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Ernia inguinale

Ernia inguinale
Curatore scientifico
Dr. Silvestro Lucchese
Specialità del contenuto
Chirurgia generale

Che cos'è l'ernia inguinale?

Si parla di ernia per indicare una fuoriuscita di un organo (o di una sua parte) o di un viscere dalla sua sede naturale verso una cavità del corpo o all'esterno del corpo stesso, accompagnato dal suo rivestimento di membrana sierosa. 

L'ernia inguinale corrisponde alla fuoriuscita di un viscere, rappresentato il più spesso da un'ansa intestinale, attraverso il canale inguinale, cioè attraverso quel tragitto che consente il passaggio, dall'interno della cavità addominale all'esterno, del funicolo spermatico dell'uomo e del legamento rotondo dell'utero della donna. Essa rappresenta la più comune delle ernie e, per la maggiore ampiezza del canale inguinale nel maschio, in questi si osserva molto più spesso che nelle donne.

Tale condotto, che porta all'inguine, si trova tra la coscia e la parte addominale. L'ernia inguinale può essere provocata anche dal grasso intra-addominale che va a porsi nella parte inferiore dei muscoli della pancia. Ci si accorge di averla nel momento in cui si vede un rigonfiamento nella zona dell'inguine, da una parte oppure dall'altra.

Può anche succedere, nei casi più gravi, che sia da entrambi i lati. Avviene senza alcun preavviso e se si dovesse presentare, sarebbe opportuno farsi visitare da un medico perché nel giro di poco tempo può ingrandirsi. In realtà, può accadere che si formi in qualunque istante della vita, quando si è appena nati oppure quando si è adulti.

Avviene più facilmente alle persone di sesso maschile per la loro conformazione fisica in quella parte che comprende l'apparato genitale. Si possono creare delle zone più deboli che possono dar vita ad ernie ombelicali oppure addominali, che avvengono anche perché sono congenite. Alle donne, generalmente, si crea la cosiddetta ernia crurale. Quella, invece, che si forma tra l'ombelico e lo sterno, prende il nome di ernia epigastrica.

Quali sono i sintomi dell’ernia inguinale?

Quando si presenta l'ernia ombelicale, oltre al rigonfiamemto che si può presentare in una oppure in entrambe le parti sotto l'intestino, si avverte dolore all'inguine quando si solleva qualcosa di pesante, mentre se si sta a riposo, questo non si sente più.

Negli uomini, il dolore si può avvertire anche nello scroto perché si ingrandisce a seguito di questa patologia. Inoltre, si possono sentire dei formicolii in corrispondenza di questa parte oppure dei bruciori. Il tutto può essere accompagnato da un senso di debolezza. Peggiori sono le ernie strozzate, così chiamate perché restano incastrate nello scroto e non si riesce a "spostarle" nella parte dell'intestino prossima all'inguine.

In tal caso, oltre al dolore in corrispondenza dell'ernia, si può vedere anche la zona arrossata. Si possono avere febbre e brividi di freddo ed è possibile anche un po' di aritmia.

A volte, anche nausea e vomito sono da annoverare tra i sintomi principali, in questi casi, bisogna prestare molta attenzione perché potrebbe essere necessario operarsi immediatamente.

Si può rischiare, altrimenti, di dover asportare anche la zona intestinale che è prossima all'inguine.

Chi ne è colpito?

L’ernia inguinale è più comune negli uomini che nelle donne, a causa della conformazione anatomica inguinale maschile. La fascia d'età maggiormente colpita è intorno ai 50 anni, ma può comparire anche nei bambini e negli anziani.

Quali sono le cause?

L’ernia inguinale è principalmente causata da eccessivi sforzi fisici, da tosse prolungata, stipsi o alterazione del peso.

In questi casi, la parete muscolare dell’addome cede e non riesce più a fornire l'adeguata protezione. I muscoli lasciano così passare una parte delle viscere causando l'ernia.

Le ernie inguinali congenite sono più comuni nei maschi a causa del tipo di sviluppo nel grembo materno: il funicolo spermatico e i due testicoli, partendo da una posizione intra-addominale, scendono attraverso il canale inguinale nello scroto, la sacca che conterrà i testicoli.

A volte, questo ingresso non si chiude correttamente, causando debolezza dei tessuti addominali. Nelle donne, l’ernia inguinale è causata dallo scivolamento di una parte di un organo del sistema genito-urinario, attraverso una debolezza nella parete addominale.

Che tipi di ernie inguinali esistono?

L'ernia inguinale può essere di 3 specie, a seconda dei rapporti che essa contrae con determinate formazioni anatomiche:

  • obliqua esterna: se si insinua nel canale inguinale partendo dall'orifizio interno posto lateralmente;
  • diretta: se sfonda la parete posteriore del canale inguinale;
  • obliqua interna: se protrude nel canale inguinale passando attraverso un punto relativamente debole posto in prossimità della linea mediana.

