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Orecchioni

Orecchioni
Curatore scientifico
Dr. Giuseppe Pingitore
Specialità del contenuto
Pediatria

Cosa sono

Gli orecchioni sono una malattia molto contagiosa causata da un virus che si trasmette da persona a persona attraverso le secrezioni nasali e le goccioline di saliva.

Il suo nome scientifico è “parotite epidemica”, proprio perché interessa primariamente le parotidi e le ghiandole salivari. Le parotidi sono due ghiandole responsabili della produzione di saliva, localizzate in entrambi i lati del viso, appena sotto le orecchie.

La parotite fa parte delle comuni malattie infettive dei bambini e, infatti, è molto frequente che il contagio da orecchioni avvenga in età scolare; il nome comune “orecchioni” deriva proprio dall'aspetto gonfio che il volto assume in prossimità delle orecchie.

Una volta che una persona è stata affetta dalla malattia, generalmente sviluppa l’immunità contro un’ulteriore infezione.

Sintomi

Il più comune sintomo della parotite è un rigonfiamento delle ghiandole parotidi, che si trovano in entrambi i lati del viso.

Solitamente, i sintomi degli orecchioni compaiono dopo due settimane dall’esposizione al virus (periodo di incubazione). La media del periodo di incubazione è di circa 17 giorni. 

Le fasi iniziali sono molto simili a quelli influenzali, infatti si manifestano sintomi tipici confondibili con quelli di un'influenza, come per esempio:
Solo in seguito, la febbre diventa più alta, intorno ai 39°C, e le ghiandole salivari si gonfiano, provocando dolore spontaneo e al contatto; il gonfiore delle ghiandole parotidi causa uno spostamento in fuori delle orecchie e il caratteristico aspetto che ha dato il nome alla malattia (orecchioni). I sintomi della parotite hanno un decorso di circa una decina di giorni.

In alcuni casi, abbastanza rari, la malattia decorre senza il gonfiore delle parotidi e anche gli altri sintomi sono poco evidenti. 

Entrambe le ghiandole sono generalmente colpite dal rigonfiamento, anche se in pochi casi risulta colpita solo una ghiandola. Il gonfiore causa ulteriori sintomi che includono:
  • Dolore e sensibilità delle ghiandole gonfie
  • Dolore nel deglutire e/o difficoltà a deglutire
Ulteriori segni degli orecchioni includono:

Cause

Il virus responsabile degli orecchioni appartiene alla famiglia Paramyxoviridae, fonte di infezioni comuni, particolarmente nei bambini.

Questo microrganismo è in grado di superare la barriera del tratto respiratorio (naso, bocca e gola) e di arrivare fino alle parotidi, il suo luogo ideale per stanziarsi e moltiplicarsi, provocando il gonfiore e dolore.

Le cellule virali possono anche accedere al liquido cerebrospinale, il fluido che circonda e protegge il cervello e la colonna vertebrale: da qui  può diffondersi nelle altre parti del corpo, come nel cervello, nel pancreas, nei testicoli e nelle ovaie.

Infatti in rari casi, più gravi, il virus si diffonde a tutto l’organismo poiché il liquido cerebrospinale agisce come scudo per il sistema nervoso centrale. 

In questi casi il virus può colpire:

Trasmissione

La trasmissione del virus degli orecchioni si verifica come un comune raffreddore o influenza virale.

Il virus è trasportato dall’aria e può sopravvivere poco nell’ambiente esterno, quindi la parotite può diffondersi attraverso:
  • Contatto diretto Per esempio, se si starnutisce o si dà un colpo di tosse, piccole goccioline di fluido contenente il virus della parotite sono rilasciate in aria e possono essere respirate da altre persone
  • Contatto indiretto – Per esempio, se delle goccioline infette cadono su un oggetto, come un maniglia, e qualcuno lo tocca e subito dopo la mano infettata entra in contatto con il proprio naso o la propria bocca, questo soggetto può essere contagiato.
La trasmissione del virus degli orecchioni avviene durante la fase contagiosa della malattia, cioè da 2 giorni prima della comparsa dei sintomi a 7 giorni dopo.

Il contagio avviene a causa di:
  • Scambio di saliva a causa di tosse e starnuti del soggetto infetto
  • Goccioline di saliva emesse mentre si parla stando vicino ad un’altra persona
  • Contatto con saliva e secrezioni appartenenti ad un soggetto infetto, attraverso posate, bottiglie, bicchieri e così via.
Per questo motivo, e per l’elevata contagiosità del virus, chi è affetto da orecchioni deve necessariamente assentarsi da scuola o lavoro o luoghi pubblici fino alla guarigione completa, per evitare di perpetuare il contagio.

