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Ferritina alta

Ferritina alta
Curatore scientifico
Dr. Tania Catalano
Specialità del contenuto
Ematologia

Cos'è la ferritina

La ferritina non è l'equivalente del ferro, come pensano ancora in molti. Si tratta infatti di una proteina che immagazzina il ferro, rilasciandolo quando il corpo ne ha bisogno. 

La ferritina in genere si accumula nelle cellule dell'organismo e solo una minima quantità circola nel sangue.

Secondo alcuni esperti, questa proteina contiene il 20% di ferro. Le maggiori concentrazioni di ferritina si trovano:
  • Nelle cellule del fegato (note come epatociti)
  • Nelle cellule del sistema immunitario (note come cellule reticoloendoteliali)
La ferritina viene immagazzinata nelle cellule del corpo fino a quando è il momento di produrre più globuli rossi. Il corpo segnala alle cellule di rilasciare ferritina.

La ferritina si lega poi a un'altra sostanza chiamata transferrina. La transferrina è una proteina che si combina con la ferritina per trasportarla al punto in cui sono prodotti i nuovi globuli rossi.

Se una persona non ha abbastanza ferritina, i depositi di ferro si possono esaurire rapidamente.

Perché misurare i valori di ferritina

Il corpo ha bisogno del ferro presente nei globuli rossi per trasportare ossigeno a tutte le sue cellule. Se il ferro non è sufficiente, i globuli rossi non saranno in grado di fornire abbastanza ossigeno.

Tuttavia, anche una quantità eccessiva di ferro può essere un problema.

Entrambi i livelli di ferro, troppo alti o troppo bassi, possono indicare un grave disturbo di fondo. Se il medico sospetta una carenza di ferro o un sovraccarico, può ordinare un test della ferritina.

Questo test serve a misurare la quantità di ferro accumulato nel corpo e può dare al medico un quadro complessivo dei livelli di questa sostanza. 

Test della ferritina alta

Serve solo una piccola quantità di sangue per sottoporsi al test della ferritina alta.

Solitamente si chiede al paziente di eseguire l’esame a digiuno, prima che il sangue venga prelevato.

Secondo alcuni esperti, infatti, il test è più preciso quando viene eseguito la mattina, prima di aver fatto colazione e dopo un digiuno di circa sei ore. 

Il medico può applicare una fascia attorno al braccio per rendere le vene più visibili. 

Valori normali di ferritina

I risultati del test ematico per controllare i livelli di ferritina vengono valutati prima di vedere se i livelli sono entro i valori normali. Gli intervalli tipici sono:
  • Da 24 a 336 nanogrammi per millilitro negli uomini;
  • Da 11 a 307 nanogrammi per millilitro nelle donne.
Si noti che non tutti i laboratori hanno gli stessi risultati. Questi sono campioni standard, ma laboratori differenti possono avere valori diversi. 

Valori alti di ferritina

Questa proteina svolge l'importante funzione di immagazzinare il ferro necessario al nostro organismo.

La ferritina alta porta a un aumento dei valori di ferro nel sangue e può essere associato a stati infiammatori acuti e cronici. Tale condizione può derivare da stati dismetabolici, non si manifesta con particolari sintomi, ma è riscontrabile attraverso delle analisi del sangue.

Quali sono le funzioni della ferritina?

La funzione primaria della ferritina è quella di costituire un'importante deposito di ferro nell'organismo.

A differenza di quello legato a un secondo composto organico ferro-proteico, detto emosiderina, il ferro associato alla ferritina è rapidamente mobilizzabile. 

Ciò significa che in caso di necessità del minerale, l'organismo può attingervi facilmente.

Dove si trova la ferritina?

La ferritina si trova in tutti i tessuti, ma particolarmente nel fegato, nella milza, nel midollo osseo e nei muscoli scheletrici. Si ritrovano piccole quantità di ferritina anche nel plasma, valutabili mediante il cosiddetto dosaggio della ferritinemia.