Il viscere erniato più spesso costruirsi un sacco assai ampio e deformare profondamente la regione, insinuandosi fino allo scroto dove trova ottime possibilità di alloggiamento (nel caso dell'ernia obliqua esterna infatti, il viscere può scendere nello scroto per le sue vaste dimensioni, prendendo così il nome di ernia scrotale).

L'ernia inguinale può anche essere acquisita o congenita: in quest'ultimo caso, essa è favorita dal persistere del transito tra il peritoneo e la membrana vaginale del testicolo.

Ernia inguinale nella donna

Le ernie inguinali nelle donne si sviluppano vicino a vasi o nervi, aree di debolezza della parete addominale. Nella donna, esiste un condotto fibroso molto piccolo: il legamento rotondo dell’utero. La massa di materiale fuoriuscita può variare in volume e può essere anche visibile.

Ernia inguinale recidiva: che fare?

I casi di recidiva si presentano sopratutto per condizioni personali non ottimali già presenti nel primo stato preoperatorio come l’obesità, che è il principale fattori di rischio per le recidive insieme al fumo, malattie croniche, carenze nutrizionali o l’età avanzata.

In alcuni casi, può essere dovuta a problemi sorti in seguito all’intervento chirurgico ed è questo il caso di molte infezioni o di rigetto del materiale protesico.

Statisticamente, i casi di recidiva sono quasi nulli (1%) per interventi effettuati in centri specializzati e molto elevati (30%) per quelli effettuati in centri non specializzati. Se la recidiva è dovuta a cause non chirurgiche ma personali, come il fumo o l’obesità, prima di effettuare un nuovo intervento è necessario sottoporsi ad appositi trattamenti per rimuoverle.

La chirurgia delle recidive è di tipo laparoscopico, con ingresso dall’ombelico per evitare di stressare i tessuti interessati dal precedente intervento. Vengono utilizzati strumenti particolarmente sottili. Dopo la rimozione, deve essere inserito un sostegno intestinale in polipropilene.

In cosa consiste l'intervento chirurgico per ernia inguinale?

La scelta della terapia dipende dal tipo di ernia. Per un'ernia riducibile, un sollievo temporaneo può derivare dal riposizionamento dell'organo sporgente. In seguito, può essere applicato un supporto per mantenere il contenuto addominale sporgente attraverso il sacco erniario. Anche se non cura l'ernia, il dispositivo è particolarmente utile per le persone anziane o i pazienti debilitati, per i quali qualsiasi intervento chirurgico è potenzialmente pericoloso.

L’ernia inguinale si cura con un intervento chirurgico, spesso effettuato in day hospital e con anestesia locale.

Il primo tipo di intervento che viene fatto in questi casi è quello detto a cielo aperto. In questa situazione precisa, viene fatta al paziente solo un'anestesia locale oppure un'epidurale. Il chirurgo stesso può anche decidere di fare un'anestesia generale perché preferisce lavorare su una paziente completamente addormentato.

Il chirurgo inciderà nel punto in cui si trova l'ernia e cercherà di farla rientrare nella parete da cui è fuoriuscita; inoltre, per evitare recidive, porrà dei punti di sutura in questa zona per cercare di rafforzare la parte dell'addome dove si è venuta a generare l'ernia inguinale.

Un altro tipo intervento che viene eseguito è quello in laparoscopia. Si usa questo strumento perché, in tal modo, il chirurgo può vedere l'ernia ingrandita e può operare attraverso un tubicino che ha al vertice una telecamera.

Bisogna prestare molta attenzione a questo tipo di interventi, perché può avvenire la fuoriuscita di alcune parti interne all'addome.

L'erniorrafia è il trattamento chirurgico preferito per neonati, adulti e pazienti anziani in buona salute. Questa procedura sostituisce il contenuto del sacco erniario nella cavità addominale e sigilla l'apertura. Un'altra procedura efficace è l'ernioplastica, che comporta il rafforzamento dell'area indebolita con maglia d'acciaio, fascia o filo.

L'ernia strangolata o necrotica richiede la resezione intestinale. Raramente, una resezione estesa può richiedere una colostomia temporanea.

Come curare l'ernia inguinale con i rimedi naturali?

Chi vuole provare ad evitare l’intervento chirurgico può curare l’ernia inguinale utilizzando rimedi naturali come gli impacchi di consolida maggiore, un’erba particolarmente diffusa in Gran Bretagna.  Anche impacchi di radice di zenzero, althea e camomilla possono rivelarsi utili.

Per aumentare le possibilità di successo, i naturopati consigliano anche di ridurre i fattori di rischio combattendo l’obesità, eliminando il fumo e facendo molto esercizio fisico.

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