Coaguli nel sangue: attenzione a questi segnali

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Data articolo – 18 Maggio, 2021

Coagulo di Sangue nel Cuore di un Paziente che si Tocca il Petto

È ormai da molto tempo che si discute di trombosi e di coaguli di sangue, due situazioni preoccupanti e pericolose per la salute. 

La coagulazione sanguigna è un processo che si verifica per porre rimedio a una emorragia, in conseguenza di una lesione o di un trauma: a volte, però, un coagulo di sangue può arrivare a formarsi in maniera anomala, per esempio nel cuore, nel cervello o nei polmoni, causando serie complicazioni se non gestito in tempo.

Ecco a cosa prestare attenzione.

Coaguli di sangue nel cervello

I coaguli di sangue possono infatti formarsi in una zona del corpo e possono poi essere trasportati dal flusso arterioso, ossia che porta il sangue carico di ossigeno dal cuore al resto dell’organismo; arrivano, così, a impedire il passaggio di ossigeno verso cuore, cervello e polmoni, mettendo quindi a rischio ictus o infarto.

Potrebbero, però, formarsi anche nel flusso venoso, ossia quello che riporta il sangue ormai privo di ossigeno di nuovo verso la pompa cardiaca; in questo caso, i sintomi di coaguli del sangue possono risultare più blandi, ma condurre ugualmente a conseguenze serie; in ogni caso, è fondamentale saper riconoscere i segni dei coaguli, anche quando sono pochi o molto leggeri. 


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In caso di coaguli di sangue o trombi a livello cerebrale, le vie arteriose risultano ostruite e, di conseguenza, viene interrotta l’ossigenazione delle cellule cerebrali. 

Di conseguenza, può manifestarsi un attacco ischemico, i cui sintomi includono:

Coaguli di sangue nell’apparato digerente

Se un coagulo di sangue arriva alle vene intestinali, a causa di malattie del fegato o diverticolite, si possono sperimentare i seguenti sintomi:

Coaguli di sangue agli arti

La formazione di coaguli sanguigni alle braccia o alle gambe può comportare una serie di sintomi vari, che è bene imparare a conoscere. 

Essi includono:

  • gonfiore, o in relazione al luogo di formazione del coagulo oppure in tutto l’arto colpito; 
  • dolore; 
  • arrossamento e prurito; 
  • calore nella zona dolorante; 
  • problemi respiratori, nel caso in cui il coagulo si sposta verso i polmoni; 
  • dolore al petto;
  • vertigini
  • crampi alle gambe, specie se il coagulo si è formato nella parte inferiore come un polpaccio; 
  • vene gonfie o doloranti, con dolore che peggiora al tatto; 
  • edema, ossia accumulo di liquidi nelle gambe e nelle braccia. 

Coagulo di sangue nei polmoni

Un coagulo di sangue nei polmoni di solito si è originato in un braccio o in una gamba, per poi raggiungere i polmoni in forma di emboli, ossia frammenti di trombi. In questi casi si origina embolia polmonare, una condizione molto pericolosa che include i seguenti sintomi:

  • tosse
  • dolore al petto; 
  • sudorazione elevata; 
  • fiato corto e problemi respiratori; 
  • vertigine. 

Coagulo sanguigno al cuore

In questo tra le conseguenze preoccupanti si ricorda l’attacco cardiaco. I segni che un coagulo ha raggiungo il muscolo cardiaco includono:

  • sudorazione
  • problemi respiratori; 
  • forte dolore al petto o alle braccia. 

Coagulo di sangue nei reni

Infine, la presenza di un coagulo sanguigno nei reni può portare a una limitazione della loro funzionalità, e a una mancata espulsione delle tossine dal corpo. Di conseguenza si può arrivare a insufficienza renale o anche solo a ipertensione. 

I sintomi dei coaguli di sangue nei reni includono:

  • dolore alla pancia, alle gambe o alle cosce; 
  • febbre; 
  • sangue nelle urine
  • nausea o vomito; 
  • ipertensione;
  • grave gonfiore improvviso alle gambe; 
  • problemi respiratori.

Ultimo aggiornamento – 24 Ottobre, 2024

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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