Sintomi di ferritina alta

Livelli molto elevati di ferritina possono causare sintomi spiacevoli.

Sintomi della ferritina alta infatti sono:
I livelli di ferritina possono anche aumentare a causa di danni agli organi, come il fegato e la milza. Il test può anche essere utilizzato per monitorare la salute generale.

Cause di ferritina alta

Livelli di ferritina alta possono indicare alcune condizioni. Un esempio è l'emocromatosi, uno stato in cui il corpo assorbe troppo ferro.

Altre condizioni che sono posti a causa di ferritina alta sono:
Secondo uno studio, le cause più comuni dei livelli di ferritina elevati sono l'obesità, l'infiammazione e l'assunzione quotidiana di alcol. Una delle cause più comuni di livelli genetici di ferritina elevati è una condizione di emocromatosi.

Se i risultati del test sono elevati, il medico probabilmente ordinerà altri esami in grado di fornire un quadro più chiaro dei livelli di ferro nel corpo. Questi test includono:
  • Un test del ferro – Esso misura la quantità di ferro circolante nel corpo.
  • Un tibc (TIBC) test – Esso misura la quantità di transferrina nel corpo.

Esami da fare

Ecco quali esami fare in caso di ferritina alta:
  • Emocromo e reticolociti – Possono indirizzare verso una diagnosi di sovraccarico di ferro associato ad alcune forme di anemia.
  • Colesterolo, trigliceridi, glicemia, uricemia – Possono indirizzare verso una diagnosi di sovraccarico di ferro associato agli stati dismetabolici.
  • Studio familiare – Consente l'identificazione di altri malati e di stabilire che si tratta di una forma ereditaria.
  • Risonanza magnetica (RM) – Tale test viene utilizzato per quantificare il ferro de fegato. Esso tuttavia non è in grado di determinare la distribuzione all'interno del fegato. 
  • Analisi delle modifiche del gene HFE  – Nel caso di ferritina alta, tale analisi permette di stabilire l'esistenza di una forma di emocromatosi correlata al gene HFE.
  • Biopsia epatica – Serve per capire l'esistenza di un danno a carico del fegato, e a definire l'esistenza e l'entità del sovraccarico di ferro nei casi dubbi.

Cura

La terapia per curare la ferritina alta prescritta da uno specialista prevede 
  • Prelievi periodici – Tali prelievi prevedono l'eliminazione di circa 400 ml di sangue. Rimuovendo così dall'organismo i globuli rossi (ricchi di ferro), stimolano il corpo a produrne di nuovi (e sani).
  • Dieta a basso contenuto di ferro – La ferritina può tornare a livelli normali seguendo anche una dieta a basso contenuto di ferro e sostanze chelanti, che legano il ferro e ne consentono l'eliminazione attraverso le urine.

Conseguenze

Le conseguenze della ferritina alta possono risultare anche gravi, e includono:

Rischio di tumore e ferritina alta

La ferritina è nota anche come un reagente di fase acuta. Ciò significa che quando nel corpo è presente un'infiammazione, i livelli di ferritina saliranno.

Ecco perché i livelli di ferritina possono essere elevati nelle persone che hanno malattie epatiche o tipi di tumori, come il linfoma di Hodgkin.

Per questo motivo, la ferritina è considerata un marker tumorale. Ad esempio, nelle cellule del fegato viene accumulata la ferritina.

Quando il fegato di una persona viene danneggiato, la ferritina all'interno delle cellule inizia a fuoriuscire. 

Un medico si aspetterebbe livelli di ferritina superiori al normale per pazienti con queste e altre condizioni infiammatorie. 

Cosa mangiare

Può essere d'aiuto curare l'alimentazione in caso di ferritina alta.

Parlando più strettamente di alimenti, è bene limitare le fonti di ferro, ovvero la carne.

