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Ferritina alta: cause e terapie

Vincenzo Russo | Blogger

Ultimo aggiornamento – 27 Aprile, 2015

Ferritina alta: cause e terapie

La ferritina è una proteina globulare che contiene al suo interno un gran numero di atomi di ferro. Il ferro è una componente essenziale dell’emoglobina e delle cellule dei muscoli; la funzione della ferritina è quella di immagazzinare il ferro per rilasciarlo e renderlo disponibile, quando richiesto.

Questo processo è facilitato dalla particolare struttura delle molecole di ferritina, composte da due parti distinte dette L e H che si associano in percentuali variabili a formare il guscio. Se prevale la forma L, il guscio accumulerà ferro mentre, se prevale la forma H, la sua funzione sarà principalmente quella di rilasciarlo al momento del bisogno.

La ferritina circolante è, fisiologicamente, soltanto l’1% del totale. La gran parte si trova nel fegato, nella milza, nel midollo osseo e nei muscoli dello scheletro. Quando la parte circolante raggiunge valori superiori all’1% si parla di ferritina alta, o iperferritinemia.

L’iperferritinemia è dovuta a un accumulo eccessivo di ferro e può essere una condizione indicativa di una malattia ereditaria conosciuta come emocromatosi.

Nei soggetti con emocromatosi ereditaria, l’assorbimento quotidiano di ferro dall’intestino è superiore alla quantità necessaria per sostituire le perdite. Poiché il corpo normale non può aumentare l’escrezione di ferro, quello assorbito si accumula nel corpo, che può passare dai normali 3-4 grammi, fino a 20-25 grammi di ferro corporeo totale.

L’emocromatosi è una condizione patologica che colpisce sia unomini che donne. Nelle donne ha uno sviluppo più lento rispetto agli uomini in quanto soggette alle perdite di ferro con il ciclo mestruale e si manifesta mediamente a un’età di 10 anni superiore rispetto alla media maschile [1].

Quali i rischi?

Il ferro in eccesso si deposita negli organi e nelle articolazioni, danneggiandoli fino alla perdita della funzionalità. Gli organi più a rischio sono il cuore, il fegato e i testicoli. L’accumulo di ferro nelle articolazioni porta ad artropatie dolorose.

Alcune ricerche, tra le quali uno studio osservazionale svolto a Camden, New Jersey, su circa 1500 donne sane in gravidanza, ha dimostato il collegamento tra iperferritinemia e rischio di diabete mellito gestazionale.

Gli alti livelli di ferritina circolante sono associati con la resistenza all’insulina e la steatosi epatica. In modo sorprendente, però, una ricerca ha recentemente provato che i soggetti maschili affetti da diabete mellito (di tipo 2) con livelli elevati di ferritina mostrano una significativa riduzione di macroangiopatie, nonostante la grave resistenza all’insulina e la presenza di marcatori elevati di steatosi epatica. Livelli elevati di ferritina, o la stessa steatosi epatica potrebbero quindi, paradossalmente, essere associati a un minor rischio cardiovascolare in soggetti maschi diabetici [2].

Quali sono i sintomi dell’iperferritinemia?

L’iperferritinemia è spesso asintomatica e in molti casi le persone con emocromatosi precoce non sono consapevoli della loro condizione. La malattia può quindi essere sospettata quando  livelli ematici elevati di ferro sono segnalati da analisi del sangue di routine.

Tuttavia la presenza di zone cutanee iperpigmentate può essere un segnale visibile della malattia. Altri sintomi possono presentarsi negli organi dove l’accumulo di ferro è maggiore, rendendoli disfunzionali:

  • Depositi di ferro nei testicoli causano il restringimento dei testicoli e l’impotenza.
  • Depositi di ferro nel pancreas causano una diminuzione della produzione di insulina con conseguente diabete.
  • Depositi di ferro nel muscolo cardiaco possono causare cardiomiopatia e portare a insufficienza cardiaca e/o anomalie del ritmo cardiaco.
  • Depositi di ferro nel fegato provoca la cirrosi ed è associato a un aumento del rischio di sviluppare tumori epatici.
  • Depositi di ferro nelle articolazioni provocano artropatie dolorose.

