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Analgesici

Analgesici
Curatore scientifico
Lorenzo Bichi
Specialità del contenuto
Fisioterapia

Cosa sono gli analgesici?

Gli analgesici, anche noti come antidolorifici, sono dei farmaci utili a ridurre il dolore, ma non intervengono a risolverne la causa. Il dolore può essere acuto o cronico e solitamente nel secondo caso è difficile da trattare, pertanto è necessario disporre di diverse molecole efficaci.

In alcuni casi le molecole hanno anche attività antinfiammatoria, oltre che analgesica, riuscendo anche a risolvere almeno in parte la causa del dolore. Nel caso del mal di denti, ad esempio, gli analgesici sono spesso prescritti dal dentista o dal medico curante: sono un ottimo rimedio farmacologico per attenuare il dolore, anche se non risolvono la causa scatenante il malessere.

A cosa servono?

La loro funzione è quella di ridurre la sintomatologia dolorosa e la scelta dell’analgesico dipende dalla natura e dall’entità del dolore. Tutti i tipi di dolore, quindi, con l’utilizzo dell’opportuno analgesico, possono essere ridotti, tra cui:

Quali tipi di analgesici esistono?

Gli analgesici appartengono a diverse classi, quali:

  • i Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei (FANS) e il paracetamolo (che ha una debole attività antinfiammatoria, poiché è principalmente un antipiretico);
  • gli analgesici non oppioidi;
  • gli oppiacei e i cannabinoidi, che vengono utilizzati nella terapia del dolore per i malati terminali;
  • i farmaci adiuvanti appartenenti a diverse classi, come gli anticonvulsivanti, gli antidepressivi, gli ansiolitici, gli antiepilettici e gli antinausea.
Nella terapia del dolore le classi di farmaci vengono classificate in tre livelli crescenti, in modo che, qualora il paziente non ottenga più benefici con un livello, si possa passare al successivo. Coloro che non rispondono alla terapia di terzo livello (cioè gli oppiacei) hanno dolori non più trattabili, come i malati neoplastici e terminali in genere.

Quali effetti collaterali hanno?

Gli effetti collaterali dipendono dal tipo di farmaco utilizzato, poiché scaturiscono dal meccanismo d’azione dello stesso farmaco, e dalla sua modalità di utilizzo. Ad esempio:

  • I FANS agiscono inibendo l’attività di due enzimi chiamati ciclossigenasi (COX1 e COX2), che convertono l’acido arachidonico in prostaglandine. COX1 è un enzima effettivamente attivo in tutti gli organi, mentre COX2 è attivo in modo effettivo solo in alcuni compartimenti dell’organismo. L’inibizione degli enzimi COX nello stomaco e nel rene è la ragione della gastrotossicità e della nefrotossicità di questi farmaci. I FANS inibitori di COX2, inoltre, aumentano il rischio di eventi cardiovascolari
  • il paracetamolo agisce sull’ipotalamo per regolare la temperatura corporea, ma può avere effetti collaterali epatici;
  • gli oppioidi deboli hanno effetti collaterali quali nausea, costipazione e sonnolenza;
  • gli oppioidi forti, invece, inducono anche depressione respiratoria, intolleranza, alterazioni dello stato di coscienza e dipendenza.

Quali sono gli analgesici naturali?

Per alcuni dolori, i rimedi non farmacologici possono essere ugualmente utili, siano essi degli esercizi fisici o dei cambiamenti dietetici o dei supplementi.

In ogni caso è necessario prima contattare il medico, poiché alcuni rimedi naturali possono interferire con i medicinali che si assumono per altre condizioni cliniche o essere dannosi per la salute in alcune situazioni. Le sostanze fitoterapiche, infatti, sono degli antinfiammatori naturali e analgesici, sono cioè biologicamente attivi e perciò possono interferire con il meccanismo d’azione di altri farmaci e sostanze.

Esempi di rimedi naturali efficaci nel ridurre la sintomatologia dolorosa sono:

  • curcuma, una radice che può essere utilizzata come spezia in cucina o assunta tramite integratori alimentari;
  • radice dell’artiglio del diavolo, cioè la radice di un’erba che può alleviare il dolore artritico. Tuttavia, la sua assunzione è controindicata in caso di gastrite o ulcere gastriche o duodenali;
  • capsaicina, cioè il principio attivo presente nei peperoncini piccanti, che può alleviare dolori reumatici e muscolari;
  • consolida, di cui vengono usate sia la radice sia le foglie ed è utile soprattutto per i dolori ossei, ma può avere effetti collaterali sul fegato. In Italia è vietata per legge il suo utilizzo come integratore alimentare;
  • glucosamina e condroitina, componenti della cartilagine, presenti negli integratori alimentari per il trattamento dell’osteoartrite;
  • corteccia di salice bianco, considerata l’aspirina naturale, utile per le emicranie e per alleviare il dolore alla schiena, ma ha effetti collaterali a livello gastrico se si usano dosi troppo elevate;
  • boswellia, utile per alleviare il mal di testa, i dolori articolari e quelli muscolari;
  • caffeina, con la quale è possibile ridurre l’emicrania;
  • partenio, una pianta nota in Italia con diversi nomi, quali materiale, maresina, amarella o erba marga. La sua assunzione è utile per ridurre i dolori dell’emicrania e della dismenorrea;
  • acidi grassi omega-3, sono acidi buoni che riducono l’infiammazione e possono quindi aiutare nella gestione di vari tipi di dolore;
  • probiotici, che aiutano a ridurre l’infiammazione intestinale e quindi il dolore viscerale.
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