Orecchioni in gravidanza

Gli orecchioni nei bambini raramente danno luogo a delle complicazioni gravi. Il più delle volte alle guance gonfie si associano i sintomi influenzali, ma dopo il decorso non resta traccia della malattia e l’organismo si ristabilisce completamente.

Gli orecchioni negli adulti possono essere molto più rischiosi. Negli uomini possono causare:
Per le donne in gravidanza, invece, il discorso è diverso. Se contratto nelle prime dodici settimane dal concepimento, nel 25% dei casi, la donna potrebbe avere un aborto spontaneo.

Se la gravidanza è più avanzata, non sono segnalati casi di malformazioni e problemi di sviluppi fetali legati alla malattia, diversamente dalla rosolia.

Orecchioni negli adulti

Come molte malattie infettive, gli orecchioni producono, in genere, meno complicanze se contratti da bambini. Nel caso in cui però si venga colpiti da orecchioni in età adulta, possono esserci conseguenze maggiori.

Tra i sintomi, in comune con la contrazione della malattia in età infantile, vi sono: l'ingrossamento delle ghiandole parotidi e la febbre alta.

Negli uomini adulti si può verificare la tumefazione a uno o a entrambi i testicoli (orchite), che ne determina l'aumento delle dimensioni fino a tre volte rispetto a quella normale.

In seguito, può capitare che i testicoli si atrofizzino, comportando sterilità. Il fatto che gli orecchioni contratti in età adulta provochino anche impotenza è invece un falso mito.

Nelle donne, l'ingrossamento ovarico provocato dalla malattia dà origine a dolorosi crampi addominali, simili a quelli mestruali, che però non compromettono in alcun modo l'apparato riproduttivo.

La febbre, spesso, dura più giorni; altre complicanze della parotite in età adulta sono la pancreatite e la meningite parotica (anche se questa è molto rara, colpendo circa un caso ogni 200 malati).

Cura

La medicina moderna ha una sola arma contro i virus: i vaccini.

Infatti, mentre gli antibiotici servono solo in caso di infezione batterica e gli antidolorifici possono essere utilizzati unicamente per alleviare la sintomatologia dolorosa, il vaccino è lo scudo che permette di essere attaccati dal virus o, in caso di malattia, rendere il decorso più veloce e privo di complicazioni.

Per alleviare i sintomi della parotite, è necessario:
  • Stare a riposo – Per permettere all’organismo di difendersi meglio e ridurre il rischio di complicanze.
  • Assumere farmaci antidolorifici – Per ridurre il dolore sono indicati gli antidolorifici da banco come ibuprofene o paracetamolo che possono ridurre i sintomi del dolore.
  • Assumere antipiretici per la febbre – Come ad esempio il paracetamolo.
  • Fare degli impacchi freddi – Applicarli sulle ghiandole parotidi, che sono in genere calde e dolenti.
  • Bere molti liquidi – Per evitare la disidratazione dovuta alla febbre, ma evitare le bevande che stimolano la produzione di saliva, come i succhi di frutta, perché eccessiva saliva può causare dolore. L’acqua è generalmente il miglior liquido da bere
  • Prediligere un’alimentazione leggera – Cioè a base di minestre, yogurt, zuppe, purè di patate e uova strapazzate e altri cibi che non richiedono la masticazione
  • Evitare bevande e alimenti troppo acidi – Queste infatti possono irritare ulteriormente le ghiandole salivari.

Prevenzione

Gli orecchioni costituiscono un’infezione altamente contagiosa. Le persone infette sono più contagiose nei primi due giorni dopo la comparsa dei sintomi e per i cinque giorni a seguire. 

In questo periodo di tempo, è importante prevenire la diffusione dell’infezione agli altri, particolarmente a quelli che sono ad alto rischio di sviluppare complicazioni, come:
  • Adolescenti e giovani adulti che non sono stati vaccinati
  • Donne incinte
Per prevenire la diffusione dell’infezione una volta che la parotite è in atto, è bene:
  • Non andare a scuola o a lavoro fino a cinque giorni dopo la comparsa dei sintomi
  • Lavare le mani regolarmente, usando sapone e acqua
  • Usare sempre un fazzoletto per coprire la bocca a il naso quando si tossisce o si starnutisce e subito dopo buttarlo

Vaccini

Il vaccino trivalente (anti morbillo-parotite-rosolia) o il vaccino quadrivalente (che include anche l’anti-varicella), somministrati ai bambini secondo le indicazioni del calendario vaccinale, sono l’unica difesa contro la parotite.

Grazie al vaccino, l’incidenza mondiale della malattia si è ridotta all’1%, mentre fino al 1980 la malattia colpiva praticamente tutta la popolazione. Attualmente, non è più considerata una malattia endemica.
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