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Allergia alle graminacee

Allergia alle graminacee
Curatore scientifico
Dr. Giuseppe Pingitore
Specialità del contenuto
Allergologia

Cosa sono le graminacee?

Le graminacee sono una grande famiglia di piante erbacee, diffuse in tutto il mondo. Ne esistono circa 9.000 specie diverse, tra le quali rientrano molte piante che producono cereali commestibili (grano, orzo, mais, farro) e anche piante selvatiche e infestanti che crescono in modo spontaneo spesso anche in giardini, prati, terreni non coltivati o ai margini delle strade. Molte di queste piante producono, nella stagione della fioritura, grandi quantità di polline che possono causare allergia.

Cos'è l'allergia alle graminacee?

Per allergia alle graminacee, si intende la reazione anomala del sistema immunitario causata dall'inalazione dei granuli di polline dispersi nell'ambiente. 

Questa manifestazione si presenta con cadenza stagionale, in particolare modo nei mesi dell'anno in cui fiorisce la specie vegetale verso la quale si risulta allergici (erba mazzolina, codolina, gramigna dei prati), di solito tra marzo-aprile e giugno.

L'allergia indotta dai pollini delle graminacee è caratterizzata dalla comparsa di sintomi simili a quelli di un comune raffreddore, come attacchi di starnuti, arrossamento e prurito agli occhi, abbondante secrezione dalla mucosa nasale e difficoltà a respirare correttamente. L’intensità dei sintomi dell’allergia dipende principalmente dalle variazioni della concentrazione dei pollini nell’atmosfera.

Quali sono i sintomi?

Quando la concentrazione dei pollini delle graminacee dispersi nell'ambiente raggiunge una determinata soglia, nei soggetti predisposti possono avere luogo le manifestazioni tipiche dell'allergia

I sintomi variano da persona a persona e possono presentarsi sia in forma lieve che in forma grave. Le manifestazioni associate all'allergia alle graminacee possono scomparire rapidamente, nello stesso modo in cui si sono presentate, ma a volte persistono per tutta la durata in cui si è esposti agli allergeni.

Le graminacee provocano prevalentemente disturbi a carico dell'apparato respiratorio, tra quelli degni di nota vi sono:

  • prurito al naso;
  • attacchi di starnuti;
  • secrezione nasale abbondante di colore chiaro trasparente;
  • congestione delle mucose nasali e naso chiuso; 
  • difficoltà a respirare (dispnea);
  • riduzione dell’olfatto;
  • irritazione oculare con fastidioso prurito e lacrimazione profusa;
  • prurito in corrispondenza di gola, orecchie e/o palato;
  • senso di malessere generale.
In alcune persone, l'esposizione alle graminacee può creare i sintomi tipici dell'asma:

Numerosi sintomi generali tra cui stanchezza, irritabilità, difficoltà di concentrazione, cefalea, a volte manifestazioni cutanee (orticaria o dermatite), peggioramento della qualità del sonno, debolezza, stati di ansia e depressione.
Nei soggetti allergici, oltre si sintomi visti sopra, talvolta possono subentrare implicazioni a causa di reazioni crociate tra polline di graminacee e alcuni alimenti (per lo più frutta e verdura fresca come mela, pesca, ciliegie, melone, prugna, e tanti altri). Questa condizione, nota come “sindrome orale allergica o SOA” si manifesta, in occasione dell’assunzione di tali vegetali ed entro pochi minuti, con:

  • prurito e gonfiore della mucosa oro-labiale;
  • bruciore al palato e della gola;
  • disturbi della deglutizione.
Queste manifestazioni non sono gravi e, in genere, non sono pericolose. Tuttavia, è opportuno evitare i vegetali che causano i disturbi o assumerli cotti in quanto con la cottura gli allergeni responsabili vengono inattivati. 

Quale periodo è rischioso per chi è allergico?

È necessario tener conto che la presenza di granuli pollinici nell’atmosfera è influenzata sia dal clima che dalla diffusione della vegetazione nel territorio.

Le graminacee sono infatti erbe caratterizzate dalla presenza di spighette di varie dimensioni, che impollinano prevalentemente nel periodo primaverile. Pertanto, i mesi con elevato grado di rischio per il raggiungimento di concentrazioni atmosferiche di polline più elevate sono compresi tra marzo-aprile e maggio-giugno, con un picco massimo in aprile e maggio.

Quali sono i rimedi?

Generalmente, il miglior trattamento è quello che prevede adeguate misure per evitare l'esposizione al fattore responsabile della reazione allergica (ad esempio, evitare di passeggiare o fare sport nei prati durante la primavera).

Per la gestione dei sintomi, di solito vengono prescritti:

  • Antistaminici: antagonisti dei recettori istaminici in quanto bloccano il rilascio di istamina (prodotta dalle cellule del sistema immunitario e attiva durante la reazione allergica), in modo da alleviare la maggior parte dei sintomi, in particolare prurito, starnuti, congestione nasale o lacrimazione.
  • Corticosteroidi: utilizzati attraverso erogatori spray oppure assunti per via orale sotto forma di compresse, possono ridurre i sintomi associati all'infiammazione delle vie respiratorie.
  • Decongestionanti spray: possono essere utilizzati al fine di fornire un temporaneo sollievo alla congestione nasale e comunque per brevi periodi.
  • Antileucotrienici: farmaci per uso orale che contribuiscono a bloccare rapidamente l'azione di alcune sostanze chimiche del sistema immunitario che causano sintomi quali la bronco-ostruzione, la formazione di muco in eccesso e la congestione nasale.
  • Terapia desensibilizzante o immunoterapia specifica con estratti allergenici: si tratta di un trattamento di desensibilizzazione da praticare alcuni mesi prima e durante la stagione pollinica, che consente di “allenare” in modo graduale la risposta immunitaria nei confronti dell'allergene, riducendo in questo modo il numero e l’intensità degli episodi allergici.   

Quali cibi mangiare con l'allergia alle graminacee?

La dieta gioca un ruolo molto importante nella prevenzione all'allergia alle graminacee: è dunque fondamentale conoscere quali cibi occorre evitare se si soffre di questa specifica allergia.

Molti dei sintomi, infatti, emergono quando si assumono determinati alimenti, che appartengono alla stessa famiglia delle graminacee o che suscitano la "sindrome orale allergica" (fenomeno attribuibile alla "cross reattività"): ciò significa che alcuni cibi specifici hanno delle proteine che ricordano al corpo la struttura degli allergeni a cui si è sensibili; tali proteine, ingerite, mettono in moto il sistema immunitario, che scatena la reazione allergica.

Le graminacee sono un tipo specifico di polline, pertanto occorre evitare tutti gli alimenti a base di cereali (che fanno parte della stessa famiglia delle graminacee):

  • riso
  • orzo
  • segale
  • frumento
  • farro
  • avena
  • kamut
  • mais
Anche i cibi preparati con questi ingredienti sono da evitare. Il fenomeno della cross reattività sorge invece quando si consumano:

  • latte e derivati
  • insaccati
  • alcuni tipi di frutta (kiwi, ciliegie, albicocche, frutta secca, prugne, angria, pesche, limoni, agrumi)
  • pomodori
  • fritti
  • bietole
Per esser certi di non provocare una reazione allergica, dunque, sarebbe bene stare alla larga da tutti i cibi sopra citati o almeno limitarne il più possibile il consumo.

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