Vediamo alcuni alimenti, in ordine decrescente in base al loro contenuto di ferro:
  • milza di bovino;
  • fegato di suino;
  • cacao amaro in polvere;
  • crusca di frumento;
  • fagioli borlotti secchi;
  • fegato bovino ed equino;
  • fagioli bianchi secchi (cannellini e dall'occhio);
  • lenticchie secche;
  • radicchio verde;
  • pistacchi e anacardi;
  • soia;
  • polmone di bovino;
  • ceci secchi;
  • uova;
  • cozze;
  • pesci come scorfano e mormora;
  • lupini;
  • fiocchi di avena;
  • rucola;
  • cioccolato fondente;
  • fave secche sgusciate;
  • piselli;
  • caffè tostato;
  • spigola, occhiata, pagello;
  • grano saraceno;
  • frumento;
  • miglio;
  • olive, nocciole e arachidi;
  • agnello;
  • spinaci;
  • alici e acciughe fresche;
  • pane di segale o integrale;
  • bresaola;
  • vitello e bovino adulto;
  • merluzzo, tonno e sgombro conservati;
  • mortadella, coppa e salame;
  • gamberi, polpo e sarde;
  • carne di maiale, di pollo e tacchino;
  • varietà di verdure, e frutta.
Come emerge leggendo questa lista, gli alimenti di origine animale più ricchi di ferro sono le interiora: il loro consumo andrebbe assolutamente ridotto se non eliminato, almeno all'inizio della terapia dietetica. 

Nonostante le carni siano in fondo alla lista, il ferro contenuto in esse viene assorbito al 100%, cosa che non si verifica quando si assume ferro da fonti vegetali. 

L'assorbimento del ferro contenuto in alimenti di origine vegetale invece è decisamente sfavorito rispetto al ferro di origine animale (ferro EME).

Ne consegue che, seppur la concentrazione di ferro sia minore in termini di ferro biodisponibile, le carni sono la fonte di ferro privilegiata per il nostro organismo.

Bisogna inoltre tenere presente che negli alimenti di origine vegetale, specialmente legumi, cereali integrali e verdure tipo gli spinaci, esistono sono delle sostanze, i fitati, che riducono notevolmente l'assorbimento del ferro, quindi in termini di assunzione di ferro, si ha un ulteriore ribasso.

Infine, è opportuno considerare la concomitanza di altre situazioni (ad esempio, disturbi del metabolismo) prima di variare la dieta di propria iniziativa.

Una volta appurato che la causa sia esclusivamente un eccesso di assunzione di ferro, si può agire modificando la dieta settimanale e avendo alcuni accorgimenti.

Tali accorgimenti prevedono di consumare: 
  • 4 pasti a base di legumi (porzioni da 70 grammi da secchi, circa 220 già cotti); 
  • 2 porzioni di carne, preferibilmente bianca; 
  • 3 porzioni di pesce; 
  • alternare come fonte di carboidrati i diversi cereali e pseudocereali preferibilmente integrali: pasta, orzo, farro, riso, miglio, quinoa, amaranto, grano saraceno; 
  • i formaggi si possono mangiare "tranquillamente" tenendo presente che andrebbero consumati non più di 2-2 volte a settimana e preferibilmente quelli freschi; 
  • le uova intere possono essere consumate da 2 a 4 a settimana, a patto che si escludano gli alimenti contenenti uova, specialmente in polvere (biscotti, merendine, prodotti confezionati); 
  • lo yogurt, specialmente bianco magro, può essere consumato quotidianamente; 
  • fare in modo che in tutti i pasti ci siano fonti di fibre (verdure come ad esempio lattuga, zucchine, broccoli); 
  • consumare solo pane da farine integrali, controllando che la farina integrale sia il primo ingrediente della lista; 
  • limitare il consumo di fonti di vitamina C insieme ad alimenti ricchi di ferro: legumi, spinaci, biete, barbabietole, rucola;
  • evitare o limitare al minimo il consumo di salumi. 
Infine, un’attività fisica costante e regolare come la bicicletta, la corsa o il nuoto può essere utile per a tenere il peso corporeo sotto controllo, contrastando così le alterazioni metaboliche (colesterolo, trigliceridi ecc.).
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