In questi casi, ai normali esami ematici vengono aggiunti test specifici che vanno dalla saturazione della transferrina, al livello degli enzimi epatici, fino a biopsie degli organi colpiti [3].

Cosa accade in gravidanza?

Soprattutto nel terzo trimestre della gravidanza, alte concentrazioni di ferritina possono provocare problemi per il feto. Lo sostiene uno studio osservazionale pubblicato dall’Oxford Journal. La ricerca ha interessato 514 donne incinta, non anemiche, tra le 28 e le 30 settimane di gestazione e sottoposte a misurazioni della ferritina serica allo scopo di trovare eventuali rischi patologici, sia per la mamma che per il feto.

Lo studio non ha evidenziato la comparsa di complicanze per la mamma mentre ha dimostrato il maggior rischio di eventi sfavorevoli per il feto. In particolare, pur tenendo conto delle differenze tra donne primipare e pluripare, con una maggior presenza di queste ultime nel campione selezionato, l’iperferritinemia è risultata associata a rischi sia di lieve che di grave entità. Tra i primi va segnalato il rischio di parto pre-termine, tra i secondi il rischio di asfissia neonatale.

La concentrazione di ferritina materna si è inoltre dimostrata inversamente proporzionale al peso del neonato, in altre parole l’iperferritinemia causerebbe la nascita di bambini sottopeso. Questi risultati, pur necessitando di approfondimento, suggeriscono di rivedere le attuali posizioni sulla supplementazione di ferro in donne incinta non anemiche [4].

Trattamento terapeutico

Le terapie per l’iperferritnemia hanno lo scopo di ridurre la quantità di ferro circolante. Esistono due tipi di trattamento, la flebotomia terapeutica e quello farmacologico, a base di farmaci ferrochelanti.

La flebotomia terapeutica non è nient’altro che la versione moderna dell’antico salasso di sangue.

Si effettua con un prelievo di circa 400-500 ml, simile a quello della donazione di sangue da effettuarsi una o due volte la settimana. Una volta raggiunti i livelli fisiologici di ferritina serica viene adottata una terapia di mantenimento con prelievi da effettuarsi 2-3 volte l’anno.

La terapia farmacologica viene adottata se non è possibile la flebotomia. I farmaci vengono generalmente assunti per via orale, anche se è possibile un effetto più diretto con somministrazioni intramuscolari. Il dosaggio varia in base ai risultati degli esami diagnostici.

Dieta per la ferritina alta

Non esistono diete specifiche, in caso di iperferritinemia, tuttavia il medico vi consiglierà alcune modifiche alla dieta, in particolare:

  • Integratori: oltre, naturalmente, a evitare gli integratori di ferro, bisogna fare molta attenzione agli integratori multivitaminici che ne possono contenere.
  • Vitamina C: va evitata in quanto favorisce l’assorbimento del ferro presente negli alimenti.
  • Alcool: l’azione dannosa sul fegato è ben nota e poiché l’iperferritinemia spesso colpisce il fegato, aumenta significativamente il rischio di patologie epatiche. Il consumo di alcol deve, quindi, essere evitato [5].

Fonti

[1] Ferritin Blood Test (cont.) http://www.medicinenet.com/ferritin_blood_test/page2.htm

[2] Do high ferritin levels confer lower cardiovascular risk in men with Type 2 diabetes? http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20536513

[3] Iron Overload http://www.medicinenet.com/iron_overload/page3.htm

[4] Third trimester iron status and pregnancy outcome in non-anaemic women; pregnancy unfavourably affected by maternal iron excess http://humrep.oxfordjournals.org/content/15/8/1843.full

[5] Diet for hemochromatosis http://www.irondisorders.org/new-speaker-to-present 

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