzo multi nodulare tossico o un nodulo tiroideo tossico (adenoma)
  • tumore alla tiroide

L’obiettivo della chirurgia è quello di rimuovere una parte della tiroide che sia sufficiente a garantire la riduzione della produzione di tiroxina. Se viene prelevata una parte eccessiva della ghiandola tiroidea, il paziente potrebbe soffrire di ipotiroidismo. Questo avviene quando la tiroide non produce abbastanza ormoni.

Quali sono le complicazioni dell’ipertiroidismo?

L’ipertiroidismo può avere diverse complicazioni, le quali tendono a svilupparsi soprattutto in caso la patologia non venga curata adeguatamente.

Oftalmologia di Graves e ipertiroidismo

Se il paziente è affetto dal morbo di Graves, potrebbe avere problemi agli occhi. Questo è conosciuto come oftalmologia di Graves. I problemi agli occhi possono comprendere:

  • fastidio agli occhi
  • problemi alla vista
  • occhi sporgenti

Nei casi lievi, i sintomi dell’oftalmologia di Graves possono essere alleviati tramite l’utilizzo di gocce per gli occhi.

Tempesta della tiroide e ipertiroidismo

Se l’ipertiroidismo non viene diagnosticato o è scarsamente monitorato può portare a una reazione rara ma grave chiamata tempesta della tiroide. Una tempesta della tiroide può essere innescata da un’infezione, una ferita o un trauma, come un colpo apoplettico. La patologia può anche verificarsi nelle donne incinte con ipertiroidismo non diagnosticato o trascurato, e può essere innescata dal parto o dall'intervento chirurgico. I sintomi della tempesta della tiroide comprendono:

  • battito cardiaco molto rapido: sopra i 140 battiti al minuto
  • febbre: una temperatura superiore a 38 °C
  • disidratazione, con diarrea e vomito
  • itterizia: ingiallimento della pelle
  • grave agitazione e confusione
  • allucinazioni

Una tempesta della tiroide richiede una cura medica d’emergenza all'ospedale.

Alimentazione e ipertiroidismo: cosa mangiare?

Anche se non esiste una dieta che permetta di guarire dall’ipertiroidismo e, tantomeno, di prevenirlo, tuttavia la correlazione tra ipertiroidismo è importante ed accertata.

La cosa più importante è evitare i cibi che possano peggiorare lo squilibrio metabolico generato dalla malattia.
In primo luogo, vanno assolutamente evitati i cibi ricchi di iodio. In alcuni casi, piuttosto rari in verità, l’ipertiroidismo è iodio-indotto ed eliminando lo iodio dall’alimentazione la malattia regredisce e si risolve.
In tutti gli altri casi, anche se non porta a guarigione, è importante limitare i cibi ricchi di iodio – l’apporto massimo non deve superare i 40 microgrammi/giorno - come il sale, marino o iodato, uova, latticini, frutti di mare, perchè maggiore è la quantità di iodio in circolo e maggiore è la produzione di ormoni tiroidei.

Per lo stesso motivo vanno evitate le bevande eccitanti come caffè, tè ed alcool o gli alimenti come le carni grasse ed i condimenti grassi o piccanti.

La dieta vegetariana è particolarmente indicata per gli ipertiroidei. Alcune verdure, come broccoli, cavoli, cavolfiori e rucola sembra possano avere qualche effetto nella limitazione della produzione di tiroxina.

Da evitare invece il prezzemolo ed il pepe.
I legumi possono essere consumati come sostitutivi della carne e, come condimenti, prediligere l’olio extravergine di oliva.

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Argomenti: ipertiroidismo ipotiroidismo subclinico
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